Borghi del Lazio, Maenza

Siete mai stati a Maenza? Io, lo confesso, la conoscevo solo di nome, poi grazie ad un instameet degli igers latina ho trascorso qui una piacevole giornata in compagnia. Maenza è un borgo del Lazio con tanta storia da raccontare. Si trova in provincia di Latina, venendo da Roma è il primo borgo pontino che si incontra. 


Il centro abitato si trova lungo la via Francigena Sud, su una collina a 358 metri sul livello del mare, una posizione elevata che regala a Maenza una vista che spazia dalle montagne al mare fino a Terracina e nelle giornate più limpide lo sguardo arriva fino alle isole Pontine di Ponza, Palmarola e Zannone

 

Singolare l’origine del nome, c’è chi vuole farlo derivare all’eroe Magezio (ricordato nell’Eneide) e chi alla città tedesca di Mainz (vicino Francoforte). Che c’entra la Germania con i Colli Pontini? Basta andare indietro nel tempo ai tempi delle invasioni di popolazioni germaniche. Una terza versione è quella che ne collega il nome a Mag (crescere) e Gens (gente), quindi Maenza in questo caso significherebbe gente che cresce.

 
Maenza vanta origini antichissime, risalenti addirittura all’età del bronzo, anche se la sua storia più recente la fa risalire all’anno 876 quando i saraceni distrussero l’antica Priverno. Dopo quel tragico episodio le popolazioni dei Monti Lepini si dispersero e molti fondarono nuove città, tra queste ci sarebbe anche Maenza. In ogni caso le prime notizie della città ci arrivano dalle Cronache dell’Abbazia di Fossanova che ci riportano al 1123 quando Papa Callisto II, per vendicare l’uccisione di un legato pontificio, suo parente, fece uccidere il signore di Maenza.
 

 

Tanti i nomi importanti che dominarono Maenza nei vari secoli, casate dai nomi altisonanti come Annibaldi, Caetani, Borgia, Aldobrandini, Doria Pamphili, Borghese e ancora i conti di Ceccano e i Pecci, la famiglia di Papa Leone XII che rimase a Maenza fino al 1930. 

Quello che fu il Palazzo Pecci oggi è la sede del Municipio.

 

 

Cosa vedere a Maenza

Il castello baronale

Tra le cose da visitare a Maenza la più imponente è sicuramente il Castello Baronale. Qui nel XII secolo c’era una semplice torre di avvistamento, nei secoli seguenti la torre fu adibita a residenza dalle varie famiglie feudali che dominavano Maenza. 


Furono loro a dare il via ad una serie di trasformazioni e ampliamenti che pian piano trasformarono la costruzione, fino ad arrivare ai Conti di Ceccano che nel 1500 promossero i lavori più importanti che finirono con il dare al castello l’aspetto cdierno. 



Il castello ospita anche il museo del paesaggio, nato dalla presenza di un affresco, che rappresenta proprio Maenza, che si trova nella cosiddetta stanza di San Tommaso D’Aquino. Il celebre filosofo e teologo fu infatti uno dei personaggi illustri che soggiornò al castello. 

Qui si fermò qui per tre volte, una di queste mentre era diretto a Lione per partecipare al il Concilio Ecumenico indetto da Papa Gregorio ed è a Maenza che compì il suo primo miracolo, quello delle aringhe. 

Partendo da quell’affresco, poi per donazione arrivarono altre pitture di paesaggio che hanno dato vita al nucleo centrale della raccolta.

Una cosa che mi è piaciuta molto al castello è la sala che raccoglie antiche carte geografiche  che documentano il territorio a partire dal ‘500. Molto interessante vedere le raffigurazioni della zona pontina prima della bonifica.


Il castello, restaurato nel 1986, è composto da 25 sale distribuite su quatto piani. Tra le caratteristiche del castello c’è la presenza di grottesche 600 al piano terra e di una serie di calchi di stemmi e iscrizioni.


Attualmente è visitabile gratuitamente il sabato e la domenica, ma è utilizzato spesso per ospitare eventi culturali come concerti, rassegne, mostre, spettacoli, convegni. 


