Casertavecchia, cosa vedere

Un viaggio a Caserta va ben oltre la Reggia, le cose da fare e vedere sono tante, una tra tutte visitare Casertavecchia. Era tanto che desideravo farlo e ci sono riuscita l’ultima vota che sono andata.

Cosa vedere a Casertavecchia

Casertavecchia, cenni storici

Casertavecchia di fatto è parte dello stesso territorio comunale anche se da Caserta dista non sono una decina di chilometri di strada – molto meno in linea d’aria – ma si trova in alto a circa 400 metri di altitudine sulle pendici dei monti Tifatini. Una posizione che sta anche all’origine del suo nome: Casa Hirta, che significa “villaggio posto in alto”, da qui la trasformazione in Caserta e successivamente in Casertavecchia.

Insomma, stesso comune, ma è davvero tutta un’altra cosa. Ce ne accorgiamo appena arrivati, dopo esserci lasciati alle spalle edifici più o meno moderni, sembra davvero di fare un salto indietro nel tempo. Qui non c’è neppure posto per auto, che vengono lasciate in uno dei parcheggi esterni, perché la città e completamente pedonalizzata.

Iniziamo delle origini

Le origini della città sono ancora piuttosto incerte, però sappiamo che l’esistenza di Casa Hirta è documentata dall’861 d.C.

Casertavecchia   cosa vedere nel borgo

Inizialmente era un dominio longobardo, vide passare sul suo territorio le incursioni saracene, e la conseguente devastazione, per poi diventare dominio normanno e in seguito svevo e poi aragonese. Un tempo Casertavecchia costitutiva il nucleo urbano della città di Caserta, poi con la costruzione della Reggia, si spostò l’attenzione in pianura, dove oggi sorge l’attuale Caserta, facendo perdere di importanza alla città medievale. Nel 1960 Casertavecchia è stata inserita nell’elenco dei monumenti nazionali italiani e questo a contribuito alla sua riscoperta dal punto di vista turistico.

Casertavecchia oggi

Quello che trova il visitatore che arriva a Casertavecchia è un delizioso borgo medievale, con tutte le caratteristiche del caso: stradine acciottolate, vicoli e vicoletti, edifici storici, botteghe che vendono oggetti di artigianato e prodotti da forno (il profumo si sente dalla strada), gli immancabili gatti e poi piante, fiori e decorazioni varie che abbelliscono praticamente ogni angolo.

Tutto questo ne fa una meta turistica molto apprezzata. Il posto perfetto per una gita domenicale o per un weekend in un borgo dove si respira tranquillità, un posto che per qualcuno è anche un po’ magico.

Passeggiare a Casertavecchia

Casertavecchia

Casertavecchia ha una serie di punti di interesse, come la Torre dei Falchi, il Castello, La cattedrale di San Michele Arcangelo, la chiesa dell’Annunziata, la Casa delle Bifore, ma il bello di Casertavecchia sono i suoi vicoli e le sue piazze dove passeggiare con passo lento, soffermandosi a scoprire i tanti particolari che il borgo sa offrire, ma anche fermarsi al tavolino di un bar per bere un caffè o affacciarsi dal belvedere per osservare il panorama.

nei vicoli di Casertavecchia

Per godere pienamente della calma e della serenità di questo borgo si consiglia un visita infrasettimanale, quando si registra un arrivo minore di visitatori rispetto al weekend.

decorazioni buffe

Gli spiritelli di Casertavecchia

Stupisce trovare oggetti comuni che qui vengono riciclati con fantasia per addobbare le stradine del borgo, soprattutto oggetti destinati ad essere trasformati in originali vasi di fiori. Tra questi ci sono anche i cosiddetti spiritelli, originali vasi di terracotta decorati con le immagini di un simpatico folletto. Uno spiritello buono, che porta fortuna ecco perché sono anche un souvenir molto apprezzato.

Una tradizione che è nata quasi per caso negli anni ‘70 quando una Ursula Pannwitz donna tedesca che si era stabilita a Casertavecchia. Mentra erano in corso i lavori di ristrutturazione dell’edificio che aveva acquistato, iniziò a disegnare occhi, naso e bocca su dei contenitori di terracotta. Poi apri un laboratorio e intanto era nata una tradizione.

