La casa di Keats e Shelley (Memorial House)

Conoscete la casa di Keats e Shelley a Roma, in Piazza di Spagna ? Quando pensiamo a Piazza di Spagna le prime cose che vengono in mente sono la celebre scalinata, la fontana della Barcaccia e la colonna dell’immacolata. Eppure c’è un piccolo gioiello che passa quasi inosservato: è la casa di Keats e Shelley, situata al civico 26, proprio accanto alla scalinata più famosa di Roma. Nonostante il trascorrere del tempo l’esterno dell’edificio e ancora oggi simile a quello che a fine 1820 accolse il poeta inglese John Keats.

Scalinata piazza di spagna e casa Keats Shelley

Keats-Shelley Memorial House

Da oltre un secolo l’appartamento al secondo piano è diventata una casa museo dedicata non solo a John Keats e Percy Bysshe Shelley, ma più in generale ai poeti romantici inglesi Keats, Shelley e Byron.

Un piccolo miracolo culturale voluto da tre uomini: Robert Underwood Johnson, il futuro ambasciatore americano a Roma, Sir Rennell Rodd, anche lui futuro ambasciatore, ma del Regno Unito e Harry Nelson Gay, docente di Harvard.

Per loro il sogno iniziò nel 1903, quando si posero il doppio obiettivo di raccogliere fondi per salvare il palazzetto dalla demolizione e, al tempo stesso creare un luogo dove ricordare la vita e le opere di Keats e Shelley e con loro dei poeti romantici inglesi.

Fu così che a Roma nacque la Keats Shelley Memorial Association e le foto in bianco e nero dei tre fondatori sono esposte in una delle sale della casa.

Ci vollero 6 anni per dare concretezza al loro sogno durante i quali il progetto suscitò anche l’interesse da parte del presidente americano Theodore Roosevelt, del sovrano inglese Edoardo VII e del re d’Italia Vittorio Emanuele III che il 3 aprile 1909 volle essere presente all’inaugurazione. Roosvelt ed Edoardo VI inviarono dei messaggi di congratulazioni.

C’era una volta il Grand Tour

Tra il Settecento e l’Ottocento l’Italia, ma più in generale l’Europa, era meta privilegiata di un lungo viaggio che serviva a completare la formazione dei gentiluomini dell’epoca.

In viaggio infatti imparavano la politica, la cultura, l’arte e le antichità dei paesi europei. Un viaggio importante per i vari artisti che – una volta tornati a casa – raccontavano con entusiasmo le esperienze vissute.

L’Italia e Roma rappresentavano la destinazione più ambita. Pensate che la parola turismo deriva proprio da Grand Tour. 

A portare Keats a Roma fu il clima mite

Diverso però il motivo che spinse il poeta John Keats ad intraprendere il suo viaggio. Quello che cercava era, anche su consiglio del suo medico, un clima migliore di quello inglese per curare la sua tubercolosi. Una malattia che gli aveva già portato via la madre e il fratello, i cui sintomi scoprì, improvvisamente nel 1820.

Fu il suo amico Shelley, che in quel periodo era a Pisa ad invitarlo a raggiungerlo in Italia.

Fu così che il 13 settembre 1820, all’età di 25 anni, Keats lasciò Londra per poi imbarcarsi per raggiungere Napoli. Qui gli toccò anche la quarantena perché si temeva per un’epidemia di colera. Alla fine, il 15 novembre, arrivò nella capitale insieme al pittore Joseph Severn. I due andarono a vivere a Piazza di Spagna, a pochi passi dalle case che nel 1817 ospitarono Shelley e nel 1819 Lord Byron.

La Roma di Keats

Roma quel tempo era molto diversa da quella che oggi, contava appena 135.000 abitanti ed era ristretta ad una porzione dell’attuale centro storico il resto erano zone disabitate ma anche pericolose popolate da banditi.

I due amici facevano lunghe passeggiate finché le condizioni di Keats lo permettevano, ma il clima mite di Roma non portò gli effetti sperati. Keats era molto depresso, sia per le precarie condizioni di salute che per le critiche negative volte ai suoi versi. Per sollevare un po’ il suo morale Severn noleggiò un pianoforte e suonava per lui brani di Haydn.

Il soggiorno romano di Keats durò appena 4 mesi durante i quali la sua amicizia con Severn si rafforzò.

Il cimitero degli inglesi di Roma

Un giorno Keats, sempre più debole, al suo amico di andare in visita al cimitero acattolico e di descriverglielo.

Non passò molto tempo che Keats morì, tra le braccia di Severn nell’appartamento di Piazza di Spagna. Fu sepolto in quello stesso cimitero e sulla sua lapide chiese che fossero incisi i versi che dettò egli stessi a Severn.

This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: “Here lies one whose name was writ in water”

(«Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell’acqua”» )

56 anni più tardi Oscar Wilde si recò qui in visita alla sua tomba di colui che definiva come il più grande poeta del secolo e definì questo come il posto più sacro di Roma. Successivamente dedicò il sonetto The Grave of Keats (la tomba di Keats), esposto nel salone nella casa museo

La notizia della morte di Keats raggiunse i suoi amici Byron e Shelley che ne furono molto provati.

