Cosa vedere a Villa Torlonia

Visto il successo che ha riscosso il mio vecchio post legato a Villa Borghese, oggi vi porto a conoscere un’altra Villa di Roma: Villa Torlonia, sulla via Nomentana.

Cosa vedere a Villa Torlonia


Quello che oggi è un parco pubblico molto frequentato in passato è stata una proprietà della famiglia Torlonia e precedentemente di altre famiglie nobili romane (Pamphili e Colonna), ma fu anche residenza di Benito Mussolini.

Una villa, ma tanti edifici

Casina delle civette

La Villa è in realtà un complesso di edifici storici che costituiscono i musei di Villa Torlonia.
Qui lavorò Giuseppe Valadier che all’inizio dell’Ottocento realizzò la villa, sistemò il parco e Progettò tutta un’altra serie di interventi importante anche il contributo dell’architetto Giuseppe Jappelli che qui realizzò la Capanna Svizzera (oggi Casina delle Civette) e la Serra Moresca. Il Raimondi invece si occupò del teatro e dell’aranciera, l’attuale Limonaia.

Limonaia


Tra i vari interventi che vennero realizzati nell’Ottocento anche gli obelischi eretti da Alessandro Torlonia in onore dei genitori, il laghetto e altri edifici minori come il Villino rosso e Il Villino medievale.

Mussolini a Villa Torlonia

Qui Benito Mussolini fece la sua residenza ufficiale al Casino Nobile grazie ad un accordo stipulato con Giovanni Torlonia che concedeva l’edificio Nobile al Duce in cambio di un affitto puramente simbolico pari a una lira l’anno.

La presenza di Mussolini a Villa Torlonia coincide anche con la costruzione di un rifugio antiaereo utilizzando un cimitero ebraico di epoca romana (III e IV secolo) che era stato scoperto qualche anno prima nei sotterranei della Villa. Mussolini e la sua famiglia lasciarono e il casino nobile nel 1943, l’anno successivo La Villa fu occupata dal comando anglo-americano frase fino al 1947.

I bunker di Roma

Il bunker di Villa Torlonia, insieme a quello di Villa Ada sono i due rifugi più famosi di Roma, nella capitale però ce ne sono anche anche altri tre; il bunker dell’Eur, sotto il Palazzo degli Uffici, un altro sotto Palazzo Venezia e un terzo sotto Palazzo Valentini, ex sede della provincia di Roma.

rifugio anti aereo

Fino a poco tempo fa il bunker e il rifugio aereo erano visitabili solo in occasioni speciale, recentemente, grazie ad un intervento di restauro e di musealizzazione, il bunker e il rifugio antiaereo di Villa Torlonia sono regolarmente aperti al pubblico e ora è diventato una cosa da non perdere per vedere e ammirare una pagina di storia a Roma.


Dalla fine della guerra ad oggi

Con la fine della guerra la famiglia Torlonia tornò in possesso della proprietà, ma in seguito la Villa venne pian piano abbandonata vivendo un periodo di decadenza. Fu solo nel 1978 che venne acquistata dal Comune di Roma che la trasformò in parco pubblico. Bisogna però attendere fino al 1991 per l’inizio dei lavori di restauro dei vari edifici.

Cosa vedere a Villa Torlonia

Tre le cose principali da vedere a Villa Torlonia, riassunte in questo breve video

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Serra Moresca

La Serra Moresca, un gioiello prezioso da visitare a Villa Torlonia, tornata accessibile al pubblico solo nel dicembre del 2021. La Serra Moresca è una di quelle cose che, anche da sola, vale una visita alla villa sulla via Nomentana. Del complesso fanno parte la serra, una torre, una grotta artificiale, il giardino e un ambiente oggi adibito a biglietteria.

La serra

Come dice il nome fu progettata in stile moresco nel 1839 da Giuseppe Jappelli che si ispirò all’Alhambra di Granada. La serra era destinata ad ospitare piante esotiche e rare ma anche eventi spettacolari,

Serra Moresca è una Cosa imperdibile da vedere a Villa Torlonia

Il tutto in un ambiente coloratissimo illuminato da splendide finestre policrome, sormontate da colonne esagonali in ferro fuso.

La luce entra anche dal tetto, grazie ad una copertura in vetro trasparente.

La serra vide le prime modifiche solo pochi anni dopo, nel 1905 quando fu sopraelevato il retro della Serra per accogliere l’abitazione del giardiniere che egli anni ’20.
Con il passare del tempo però la serra moresca andò incontro ad un rapido degrado, sappiamo però che era ancora integra negli anni 1930.

La torre e la grotta

torre

Del complesso faceva parte anche la torre moresca, anche se oggi ne rimangono solo alcune strutture murarie; La torre si articola su tre piani, non è accessibile tutti i giorni, ma solo in alcuni momenti particolari e una grotta, progettata sempre da Jappelli nel 1840. All’ingresso della grotta la scritta “Nymphae Loci” (ovvero il luogo della Ninfa) e all’interno sono visibile alcune finte stalattiti e stalagmiti, solo un piccolo esempio di quello che era in origine. Grotta, infatti, era già parzialmente in rovina agli inizi del ‘900 quando fu destinata a pollaio.

Il giardino

Completa l’itinerario il giardino inglese con tanto di acqua e finti ruderi.

giardino

Casina delle Civette

La Casina delle civette, che fino all’800 era nota come Capanna Svizzera, deve il nome ad una vetrata di Duilio Cambellotti che rappresenta due civette stilizzate per tralci d’edera.