Le faccine”, ovvero i vasetti in terracotta che vi abbiamo raccontato, disegnando occhi naso e bocca. Fu così che una volta terminati i lavori questa divenne non solo la casa si Ursula, ma anche il suo laboratorio, un luogo dove poteva dare sfogo alla sua creatività, realizzare non solo gli spiritelli, ma anche altri lavori maneggiando creta, legno e altri materiali.

bottega artigiani

Ursula ha anche un altro merito, quello aver recuperato una chiesetta sconsacrata di San Pietro (XI secolo) e averla trasformata in quella che forse è la famosa Casa delle Bifore, forse la case più nota di Casertavecchia, che oggi ospita un B&B. Qui Ursula visse a lungo e qui la vennero a trovare anche personaggi illustri suoi estimatori, come Giulietta Masina e Dario Fo.

Cosa vedere a Casertavecchia

Premesso che secondo passeggiare per i vicoli di Casertavecchia è la cosa migliore da fare in questo borgo, tra un vicolo e una piazzetta ci sono anche cose molto interessanti da vedere. Vi segnalo le più importanti:

Il Castello e la Torre dei Falchi

Le prime cose che incontrerete entrando a Casertavecchia sono le rovine del castello e la Torre dei Falchi. Il castello si trova nel punto più alto del colle e apre la vista ad un bel panorama.

castello di Casertavecchia

Vi dico subito che sarà difficile visitare i resti del castello perché generalmente è chiuso al pubblico ed è accessibile solo in occasione di alcuni eventi. Il castello fu eretto nell’861 dal Conte di Capua.

Anticamente il castello aveva sei torri d’avvistamento alte 32 metri, ogni torre era dotata di ponte levatoi un fossato intorno. Di queste rimane la Torre dei Falchi la seconda la torre più grande d’Europa, il primato spetta alla torre di Aigues Mortes in Provenza.

Torre dei falchi

Del passato glorioso del castello oggi non restano che pochi ruderi e parte delle mura: Con il tempo ha subito diverse modifiche poi determinanti sono stati dei terremoti e l’abbandono, a partire dal 1500.

Il fantasma di Casertavecchia

Abbandonato, ma non del tutto. C’è infatti chi sostiene che qualcuno sia rimasto al castello, sarebbe la contessa Siffridina (moglie di Tommaso d’Aquino), o meglio il suo fantasma. Pare infetti che più di qualcuno giuri di averla vista e sentita nelle notti d’inverno aggirarsi tra il duomo e il castello lacerando il silenzio con i suoi lamenti di dolore per essere stata costretta ad allontanarsi dalla sua amata Casertavecchia. Siffridina fu, infatti, costretta ad una lunga prigionia, per motivi politici, nel Castello Svevo di Trani in Puglia, dove morì nel marzo del 1279 all’età di ottant’anni.

Piazza del Vescovado

cattedrale di Casertavecchia

Piazza Vescovado è la piazza più importante di Casertavecchia, il cuore del borgo. Qui si affacciano la cattedrale di San Michele, il Palazzo Vescovile e l’ex seminario, che oggi ospita la residenza del parroco di Casertavecchia. E come tutte le piazze che si rispettino, non manca la possibilità di fermarsi al bar per fare colazione, seduti ad uno dei tavolini all’aperto e al tempo stesso guardarsi intorno per osservare la vita quotidiana del borgo.

All’interno del palazzo Palazzo Vescovile è conservata una croce in ferro battuto in stile longobardo, posta qui nel 1953, per celebrare i secoli della consacrazione della cattedrale

La cattedrale di San Michele Arcangelo

Su piazza del Vescovado la cattedrale (o duomo) di San Michele Arcangelo, edificata nel 1113, pare sui resti di una precedente chiesa longobarda, per essere terminata terminata nell’1153.

interno cattedrale san michele

La cattedrale è un vero e proprio gioiello architettonico di Casertavecchia, costruita utilizzando come pietra il tufo grigio campano, mentre le 18 colonne che segnano la suddivisione delle navate sono in marmo. Colonne e relativi capitelli sono diversi tra loro, sia per tipo di marmo sia per stile, questo fa presupporre che siano appartenuti a degli antichi templi romani e che quindi tratti di materiale di spoglio. Niente di nuovo, a quei tempi era una pratica abituale, ma in questo caso ci sarebbe anche una leggenda che spiega come sarebbero arrivate fin qui, ovvero grazie ad una forza magica, quella delle le fate dei Monti Tifatini.

