Palenque – Cosa vedere in Chiapas

Tra le cose da vedere in Chiapas c’è anche uno dei siti più significativi dello stato messicano: Palenque. Il modo migliore per visitare Palenque è quello di arrivarci passando dalla foresta tropicale, un itinerario semplice e suggestivo che vi offrirà, in parte, le emozioni provate dai suoi scopritori. 

cosa vedere a PalenquePalenque, come città, non ha molto da dire a differenza del sito archeologico. Per noi è stato – tra quelli che abbiamo visitato – uno di quelli che ci è piaciuto di più. A renderlo speciale non solo per il sito in sé – che è comunque molto splendido – ma l’approccio che abbiamo avuto, quello della foresta.

Visitare Palenque arrivando dalla giungla

L’idea dell’arrivo dalla foresta mi solleticava da tempo, da prima della partenza. Così non ho avuto dubbi ed ho prenotato una visita guidata dalla durata di tre ore che includeva anche la foresta.
giungla messico
Perché la foresta? Semplicemente perché ci garantiva l’arrivo “a sorpresa” nel sito archeologico attraverso la giungla, un modo per immedesimarci negli antichi viaggiatori che scoprirono Palenque proprio attraverso la giungla. Si cammina tra fitta vegetazione, animali, corsi d’acqua, cascate (dove volendo si può anche fare il bagno) e le immancabili liane. Già, proprio le liane, potevo resistere a fare Jane? Si, avrei potuto, ma non l’ho fatto. Desideravo lanciarmi con una liana da quando ero bambina e finalmente l’ho fatto! Il risultato non è esattamente un effetto alla Tarzan, ma non importa!
Palenque foresta
L’escursione nella foresta ci ha anche fatto apprezzare le caratteristiche della flora e della fauna. Nella foresta non è mancato l’incontro con uccelli tropicali e le scimmie. Qua e là, nascosti tra la vegetazione, si trovano anche resti dall’antica Palenque e questo rende l’escursione nella foresta ancora più suggestiva. Poi quasi all’improvviso, la vegetazione di dirada e davanti agli occhi ci appaiono i resti maestosi di Palenque. Anche se lo sapevano, l’effetto sorpresa ha il suo effetto. Lanciarmi nella giungla appesa ad una liana, anche se era il mio sogno di bambina, non rientra nella mia lista delle 100 cose da fare prima di morire, ma visitare Palenque invece sì. Ecco perché ho scelto l’itinerario top.

La Palenque che noi vediamo oggi è solo una piccola parte, un patrimonio ancora da esplorare e in un futuro (forse) da visitare. Pensate che quello fruibile è appena il 10% del totale, il resto è in gran parte ancora avvolto dalla vegetazione.

visitare palenque

Palenque, qualche notizia storica

Il sito di Palenque visse un periodo di grande splendore tra il 400 e l’800 d.C. (circa) per poi essere inspiegabilmente abbandonato. Fu così che Palenque fu pian piano inghiottita dalla giungla e se ne perse completamente il ricordo. 

Sembra quasi impossibile che un sito così grande e così importante sia improvvisamente caduto nell’oblio. Una sorte simile a quella che toccò a Petra che fu riscoperta da un’esploratore svizzero. Di Petra però c’erano racconti che circolavano in zona, di Palenque invece si era proprio persa la memoria.

visitare palenque

Palenque fu riscoperta nel XVIII secolo e fu allora che iniziarono i primi rilievi del luogo. Ci si rese ben presto conto che si trattava di rovine di grande interesse storico. E così pian piano Palenque uscì dall’oblio e tornò ad essere del mondo che la iniziò a conoscere e visitare. Dal 1987 Palenque si è guadagnata anche un meritato posto tra i siti dell’Umanità UNESCO. La sua particolarità non sta tanto nelle dimensioni, il sito – così come si presenta oggi ai viaggiatori – non è più grande di tanti altri, ma perché visitare Palenque significa scoprire alcuni tra i migliori esempi di architettura Maya. 

A Palenque la tomba dell’astronauta

L’edificio più famoso e significativo di Palenque è il Tempio delle Iscrizioni, ovvero la tomba monumentale di re Pakal. Una piramide a gradini alta una trentina di metri, sovrastata da un tempio. La piramide è famosa soprattutto per due cose: la presenza di un complesso geroglifico Maya, il secondo più lungo tra quelli conosciuti e la tomba di Pakal, l’ultimo Re di Palenque.

