Cabernet Atina Dop

Il viaggio di oggi è nel basso Lazio alla scoperta del vino Cabernet Atina Dop, un vino che si produce in provincia di Frosinone, in una zona vicino al confine con Abruzzo e Molise. Basta una minima conoscenza di geografia per sapere che qui ci troviamo sotto l’Appennino dove le viti devono tener conto di particolari condizioni climatiche legate all’altitudine (circa 500/600 metri sul l.m.) e alle temperature più fredde. Una posizione che viene anche in aiuto ai produttori per affrontare meglio i cambiamenti climatici.

Consorzio di Tutela del Cabernet Atina Dop

Quella del Cabernet di Atina è una piccola Dop che conta una trentina di aziende. 14 delle quali, per un totale di circa 200 ettari, fanno parte del Consorzio di Tutela del Cabernet Atina Dop, fondato nel 2018. Si tratta di micro aziende, ogni produttore coltiva, vinifica e vende per proprio conto, in comune hanno una continua ricerca di un prodotto di alta qualità.

Un consorzio giovane, ma la storia di questo vino è molto più antica e risale alla seconda metà dell’800 quando il celebre agronomo Pasquale Visocchi, portò ad Atina- e più in generale in Italia – le uve francesi. Visocchi, forte della sue esperienza a Bordeaux, aveva capito che queste uve sarebbero state in grado di adattarsi favorevolmente alle condizioni climatiche e al terreno argilloso della Ciociaria e i risultati gli hanno dato ragione. Visocchi portò nella zona di Atina non solo il Cabernet, ma anche altre uve rosse come il Merlot, fondamentali per rinnovare e migliorare la viticultura della zona.

Si tratta di uve che hanno grandi capacità di adattamento, mantenendo al tempo stesso le proprie caratteristiche e esprimendo al meglio quelle del territori nelle quali vengono coltivate. Caratteristiche che hanno fatto del Cabernet un grandissimo vitigno internazionale.

Il territorio di questa piccola Dop è situato nella zona di Atina e della Valle del Comino, per la precisione i vigneti ricadono nei seguenti comuni: Atina Gallinaro, Belmonte Castello, Picinisco, Sant’Elia Fiumerapido, Alvito, Villa Latina, San Donato Valcomino, Vicalvi, Casalattico, Casalvieri e Settefrati.

Complessivamente sono pochi produttori, quindi quello che si ottiene è una quantità limitata di prodotto, che ne fa un vino poco conosciuto, che difficilmente si trova al di fuori dell’area di produzione, un vino che possiamo definire di nicchia. Un vino di alta qualità, complice anche la bassa resa per ettaro.

Quindi bene vengano iniziative come quella promossa da AIS Lazio che ha organizzato diVino Acquario, una giornata, ad ingresso gratuito, per far conoscere ai romani questo vino, il tutto nella splendida cornice dell’Acquario Romano all’Esquilino. Significativa la data scelta per questo evento: l’11 novembre, il giorno in cui, secondo la tradizione, il mosto diventa vino.

Acquario Romano

L’Acquario Romano è un complesso monumentale ottocentesco nel rione Esquilino. Nato per ospitare un acquario, dopo una serie di vicissitudini e un lungo periodo di abbandono, è stato recuperato e dal 2002 ospita la Casa dell’Architettura, sede dell’Ordine degli Architetti. L’Acquario Romano è anche uno spazio aperto a tutti come sede di mostre ed eventi.

Masterclass Cabernet di Atina Dop

Oltre alla degustazione presso i tavoli allestiti nello spazio centrale dell’Acquario è stata organizzata anche una masterclass dove, oltre che assaggiare una selezione di nove etichette, i partecipanti hanno potuto conoscere i produttori e scoprire anche il vero segreto di questo vino: la passione che accompagna, in ogni fase, il percorso dalla vigna alla bottiglia. Una passione che in molti casi è accresciuta dal fatto che si tratta di aziende a conduzione familiare, che vede a volte vede i nipoti portare avanti la tradizione dei nonni

Per produrre un Cabernet Atina Dop è necessario utilizzare uve Cabernet in percentuale non inferiore all’85%, il restante 15% che in genere viene integrato con Merlot o Syrah, ma sono diversi i produttori che hanno scelto di produrre il proprio Cabernet Atina Dop in purezza.  Il disciplinare non prevede un particolare tipo di affinamento ecco allora che ogni cantina decide se utilizzare solo acciaio oppure fargli fare anche un passaggio in botte. Il passaggio in legno che spesso troviamo per il Cabernet Riserva.

