Bonampak – cosa vedere in Chiapas

bonampak chiapasTra le cose da vedere in un viaggio in Messico c’è anche il sito di Bonampak, soprattutto se si visita Yaxchilan. Le due località distano l’un l’altra una trentina di chilometri e organizzandosi bene è possibile visitare entrambe nella stessa giornata. Indispensabile quindi partire la mattina presto e non perdere tempo.

L’ingresso non è raggiungibile direttamente dalla strada e, anche se si viaggia con un mezzo proprio, è necessario servirsi di un bus locale che si occupa solo di trasportare i visitatori fino all’ingresso vero e proprio.

Visitare entrambi i siti consente di fare una visita più completa della zona. Bonampak non solo era molto legata a Yaxchilan, ma per un certo periodo fu sottomessa.

Dove si trova 

La zona dove sorge Bonampak è il Chiapas meridionale, vicino ai confini con il Guatemala e non lontano da un affluente del fiume Usumacinta (quello sul quale abbiamo navigato per raggiungere Yaxchilan).

La visita a Bonampak non prende tanto tempo, perché il sito ha delle dimensioni piuttosto modeste. La costruzione degli edifici principali risale al periodo Classico Antico, che va dal 580 all’800 d.C..

Come è accaduto per molti siti maya, non ultima la celebre Palenque, anche di Bonampak si erano perse le tracce e caduta nell’oblio fu inghiottita dalla foresta tropicale.

Fu solo nel 1946 che due viaggiatori americani la riscoprirono. Successivamente fu la volta dei lavori per la sua messa in sicurezza e conservazione. 

bonampak chiapas

Perché visitare Bonampak

A rendere la visita interessante sono gli affreschi che decorano il Tempio delle Pitture Murali, che poi dà anche il nome al sito. In lingua maya infatti la parola Bonampak significa proprio muro dipinto.

bonampak

Il tempio, chiamato anche semplicemente Struttura 1, è composto da 3 camere di uguali dimensioni – poste una a fianco all’altra – con altrettante porte. A vederlo dall’esterno appare come un edificio stretto e lungo, neanche di eccessivo interesse. È solo oltrepassando una delle soglie che ci si trova davanti una serie di affreschi, considerati tra i più interessanti della pittura maya classica. Un lavoro così è sicuramente opera di una mano molto esperta. Per farvi capire la loro importanza, vi dico solo che sono stati soprannominati “La Cappella Sistina d’America”.

Un ciclo di affreschi notevole non solo per la fattura, ma anche per l’uso abbondante del colore. Anzi per essere precisi è meglio dire dei colori. Solo del blu, infatti, si possono identificate quattro diverse tonalità.

affreschi maya

Gli affreschi raccontano episodi della storia di Bonampak con tanta dovizia di particolari da essere considerato anche un importante documento per una migliore comprensione della società antica maya. Gli affreschi ci riportano immagini di battaglie, di cerimonie reali, di musici e di sacrifici. Questa scoperta è stata molto importante anche perché ha consentito agli studiosi di comprendere meglio alcuni caratteri della civiltà maya, compreso quello più cruento legato ai sacrifici.

Quando ho visitato il sito alcune pitture erano in parte molto rovinate, un vero peccato, soprattutto se pensiamo che quando furono scoperti erano tutti in perfetto stato di conservazione. A danneggiare i dipinti furono in parte delle infiltrazioni di acqua e in parte l’atto scellerato di asportare parte dell’affresco su cui c’erano delle pietre preziose.

Sappiamo esattamente come erano in origine i dipinti perché subito dopo il ritrovamento furono fotografati. Foto importanti che sono servite anche all’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia del Museo del Messico che recentemente è intervenuto con un progetto di restaurato.

E per chi non potesse visitare Bonampak…

Il Messico è grande e non si può visitare tutto in un’unico viaggio, quindi vi segnalo che a Città del Messico, nel giardino del Museo Nazionale di Antropologia e Storia si trova una riproduzione del tempio, seppure non in grandezza reale, che vi consente di avere un’idea abbastanza precisa dell’edificio e delle pitture. Certo, non è la stesa cosa, ma sempre è meglio di niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *