Acquario Romano, una delle ricchezze del rione Esquilino

Da una ventina d’anni è la “Casa dell’Architettura”, ma quando fu progettato, su iniziativa all’ittiologo Pietro Carganico – erano gli anni ’80 dell’800 – l’Acquario Romano doveva essere un acquario e uno stabilimento di piscicultura.

Acquario romano

Inizialmente l’Acquario sarebbe dovuto sorgere in via Nazionale, poi si optò per il rione Esquilino che in quel periodo post unitario era stata scelto per un importante opera di urbanizzazione. Però in piazza Manfredo Fanti c’era ancora un intero isolato lasciato libero da costruzioni e sembrava semplicemente perfetto per la costruzione del nuovo acquario, area che fu concessa gratuitamente per la costruzione dell’Acquario.

ingresso

I lavori furono affidati, partire dal 1885 all’architetto romano Ettore Bernich, che per il suo progetto si ispirò ad alcuni importanti monumenti romani: la Fontana di Trevi per la facciata, il Pantheon per la cupola e il Colosseo per lo spazio di forma ellittica della sala centrale. L’Acquario fu poi inaugurato il 29 maggio 1887.

Acquario romano particolare

A vederlo così bello e maestoso fa sorridere pensare che il suo scopo era quello di produrre pesce adatto ad una alimentazione a costi contenuti. Anche se, a dire il vero, la storia di questo edificio come acquario, pare sia stata molto breve, c’è chi parla di pochi anni. Sappiamo che nel 1894 le vasche con i pesci, almeno quelle della sala centrale, erano ancora funzionanti. Fatto sta che dopo una decina d’anni le vasche, erano state collocate nel piano circolare seminterrato oltre le colonne che sorreggevano la balconata superiore, furono eliminate.

riproduzione di una vasca dell'Acquario romano

Si può però avere un’idea di come potevano essere sistemate le vasche grazie a una riproduzione posta sulla parete a destra.

gruppo scultoreo

Che il progetto fosse dedicato al mare, o più in generale al mondo acquatico, lo si capisce già osservando la bella facciata principale, riccamente decorata con elementi quali “La Pesca” “La Navigazione”, ospitate nelle edicole ai due lati dell’ingresso, mentre sulla sommità dell’attico c’è un gruppo raffigurante il carro di Venere tirato dalle un tritone ed una nereide.

All’interno si accede attraverso da due scale simmetriche che conducono nell’atrio ornato da splendidi ornamenti con nicchie ricche di statue, mosaici e decorazioni a tema marino.

scale di ingresso all'Acquario romano

Dall’atrio si accede alla sala centrale, di forma ellittica, sovrastata da un lucernario, una grande cupola in vetro e acciaio. L’interno è scandito da un doppio ordine di colonne in ghisa che fungono da sostegno sia per la galleria superiore che del soffitto.

interno

A tema marino anche le ringhiere della scala che conduce al piano superiore, decorate con i tridenti del dio del mare Nettuno. E poi c’è la porta di ingresso che ricorda un po’ gli oblò di una nave.

ringhiera con i tridenti

Ancora oggi la grande sala affascina per la sua spettacolarità e le ricche decorazioni che in effetti lo rende molto adatto ad ospitare eventi importi. Lo stesso Bernich, un anno dopo la fine dei lavori, qui organizzò feste e balli per il carnevale. Sì, perché edifico era stato pensato anche per uno scopo ricreativo “Quest’ampia sala capace colla sua platea, palchetti e loggie di circa duemila persone, può essere destinata per trattenimenti vocali-istrumentali, per adunanze, esposizioni enologiche, e soprattutto per esposizioni di fiori, mercè l’annesso giardino…’

Che l’acquario era destinato ad ospitare eventi lo si intuisce anche osservando il palco reale, con tanto di stemma dei Savoia, posto proprio sopra all’entrata.

Palco reale dell'Acquario romano

La destinazione dell’edificio ad acquario ebbe una vita molto breve, tempo una decina d’anni e le vasche per i pesci furono eliminate e per l’Acquario Romano iniziò una nuova vita, vita piuttosto movimentata. Prima di diventare Casa dell’Architettura (2002) gli spazi dell’Acquario Romano ospitarono mostre, feste, un teatro, un cinema, un circo equestre, una palestra e infine un deposito.

Del periodo in cui fu utilizzato come spazio per gli spettacoli va ricordato che ospitò come Ettore Petrolini e Raffaele Viviani e spettacoli di operetta e varietà di grande successo. E non finisce qui: nel 1890 all’interno dell’Acquario si esibì anche il colonnello William Frederick Cody, meglio conosciuto come Buffalo Bill, insieme al suo circo fatto da indiani e cowboy.  

Casa dell'Archietettura

É solo nel 1984 che l’edificio è uscito dal lungo oblio, fu sgomberato e fatto oggetto di un lungo restauro che gli ha restituito l’aspetto che vediamo oggi. Oltre ad essere sede della Casa dell’Architettura l’Acquario Romano è spesso anche sede di eventi, tra questi il Gran ballo viennese di Roma, noto anche come ballo delle debuttanti, che si tiene qui dal 2007.

bar e libreria

All’interno dell’Acquario Romano oggi trovate anche un bar, accessibile anche direttamente al giardino, e una libreria.

Giardino

Il giardino dell’acquario un tempo ospitava anche un laghetto per la pesca sportiva, successivamente eliminato.

Entrando nell’atrio dell’edificio, guardate sulla destra, proprio sopra l’ingresso della libreria potete notare un affresco originale dell’800 che rappresenta l’Acquario nel suo aspetto originario, con tanto di laghetto. Da notare anche come all’orizzonte non si veda ancora nessuna costruzione.

Il piccolo specchio d’acqua fu poi eliminato e durante i lavori di risistemazione sono stati portati alla luce i resti di un edificio di età imperiale addossato alle Mura Serviane, oggi visibile nel giardino.

L’Acquario Romano è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18. Sabato e domenica chiuso (salvo eventi), mentre il giardino è aperto al pubblico tutti i giorni, dal lunedì al sabato con orario 8.30-20.30, mentre la domenica (e i giorni festivi festivi) orario ridotto 9.30-13.30

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