Durante la masterclass abbiamo avuto l’esperienza di una degustazione guidata di vini frutto delle vendemmie tra il 2015 e il 2021. Annate diverse, cantine diverse messe a confronto per cogliere di volta in volta le differenze e le varie caratteristiche, dal colore al profumo, dal gusto alla gradazione alcolica (tra i 13° e i 15°).

Atino – Tenuta Cervelli

Il primo Cabernet di Atina Dop che abbiamo assaggiato è stato Atino della Tenuta Cervelli (via Aurita 6, Broccostella – FR) della vendemmia 2018. Si tratta di un vino 100% Cabernet Sauvignon, che fa almeno un anno di affinamento in acciaio e poi almeno tre anni in bottiglia. L’azienda si trova nella valle di Comino e nella valle del fiume Liri. L’azienda è stata fondata nel 2017 e i vigneti, che hanno un’età di 15 anni. si trovano altitudine di circa 600 m s.l.m. Un vino dal colore rosso intenso con sfumature rubino e dal sapore al tempo stesso intenso e delicato.

Sammichele – Vigneti Iucci

Secondo vino in degustazione è stato il San Michele del 2021 dei Vigneti Iucci (La Creta snc, Sant’Elia Fiumerapido – FR), un’azienda nata nel 1910 ad opera del nonno dell’attuale proprietario che nel 1990 ha ripreso in mano i vigneti ed ha iniziato a imbottigliare, ottenendo subito ottimi risultati.

I vini di questa azienda sono presenti su Gambero Rosso già a partire dal 1992. Inoltre sulla guida 2014 il Sammichele ha avuto il riconoscimento dei due bicchieri, insieme al Merlot della stessa azienda. Nello stesso anno troviamo questi vini anche sulla Guida Espresso, con tre bottiglie, e ben recensiti nella guida Slow Wine.

I vigneti si trovano a un’altitudine di circa 200 m slm. Il Sammichele, che è il vino di punta dell’azienda, è composto da un 85% Cabernet Sauvignon e franc e per il restante 15 % da Merlot e Sirah.

Questo vino porta il nome del Sammichele di casa Visotti, un vino che veniva servito anche si passeggeri di prima classe del mitico transatlantico Rex.

Il Sammichele fa 20 giorni sulle bucce e, prima di andare in commercio, fa un anno in acciaio e un anno in bottiglia. Il risultato è un vino che fa 14° dal bel colore rosso rubino, caratterizzato da un profumo intenso e penetrante caratterizzato da evidenti note vegetali , accompagnate da sentori speziati.

Mastro Filippo – Azienda vincola Tullio

Il Mastro Filippo è un vino prodotto dall’Azienda Vinicola Tullio (SP104, 5015, Gallinaro -FR) un’azienda a conduzione familiare con vigneti collocati ad un’altitudine di 350 m slm. Il vino che abbiamo degustato era dell’annata 2018.

Rubro del Colle – Azienda Albetum

Il Rubro del Colle, riserva 2019, prodotto dall’azienda Albetum (Via Colle Buono, 7 – Alvito), è un Cabernet di Atina Dop composto per il 90% di Cabernet e il restante 10% da Merlot, prima di essere messo in commercio ha un affinamento in barrique per circa un anno, poi alcuni mesi in fermentino e infine 6 mesi di bottiglia.

Il vino ha un colore Rosso rubino granato, un profumo intenso e persistente e note speziate molto riconoscibili.

Atina Dop Cabernet Riserva – Azienda Cominium

L’Azienda Cominium (Via San Ritinto, s.n.c., Alvito – FR), nata nel 1999, produce un vino biologico. In particolare il Cabernet di Atina Dop Riserva, composto dal 97% Cabernet di sauvignon e per il restante 3% di Merlot, viene fatto affinare 30 mesi in legno, e una volta a settimana viene fatto un piccolo refil per ovviare al fatto che ogni botte assorbono vino, tolgono acqua e concentrano il prodotto. Solo una piccola percentuale, ma che fa la differenza. La vigna cresce su un terreno argilloso calcareo intorno ai 450 metri s.l.m

Atina Cabernet – Azienda Di Adamo

L’azienda Agricola Di Adamo (via Pompeo Attico, 57, Casalattico – FR)è una piccola azienda biologica.