Shelley morì nel 1822 in seguito ad un naufragio. Aveva 29 anni e aveva con sé un libretto con le poesie di Keats. Fu cremato e le ceneri portate al cimitero Acattolico, che non a caso è chiamato Cimitero degli Inglesi o Cimitero degli Artisti.

Keats e Shelley sono fortemente presenti a Roma non solo nel ricordo portato aventi da questa casa museo o dalle tombe, all’ombra della Piramide Cestia. La loro presenza va oltre. Pensate che c’è chi giura di vedere ancora oggi nelle vie di Roma i fantasmi di Keats e Shelley che apparirebbero nei luoghi che li hanno visti in vita, come nei pressi della casa di piazza di Spagna.

Un museo da oltre 20mila presenze

Sono passati oltre due secoli da quando Keats abitò in questa casa di Piazza di Spagna eppure, nonostante il tempo trascorso, l’aspetto esterno della casa non è cambiato molto. Il piccolo museo allestito al suo interno ogni anno attrarre qualcosa come 23.000 visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Dopo aver oltrepassato il portone del civico 26 sale il visitatore sale al secondo piano e trova le stanze che hanno ospitato il poeta inglese, anche se la sua trasformazione in casa/museo ha cambiato l’aspetto di alcuni ambienti. Dove un tempo c’era il salone oggi c’è una ricca biblioteca e dove c’era la cucina sono conservate lettere e manoscritti.

La visita ha inizio con la visione di due video che introducono sia la casa che la vita di Keats, Shelley e Byron.

Una biblioteca da 8 mila volumi

Biblioteca della Keats Shelley house

Si passa poi nella prima stanza, un tempo il salone, che oggi ospita una biblioteca comprende circa 8000 volumi – molti dei quali frutto di donazioni – che può essere consultata su richiesta. Della collezione di volume fanno parte anche numerose prime edizioni dei romantici della seconda generazione ed molte opere legate a Byron, diverse traduzioni italiane e un’ottima selezione di studi italiani su Byron.

Non mancano poi alcune prime edizioni delle opere di Keats e Shelley, oltre a prime traduzioni italiane delle loro opere e studi italiani sui due poeti.

Nella sala anche alcuni ritratti e manoscritti opera dei principali poeti romantici inglesi.

Shelley ritratto da Severn

Tra i quadri appesi alle pareti della casa in cui visse Keats anche un dipinto di Severn, realizzato nel 1845, che raffigura Shelley alle terme di Caracalla mentre sta componendo il Prometeo liberato

La casa museo ospita anche alcuni elementi originali dell’epoca di Keats come ad esempio il caminetto il soffitto con elementi decorativi floreali e reperti quali delle ciocche di capelli di Keats e di John Milton.

Tra gli oggetti originali uno scrittoio che pare fosse appartenuto a Mary Shelley, moglie di Percy e autrice di Frankenstein.

Nella Sala della terrazza (ex cucina) è possibile poi trovare lettere e manoscritti originali.

Terrazza con vista

Uscire sulla terrazza, sedersi al piccolo tavolino e ammirare la vista dulla chiesa di Trinità dei Monti e il via vai sulla scalinata è una di quelle esperienze che da sola vale il tornare qui una seconda volta.

Casa Keats Shelley balcone

Molto suggestivo entrare nella stanza dove morì Keats. Oggi qui si trova ul piccolo letto poggiato su un lato della parete. Viene spontaneo immaginare Keats riposare negli ultimi giorni della sua breve vita.

È solo immaginazione perché i mobili non sono originali. A quel tempo era usanza bruciare tutto ciò che apparteneva a chi moriva di tubercolosi, mobili compresi. Si credeva infatti che il fuoco fosse il modo migliore per ostacolare la diffusione della malattia.

Il letto è comunque d’epoca e fu stato acquistato dalla fondazione, sulla parte è appeso un ritratto di Keats realizzato da Sevren tre settimane prima della morte dell’amico

È invece originale la maschera mortuaria di Keats posizionata accanto al letto.

Non solo casa museo, ma spazio culturale

La casa di Keats e Shelley non è solo un museo, una biblioteca o luogo di ricordo. È anche uno spazio vivo dove si organizzano diversi eventi culturali e mostre temporanee. Per chi fosse interessato è possibile scoprire i vari appuntamenti in calendario direttamente dal sito  

Anche se si tratta di un museo britannico essendo all’estero non gode di nessun finanziamento pubblico da parte del regno unito ma riesce a sopravvivere solo grazie agli introiti che vengono dalla vendita dei biglietti, degli oggetti del book shop o delibere donazioni.

A proposito chi volesse contribuire acquistando alcuni degli oggetti in vendita lo può fare anche tramite l’apposita sezione del sito Internet

La casa non è molto grande e non richiede molto tempo per la visita, che è particolarmente consigliata agli appassionati di letteratura e in particolare di quella inglese. 

Quanto visitare la Casa di Keats e Shelley

La Casa di Keats Shelley è chiusa la domenica

Orario di ingresso

La casa è visitabile tutti i giorni dal lunedì al sabato con orario 10-13 e 14-16 la domenica invece è chiusa (salvo aperture straordinarie)

Biglietti di ingresso

Il costo del biglietto per accedere è di 6 euro per gli adulti e di 5 per gli under 18 e over 65. I bambini con meno di sei anni entrano gratuitamente.

Per i gruppi è obbligatoria la prenotazione

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