La scoperta della tomba avvenne nel 1952 quando un archeologo francese, Alberto Ruz Lhuillier, scoprì nel pavimento del tempio un passaggio segreto, nascosto sotto il pavimento. Il passaggio, tramite una lunga scalinata, conduceva alla tomba.

Il corpo di Pakal era conservato all’interno di un grande sarcofago decorato.

palenque tomba iscrizioni

La tomba ha suscitato tanta curiosità per un bassorilievo che rappresenta il sovrano che ricordava quella da persona seduta al comando di un’astronave. Nel bassorilievo ci fu anche chi riconobbe l’immagine di un motore con tanto di fiamme.

Una raffigurazione che fece parlare molto di sé, al punto da scomodare presunti viaggiatori extraterrestri e di un qualche legame tra i Maya e una misteriosa civiltà aliena. Lo so che fa sorridere, ma il sepolcro per questo motivo è noto anche come “Tomba dell’astronauta”.

Sicuramente una teoria affascinante, e su questo si è discusso tantissimo. C’è chi non ha dubbi sulla natura extraterrestre che ha ispirato il bassorilievo e chi invece non ci crede assolutamente. Sono loro che fanno notare come l’abbigliamento di Pakal non sia quello di un possibile astronauta. Il sovrano indosserebbe semplicemente gli abiti della sua epoca.

Altra spiegazione non aliena del bassorilievo si ha cambiando il punto di vista. Osservando la pietra in verticale, anziché in orizzontale cambia anche l’interpretazione. Il Re ora non sembra affatto alla guida di un’astronave, ma rappresentato mentre sta cadendo dall’albero della vita e precipitando verso il mondo dei morti.

Chi ha ragione? Questo non è facile da capirlo. Ognuno può creda pure ciò che preferisce, chissà, forse un giorno sarà la stessa Palenque a svelare la verità.

palenque palazzo

Il palazzo

Altro edificio simbolo di Palenque è “El Palacio”, cioè il palazzo. Si tratta di un complesso di edifici collegati tra loro che si affacciano su una terrazza artificiale.

Il Tempio del Sole

Tra gli edifici che si trovano sul sito sui quali era possibile salire, il Tempio del Sole consente una bella vista panoramica non solo sui due grandi edifici principali, ma anche sul panorama circostante. Alcune alture in lontananza fanno pensare che potrebbero nascondere altre piramidi.

Come arrivare a Palenque

Sicuramente il modo migliore per arrivare a Palenque è con un mezzo privato, noi che eravamo in 9 avevamo a disposizione un pulmino con autista, ma ovviamente questo non è per tutti. A Palenque si può arrivare in taxi dalla città oppure utilizzando il servizio di trasporto pubblico. Come vi ho già detto viaggiare in Messico in corriera è un sistema molto economico ed efficiente.

Una piccola disavventura

Quanto a noi, felici di avere il pulmino ci siamo rimessi in viaggio con destinazione Campeche. Eravamo stanchi a soddisfatti per la splendida giornata, quello che non sapevamo era che ci attendeva una brutta sorpresa. Per un disguido di prenotazione, le nostre stanze prenotate non c’erano! Non c’era neppure una valida soluzione alternativa. Era tardi, l’hotel era pieno e lo stesso per la maggior parte degli hotel della città. Ci hanno proposto due soluzione alternative, entrambe non centrali.
Abbiamo scelto la meno periferica, quello che non sapevamo era che si trattasse di hotel a ore!
Sapendo che stavamo arrivando, l’hotel ha pensato bene di guadagnare il massimo possibile, ha tolto i prezzi esposti caricando pesantemente il prezzo  per delle stanze che definiscono (non so con che coraggio) deluxe. Non solo, hanno anche voluto il saldo subito. Eravamo stanchi, sapevamo che quella sera la città era praticamente al completo, insomma non avevamo molta scelta. Così abbiamo pagato commettendo l’errore di non vedere prima le stanze.  Erano tutto tranne che deluxe. Un vero schifo.
Lasciati i bagagli in camera siamo scesi per andare a cena. Passando accanto alla reception mi sono subito accorta che “magicamente” erano apparsi i prezzi esposti. Ovviamente MOLTO più bassi di quanto avevamo pagato. Ho iniziato con una moderata protesta, andata man mano crescendo. Solo quando ho minacciato di chiamare la polizia mi hanno dato retta. