Il patrimonio archeologico della Capitale non finisce mai di stupire, l’arte può superare i confini tradizionali dei complessi museali e uscire fuori dal museo per incontrare i viaggiatori nei luoghi dell’accoglienza.
Arte fuori dal Museo

Succede in questi giorni a Roma grazie all’innovativo progetto Arte fuori dal Museo, tre capolavori di età imperiale provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ostia antica, hanno lasciato l’oscurità dei depositi per mostrarsi al pubblico in tutto il loro splendore.
Questa iniziativa, promossa da Federalberghi Lazio in collaborazione con LoveItaly ETS e la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, trasforma le hall di tre celebri alberghi romani in vere e proprie gallerie d’arte accessibili a tutti.

La sottoscrizione del protocollo d’intesa per l’esposizione di opere museali negli alberghi di Roma e della regione aderenti alla nostra Associazione ha rappresentato per Federalberghi Lazio motivo di soddisfazione e orgoglio”, ha sottolineato Walter Pecoraro, il presidente di Federalberghi Lazio. “Da tempo era nostro desiderio stabilire una partnership che potesse valorizzare il turismo attraverso il binomio arte- cultura.
“Arte fuori dal Museo”, oltre a promuovere l’ospitalità alberghiera a Roma e nel Lazio, riporta alla luce un patrimonio nascosto che i turisti potranno fruire come elemento stesso della nostra accoglienza”.
Un viaggio tra volti imperiali e divinità millenarie

L’allestimento dal titolo Ostia antica va in città permette di ammirare reperti restaurati che raccontano la grandezza del II secolo d.C. in contesti non convenzionali, ma estremamente suggestivi. Presso l’Hotel Diana è possibile incontrare lo sguardo di Faustina Maggiore, sposa dell’imperatore Antonino Pio e figura centrale del potere femminile nell’antica Roma. Poco distante, l’Hotel Universo ospita la testa marmorea di Domizia Lucilla, donna di immensa influenza e madre del celebre imperatore filosofo Marco Aurelio. A completare questo trittico di bellezza antica è l’affresco della divinità Lachesi, la Parca addetta a misurare il filo del destino, che accoglie i visitatori all’Hotel Scalinata di Spagna con i suoi colori originali ritrovati.
“Come nella maggioranza dei musei e luoghi della cultura italiani, il 70% circa delle opere possedute è conservata nei depositi e soltanto 1/5 del patrimonio ostiense, a causa della carenza di spazi, è in esposizione”, spiega Alessandro D’Alessio, Direttore del Parco archeologico di Ostia antica. “Individuare nuovi modi per far conoscere il patrimonio italiano è stata perciò un’operazione fortemente voluta da Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura. Molte opere sono esposte presso ministeri e istituzioni, ma sono luoghi non sempre visitabili. Ecco perché gli alberghi, snodi di passaggio per migliaia di persone ogni anno, rappresentano il posto ideale per le esposizioni, contribuendo a dare l’immagine del paese.
Il restauro come atto di valorizzazione culturale
L’aspetto più rivoluzionario di questa operazione risiede nel coinvolgimento diretto delle strutture ricettive, che non si limitano a esporre le opere, ma ne hanno finanziato il restauro e l’assicurazione.
Questa sinergia tra pubblico e privato, sostenuta anche da Fondazione Roma, permette di recuperare una parte consistente di quel patrimonio che per mancanza di spazio rimane solitamente escluso dai percorsi espositivi del Parco archeologico di Ostia antica.
“Abbiamo accolto questa iniziativa fin da subito con grande entusiasmo,” ha spiegato Carlo De Angelis, managing director dell’Hotel Diana e già presidente del Comitato Alberghi Storici di Roma. “Il nostro obiettivo è da sempre quello di offrire un’esperienza che vada oltre il semplice soggiorno: grazie quindi alla presenza di queste opere facciamo sì che i nostri ospiti non solo visitino Roma, ma respirino la sua storia fin dal loro arrivo in hotel. In un rinnovato dialogo tra eccellenza dell’ospitalità romana e storia millenaria del territorio”.
Per circa diciotto mesi, questi reperti diventeranno parte integrante dell’esperienza turistica romana, offrendo un dialogo vivo tra l’ospitalità d’eccellenza e la storia millenaria del territorio. Tra gli altri sponsor dell’iniziativa anche il Gruppo MAG, storico broker assicurativo, e Montenovi, azienda specializzata nel trasporto e montaggio di opere d’arte.
Tre donne e un destino: il potere femminile tra marmi e affreschi
Il progetto Arte fuori dal Museo non si limita a esporre reperti, ma mette in scena tre diverse declinazioni dell’influenza femminile nella Roma imperiale del II secolo d.C. Le protagoniste sono figure carismatiche, legate da vincoli di sangue e ambizione, la cui presenza iconografica racconta una storia di potere che attraversa i millenni.
Faustina Maggiore e Domizia Lucilla: le signore dell’Impero

