A Capodimonte nasce l’itinerario ‘La Bella e la Bestia’

Nel cuore della Tuscia, affacciato sulle acque del lago di Bolsena, il borgo di Capodimonte ha svelato un nuovo gioiello culturale: l’itinerario “La Bella e la Bestia – Una storia d’amore tra le vie del borgo”.

figuranti Bella e la Bestia a Capodimonte

Ma perché la Bella e la Bestia a Capodimonte? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, fino al XVI secolo quanto troviamo Pedro González e Catherine Raffelin.

@sullestradedelmondo La fiaba della Bella e la Bestia nasce da una storia vera che ora possiamo ritrovare tra le vie del borgo di Capodimonte, nella Tuscia viterbese. #capodimonte #labellaelabestia #tuscia #storiavera ♬ Beauty and the Beast – Leonardo Travensoli

Un percorso che è anche un viaggio emotivo

Il nuovo percorso rappresenta una passeggiata turistica, tra le stradine del borgo medievali, ma al tempo stesso è un viaggio emotivo, culturale e umano, che fa riflettere su temi come la diversità e l’accettazione dell’altro.

inaugurazione Bella e la Bestia a Capodimonte

Non si tratta di una semplice rievocazione fiabesca, ma di un percorso emozionale e storico che intreccia leggenda e realtà, ispirato alla vera vicenda di Pedro González e Catherine Raffelin, la coppia vissuta nel XVI secolo ha trascorso gli ultimi anni della loro vita, i più sereni, proprio qui a Capodimonte.

Capodimonte

Una storia vera più potente della fiaba

Libri e film ci hanno raccontato versioni diverse, per lo più edulcorate della “La Bella e la Bestia”, una favola però che non solo frutto della fantasia, ma che affonda le radici nella storia autentica di Pedro González e Catherine Raffelin e che prende vita a Capodimonte.

Chi era Pedro Gonzales

Pedro, nato a Tenerife nel 1537 era affetto da ipertricosi, una rara sindrome che gli conferiva delle sembianze diverse dagli altri, un aspetto che fu definito “selvaggio”.

sculture Bella e la Bestia a Capodimonte

Il suo aspetto nei contemporanei destò stupore e curiosità, al punto che il piccolo Pedro, all’età di 10 anni fu portato alla corte di Enrico II di Francia come dono per il sovrano. Qui rimase 44 anni, durante i quali venne anche fatto studiare, per farne un uomo di cultura in grado di parlare anche in latino.

Il matrimonio con la bella Catherine

la bella

Quindi un insolito selvaggio: educato, raffinato e colto. A questo punto interviene la regina Caterina de’ Medici che gli dà in moglie sua dama di corte, Catherine Raffelin. Il loro fu un matrimonio combinato, per motivi, possiamo dire, scientifici. Si voleva cioè vedere come sarebbe stata la discendenza. Pedro e Catherine ebbero sei figli, quattro dei quali con le caratteristiche paterne. Quello che è importante in questa storia è il fatto che la donna riusci ad andare oltre le apparenze e a riconoscere in lui una persona degna di rispetto e amore.

infine l’amore trionfò

Bella e la Bestia
Immagine creata con AI

La loro fu alla fine una storia d’amore, dopo i primi anni vissuti tra le corti europee, i due giunsero sulle sponde del Lago di Bolsena, nel borgo di Capodimonte, dove furono accolti dalla famiglia Farnese, che fece loro il più prezioso dei doni: consentendo loro di vivere finalmente in in pace con i figli lontano dalla curiosità generale, in una situazione di normalità che restituì a Pedro la sua dimensione umana.

Dalla storia vera alla favola

figuranti Bella e la Bestia a Capodimonte

Fu così che la storia di Pedro e Catherine sarebbe all’origine alla favola de “La Bella e la Bestia” che, non a caso, iniziò a circolare in Europa nella seconda metà del Cinquecento.