Da osservare il pavimento a mosaico del 1213 decorato con immagini di animali che richiamano le pareti decorate con animali e motivi floreali, tipico del gusto del tempo. All’interno della cattedrale, in una cappella del ‘300 è possibile vedere alcuni degli affreschi originari. Risale invece al 1500 il bel crocifisso di legno posto dietro all’altare. Di epoca barocca lo splendido pulpito, realizzato reimpiegando parti dei due amboni medievali, che poggia su cinque antiche colonne di marmo impreziosite da capitelli diversi tra di loro.

cosa vedere a Casertavecchia

Nel corso dei secoli, come è accaduto per la maggior parte degli edifici religiosi, la cattedrale ha subito degli interventi, importante quello del XIII secolo che hanno interessato in particolare il transetto, il campanile e la cupola dove sono riconoscibili alcuni elementi vicini allo stile gotico. Nel ‘600 la chiesa è stata oggetti di alcuni interventi interni, che rispecchiano lo stile barocco dell’epoca e che pare abbiano portato anche alla cancellazione di alcuni affreschi medievali.

In ogni caso i vari interventi non ne hanno alterato l’originale impianto medievale, recuperato anche grazie ad un importante restauro del 1926, tanto che la cattedrale di San Michele è considerata un bell’esempio del romanico in Campania.

Il duomo è visitabile tutti i giorni, in inverno dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18; in estate orario prolungato fino alle 22.30.

Campanile del duomo di Casertavecchia da un vicolo

Il campanile del duomo

A lato del Duomo, sul lato destro, si trova un grande campanile, alto 32 mt, ultimato nel 1234. Il campanile, dalle chiare influenze gotiche, si alza su cinque piani caratterizzati da bifore decorate con figure umane.

cupola

Prima di andare via non dimenticate di dare uno sguardo alla bella cupola ottagonale. Anche se un po’ nascosta dall’esterno non si può non vedere, una splendida cupola con influssi siciliani e caratteri arabeggianti.

cupola del duomo di Casertavecchia

La chiesa dell’Annunziata

A Casertavecchia c’è un’altra chiesa che merita una visita è quella dell’Annunziata, una graziosa chiesetta del 1300, questa volta in stile gotico.

La casa delle bifore

Casa delle bifore Casertavecchia

La Casa delle Bifore si trova in via San Michele Arcangelo, il suo nome deriva dalla finestra gotica a bifora sulla facciata. Oggi è un B&B, ma in origine, nel 1100, era la chiesetta  Chiesa di San Pietro.

Da chiesa nel XV secolo fu trasformata in una dimora gentilizia, per poi vivere un periodo di abbandono che la ridusse quasi ad un rudere. Fu solo grazie alla caparbietà di Ursula che oggi è uno degli edifici simbolo di Casertavecchia. La donna la acquistò e ne promosse la ristrutturazione mantenendone inalterate le caratteristiche.

Casertavecchia e il cinema

Il borgo di Casertavecchia ha fatto anche da scenografia per alcune produzioni, come il Decamernone di Pasolini e la più recente “L’amica Geniale”.

Come arrivare a Casertavecchia

fiori e decori

In auto:  dall’Autostrada A1 prendete l’uscita Caserta Nord e proseguite seguendo le indicazioni. prima dell’entrata della città trovate diverse aree sosta dove lasciare l’auto (2 euro al giorno)

In autobus: Casertavecchia è collegata a Caserta con il trasporto pubblico. Dalla stazione dei treni potete utilizzare la linea ACSM per Casertavecchia oppure la linea 103 del servizio urbano. Altra opportunità è data dalle autolinee Mataluna da piazza Matteotti,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.