Le due matrone reali, esposte rispettivamente all’Hotel Diana e all’Hotel Universo, rappresentano il vertice del jet set dell’epoca. Faustina Maggiore, moglie dell’imperatore Antonino Pio, e Domizia Lucilla, madre di Marco Aurelio, non erano solo cognate ma anche consuocere. Queste donne colte e ricchissime, come nel caso di Domizia, proprietaria di una delle maggiori fabbriche di laterizi dell’impero, influenzarono profondamente la politica e la successione dinastica.
I loro ritratti marmorei colpiscono per le elaborate acconciature a turbante, dette anche a nido, realizzate dalle ornatrices con complessi intrecci di trecce fissati da aghi in osso o metallo. Queste capigliature scultoree non erano semplici vezzi estetici, ma veri e propri status symbol che comunicavano l’appartenenza ai ranghi più elevati della società romana, influenzando nei secoli a venire persino lo stile delle dame rinascimentali.
Lachesi: la divinità che misura il tempo
Dalla realtà storica si passa alla dimensione metafisica con l’affresco ospitato all’Hotel Scalinata di Spagna. La protagonista è la Parca Lachesi, figura mitologica deputata a misurare il filo della vita umana. Proveniente dalla Necropoli di Porto all’Isola Sacra, l’opera ritrae la divinità con una bilancia in mano nell’atto di stabilire la durata dell’esistenza. Si tratta di un reperto di eccezionale valore che testimonia l’evoluzione della pittura romana post-pompeiana, rimasto lontano dagli occhi del pubblico fin dagli anni Trenta del secolo scorso.
Scienza e arte: il processo di restauro
Il ritorno alla luce di queste opere è stato possibile grazie a interventi conservativi mirati che ne hanno esaltato i dettagli originali. Per i ritratti in marmo di Faustina e Domizia, la restauratrice Anna Borzomati ha utilizzato una combinazione di soluzioni chimiche controllate e tecnologia laser. L’ablazione laser ha permesso di rimuovere le incrostazioni più resistenti senza intaccare la pietra, restituendo profondità alle acconciature e delicatezza ai tratti somatici.

L’affresco di Lachesi ha invece richiesto un approccio differente per preservare la fragilità dei pigmenti. Dopo una pulitura leggera con tensioattivi per eliminare le patine ingiallite dal tempo, è stata eseguita una reintegrazione pittorica ad acquarello. Questa tecnica ha permesso di riequilibrare le abrasioni della superficie cromatica, ridonando all’opera la sua originaria leggibilità sotto la rigorosa supervisione tecnica degli esperti del Parco archeologico di Ostia antica.
Verso un museo diffuso nella Capitale
L’iniziativa Arte fuori dal Museo punta a innescare un circolo virtuoso che possa decongestionare i flussi turistici tradizionali e incuriosire i visitatori più esperti, spingendoli a visitare il Parco archeologico di Ostia antica da cui le opere provengono.
Trasformare gli alberghi in snodi culturali significa rendere il patrimonio italiano un elemento vivo e quotidiano, sottraendo i tesori dai depositi per restituirli allo sguardo del mondo. Chiunque si trovi a passeggiare nel centro di Roma ha ora l’opportunità di vivere un incontro ravvicinato con la storia, riscoprendo il fascino di un’epoca che continua a definire l’identità della città eterna attraverso i volti e i miti che l’hanno resa immortale.
Per Richard Hodges, presidente di LoveItaly, questa meravigliosa collaborazione restituisce oggi alla città tesori straordinari e dà l’opportunità a visitatori provenienti da tutto il mondo di lasciarsi affascinare da opere d’arte italiane poco conosciute” .