La certificazione di bio è arrivata solo nel 2019, anche se di fatto lo era già da prima. Il vigneto si trova nella zona di Alvito, su un terreno argilloso a un’altitudine di 450 m slm con una produzione di circa 8 mila bottiglie l’anno. Per la fermentazione delle uve vengono utilizzati vasi in acciaio. Il vino in degustazione era della vendemmia 2015 con una gradazione alcolica di 13°.

Real Magona – Azienda La Ferriera

La storia dell’Azienda La Ferriera (Via Ferriera, 743, Atina FR) è strettamente legata a quella del territorio e della sua tradizioni vitivinicola, il padre del proprietario attuale, infatti, è stato l’ultimo agronomo della cantina Visotti, prima della chiusura, e ha portato con sé questa tradizione. Il vino che abbiamo degustato è stato Il Cabernet di Atina Dop Real Magona del 2018 composto da un 85% di Cabernet e un 15 % di Syrah.

Le viti crescono su un piccolo appezzamento con terreno marno- argilloso che conferisce mineralità al vino, un sapore unico, molto diverso da quello francese, proprio perché è il terreno che fa la differenza.

Il vino ha un affinamento di 3 anni in barrique, nuove e usate, che gli conferisce gli aromi che si colgono al gusto. Questo Cabernet di Atina Dop, Real Magona ha 14° ed è il prodotto di punta dell’azienda.

Il vecchio – Poggio alla Meta

L’Azienda Poggio alla Meta (Via Valloni, Casalvieri ) produce due tipi di Cabernet di Atina Dop: Il Giovane e il Vecchio, due nomi che fanno capire subito quale dei due è la riserva. Noi abbiamo degustato il Vecchio, annata 2017, un’annata particolare perché è stata molto calda. La composizione di questo vino è Cabernet 85%, Merlot 10% e Syrah 5% . Fa un anno in barrique di rovere francese e sviluppa una gradazione più alta: in etichetta è indicato 14°, ma nella realtà sono almeno 14,5°.

Marcön – Masseria Barone

La Masseria Barone ( Via Signora Porzia II, 500, Atina) è un’azienda portata avanti come amore da due fratelli o, come dice il loro slogan, La follia di due giovani uomini in una bottiglia di vino

Una follia (positiva, ovviamente) che troviamo anche nell’etichetta di questo vino che rappresenta Il cielo la notte della vendemmia, ovvero 2000 bottiglie numerate che ritraggono fedelmente il cielo stellato sopra la vigna la notte della vendemmia. A ogni bottiglie viene assegnato un orario, quindi idealmente si può vedere il cielo che si muove sopra la vigna.

L’azienda nasce nel 2007 su terreni che il nonno aveva comprato da uno dei nipoti di Visotti, l’idea era quella di fondare un’azienda agricola, ma morì molto prematuramente, prima di veder realizzato il suo sogno.

Quello in degustazione è un Cabernet Riserva del 2018 in purezza. Il Cabernet Riserva non viene prodotto ogni anno, ma solo quando la vigna produce le uve migliori.

L’uva fa 20 giorni di macerazione sulle bucce per poi essere affinato per 24 mesi in barrique nuove di rovere francese, quindi imbottigliato e dopo 8 mesi viene messo in commercio. Un vino che sviluppa 15°, ma li nasconde bene

Cosa vedere ad Atina e dintorni

  • Atina è uno dei borghi più belli d’Italia, secondo la tradizione sarebbe stato fondato da Saturno. Tra i prodotti tipici di Atina, oltre al vino, ci sono i fagioli cannellini
  • Lago di Posta Fibreno è un’area naturale protetta, famoso soprattutto per la presenza di una singolare isola galleggiante
  • Valle di Comino è porta naturale d’accesso al vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e San Donato Valcomino fa già parte del territorio del parco.
  • Fossa Maiura è una voragine situata vicino ad Alvito. Si tratta di una formazione carsica a forma di anfiteatro naturale
  • Picinisco con la sua cinta muraria a difesa del castello, ancora oggi conserva le caratteristiche tipiche dell’impianto medievale fortificato.
  • Isola del Liri con una cascata in pieno centro cittadino

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