Una storia molto ben documentata degli archivi locali, quanto alla curiosità di vedere l’aspetto di Pedro portò alla realizzazione di numerosi tra incisioni e dipinti alcuni dei quali custoditi in Austria nel Castello di Ambras, che raffigurano non solo Pedro, ma anche i suoi suoi figli. Da qui il termine di sindrome di Ambras che viene dato all’ipertricosi.

scorcio Capodimonte

Dalla realtà è nata la favola, la coppia dopo lunghe peregrinazioni attraverso diverse corti europee, arrivarono a Capodimonte e qui vissero serenamente la loro storia d’amore e sempre qui Pedro morì nel 1618, all’età di 81 anni.

Un itinerario in 9 tappe

itinerario Bella e la Bestia a Capodimonte

Torniamo ora al presente. A dare vita a questo progetto è stata la Rete di Imprese “Naturalmente Capodimonte” che – con il sostegno dell’amministrazione comunale e dell’Avis – ha realizzato questo originale percorso che si snoda attraverso nove tappe esperienziali, ognuna delle quali è stata pensata per evocare un aspetto della vita di Pedro e Catherine.

borgo

Dai palazzi signorili ai vicoli silenziosi, ogni angolo del borgo diventa una soglia narrativa che invita il visitatore a riflettere sul valore della bellezza interiore, sulla forza dell’amore autentico e sulla necessità di superare i pregiudizi.

attori

In occasione della giornata inaugurale del percorso l’esperienza si è arricchita anche da narrazioni teatrali affidate alle Comunità Narranti. I visitatori, grazie agli attori intervenuti a Capodimente, tra performance musicali e letture, hanno ripercorso non solo la storia di Pedro e Catherine, ma più in generale il tema del diverso e del selvaggio attraverso i secoli.

Il racconto e l’emozione rivivono tutti i giorni, grazie a una serie di Qrcode dai quali si accede a dei podcast, pensati sia per gli adulti che per i bambini. I visitatori possono così ascoltare la storia. Di Pedro e Catherine e al tempo stesso riflettere sui valori universali dell’accettazione, del rispetto per la diversità e non ultimo quello di saper guardare oltre le apparenze.

La Bella e la Bestia – Una storia d’amore tra le vie del borgo” è un progetto che va oltre il racconto di una storia, propone un nuovo modo di vivere il borgo: non come semplice “destinazione” turistica, ma come organismo vivo, custode di memoria e portatore di emozioni.

In un’epoca in cui i borghi rischiano di svuotarsi o trasformarsi in mere cartoline, Capodimonte scommette sull’autenticità e sull’empatia per rilanciarsi. L’itinerario rappresenta un esempio virtuoso di turismo esperienziale, che valorizza le identità locali attraverso la narrazione partecipata, e mette al centro le relazioni umane, la lentezza, la contemplazione.

Dove la favola diventa reale

Passeggiando per Capodimonte oggi, si ha la sensazione che la storia di Pedro e Catherine sia ancora lì, sospesa tra le pietre scaldate dal sole e l’azzurro del lago.

È come se ogni passo risvegliasse un’eco del loro coraggio, della loro dolcezza, della loro resilienza. Questo itinerario rappresenta una grande opportunità per il turismo locale e al tempo stesso aiuta a riflettere su tematiche quali il rispetto per la diversità e l’accettazione dell’altro

Questa storia rinascimentale, sorprendentemente attuale – sottolinea Francesca Ferri, Presidente della Rete di Imprese Naturalmente Capodimonte – ci insegna che la vera bellezza risiede nell’animo umano e che l’amore autentico può superare ogni barriera sociale e culturale

“La Bella e la Bestia” non è più solo un mito da raccontare ai bambini, ma un invito per tutti – adulti, sognatori, viaggiatori – a guardare con occhi nuovi ciò che spesso si giudica con superficialità. Un percorso che lascia il segno, non solo nei vicoli del borgo, ma nel cuore di chi lo attraversa.

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