Una cosa bella vedere a Villa Torlonia è la casina delle civette

Oggi è uno dei musei di Villa Torlonia mentre in passato fu la dimora del principe Giovanni Torlonia Jr. L’edificio fu realizzato nel 1840, su incarico di Alessandro Torlonia, dall’architetto Giuseppe Jappelli che realizzò un edificio rustico che ricordava uno chalet svizzero, da qui il nome di capanna Svizzera.

tetto casina civette

Il nipote di Alessandro Giovanni nel 1908 diede incarico all’architetto Enrico Gennari di eseguire dei lavori di ristrutturazione con l’aggiunta di ampie finestre, torrette, decorazione in ceramica e vetrate colorate. Le vetrate, eseguite tra il 1908 e il 1930 realizzate da disegni di artisti del calibro di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto rappresentano un vero e proprio “unicum” nel panorama artistico internazionale e sono la caratteristica principale di questo edificio, tanto che ospita uno spazio museale dedicata alla proprio alla vetrata artistica per quella che è senza dubbio una raccolta unica nel suo genere.

Altre trasformazioni, in stile liberty, furono effettuate nel 1917 e portano la firma di un altro architetto Vincenzo Fasolo. Il risultato è uno degli edifici più stravaganti di Roma che sembra uscito da un libro di fiabe o, meglio ancora, da uno fantasy.

Anche la casina Delle Civette visse un periodo di degrado e abbandono a cominciare dal 1944 con l’occupazione, durata circa tre anni, delle truppe Anglo americane per poi proseguire negli anni. Sappiamo che quando Nel 1978 Villa Torlonia fu acquisita dal Comune di Roma era in pessime condizioni aggravate poi con l’incendio del 1991. Partire però dall’anno seguente iniziò un lungo restauro, durato fino al 1997, che ha consentito di restituire alla città questo edificio tra i più singolari del secolo precedente.
All’interno l’edificio – che in realtà è costituito da due edifici disposti ad L e collegati tra loro – si sviluppa su due livelli. Oltre alle vetrate da non perdere le decorazioni delle varie sale come il lampadario in ferro battuto a forma di fenice o ancora il bagno del Principe decorato con maioliche colorate

vetrata

Al suo interno è possibile, stanza dopo stanza, ammirare, altre alle  54 vetrate restaurate e ricollocate al loro posto originario, anche 18 vetrate acquisite ed esposte su dei supporti e 105 bozzetti e cartoni preparatori.

La Casina delle civette ospita anche la Biblioteca delle Arti Applicate e alcuni ambienti destinati ad attività culturali, oltre a quelli che sono gli uffici del personale del museo.

Attenzione, per visitare la Casina delle Civette bisogna acquistare il biglietto presso il Casino Nobile o la Serra Moresca.

Casino Nobile

Ultimo di questi tre edifici, ma non per importanza, è il Casino Nobile, e poi è anche l’edificio principale.

casino nobile villa torlonia

Quando nel 1797 Giovanni Torlonia acquistò la proprietà diede in carico a Giuseppe Valadier di ristrutturare l’edificio ed ebbero come risultato un ampliamento del casino nobile ottenuto sia inglobando quella che era la vecchia struttura sia con l’aggiunta di porticati terrazze e avancorpi

Alla con la morte di Giovanni il figlio Alessandro diede in carico ad importanti artisti di abbellire ulteriormente l’edificio. Questo periodo ad esempio che sul frontone venne aggiunta una decorazione in terracotta rappresentante il Trionfo di Bacco eseguito da Rinaldo Rinaldi.

Casino dei principi

casino dei principi villa torlonia

E poi c’è anche il Casino dei Principi, il piano terra è attualmente sede dell’Archivio e della Biblioteca della Scuola romana, mentre gli altri due piani vengono spesso utilizzato come sede espositiva. Il Casino dei Principi – molto più piccolo de Casino Nobile, al quale era collegato da una galleria sotterranea (tutt’ora esistente)- fu utilizzato dal principe Alessandro Torlonia per organizzare eventi mondani. In origine era un semplice edificio rurale della Vigna Abati, già presente nell’area, che nel corso degli anni subì una serie di ristrutturazioni fino ad arrivare a quello che è l’aspetto odierno. La più importante è quella eseguita da Giovan Battista Caretti – per volere di Alessandro Torlonia – tra il 1835 e il 1840. 

Biglietti

Tutti e tre gli edifici sono visitabili gratuitamente con la Mic Card, che, volendo può essere acquistata anche sul posto (costo 5 euro, validità un anno). In questo caso vi consiglio di andare con un po’ di anticipo. Altrimenti i biglietti singoli hanno un costo di:

  • Serra Moresca: Intero € 4,00; ridotto € 3,00
  • Casina delle Civetta: intero € 6,00; ridotto € 5,00 (non residenti) intero € 5,00; ridotto € 4,00 (residenti)
  • Casino Nobile (+ Casino dei Principi) intero € 7,50; ridotto € 6,50 (non residenti); intero € 6,50; ridotto € 5,50 (residenti)
  • Casina delle Civette + Casino Nobile + Casino dei Principi intero € 9,50; ridotto € 7,50 (non residenti); intero € 8,50; ridotto € 6,50 (residenti)
  • Casino Nobile + Casina delle Civette + Serra Moresca: intero € 11,50; ridotto € 9,50 (non residenti), intero € 10,50; ridotto € 8,50 (residenti)

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