La visita al castello consente anche di ammirare alcuni dei costumi medievali utilizzati nel corso della rappresentazioni di rievocazioni storica, come la sacra rappresentazione venerdì santo che vede coinvolti 300 figuranti in abiti d’epoca. Un evento molto sentito così come il presepe vivente.


Lasciato il castello la visita prosegue per le vie del borgo medievale che si sviluppa attorno al castello e alla chiesa di S. Maria Assunta in Cielo, fino alla loggia dei mercanti (che in realtà si incontra all’ingresso del borgo).

 

Chiesa Santa Maria Assunta in Cielo

 

Appena fuori dal castello si trova la chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo dalle inconfondibili linee neoclassiche che ricordano quelle di un tempio antico. Sulla facciata principale un frontone con lo stemma della famiglia Pecci ci ricorda l’importanza che hanno avuto nella storia di Maenza.


All’interno il singolare trittico della Madonna delle Cerase, raffigurante una Madonna in trono con Bambino e le ciliegie, frutti che stanno a ricordare uno dei prodotti d’eccellenza del territorio. Le ciliegie di Maenza sono famose per la loro bontà e sono le protagoniste di una sagra che si tiene ogni anno nel mese di giugno: ottima occasione per visitare il borgo che in quei giorni si anima con stand, momenti di spettacolo, degustazioni, visite guidate, carri allegorici e molto altro ancora.

Loggia dei Mercanti

La loggia è in realtà una piazza coperta, realizzata vicino alla Porta Maggiore. Secondo la tradizione fu costruita per essere di aiuto a chi, in epoca medievale, arrivava in città la sera, quando ormai le porte erano chiuse e qui potevano trovare riparo in attesa della mattina seguente.

 Il nome Loggia dei Mercanti ricorda il periodo in cui questa ospitava il mercato, oggi invece è utilizzata per eventi e manifestazioni. 

Arrivando qui una sosta è d’obbligo per ammirare l‘ampia vista sulla pianura pontina che si gode da questa posizione privilegiata. 

Piazza Bouffemont 

Una piazza completamente diversa è quella dedicata a Bouffemont,la cittadina francese  con la quale Maenza è gemellata. Anche questa piazza, che si trova all’interno del borgo medievale, è spesso utilizzata  per ospitare eventi culturali all’aperto
 

Maenza da gustare


Una gita a Maenza è anche un’ottima occasione per assaporare alcuni dei suoi prodotti tipici, tutti legati alle origini pastorali e contadine del borgo.

Io ho provato la polenta di farina gialla, la cosiddetta polenta sulla schiazza, generalmente è servita con un sugo a base di salsicce o costolette di maiale, ma visto che non mangio carne mi sono accontentata di una porzione condita da ottimo olio d’oliva locale e parmigiano. Allora visto che la mia polenta era un tantino “pallida” vi metto la foto di quella della mia amica Elena (su Instagram @elenadg19) che ha proprio tutto, polenta, sugo, parmigiano e salsiccia!


Tra i piatti tradizionali anche le zuppa di pane raffermo e di legumi (lenticchie o fagioli).

Anche se non era periodo io ho avuto occasione di assaggiare un dolce tipico di Capodanno, le crespelle fritte. Parlando di dolci Maenza è anche la patria della Ciammella (ciambella) all’acqua, a base di farina, zucchero, acqua ed olio extravergine di oliva. Le ciambelle sono cotte in forno dopo aver subito una breve bollitura in acqua.


Per chi ama i primi piatti a Maenza si possono anche mangiare gli Strozzapreti co la zazzicchia (conditi con un ragù di salsiccia) o pappardelle al cinghiale e ancora pasta all’uovo condita con fughi porcini e/o salsiccia. Qui si mangiano anche le lumache di montagna, coppiette, olive affumicate. 

Altro ingrediente importante nei piatti del territorio è il tartufo, al quale Maenza nel mese di luglio dedica una sagra, promossa dall’Associazione Tartufo del Lazio.

Ottima la ratafia, un liquore a base di marasche e da provare il vino di uva fragola (fragoletto) 

 

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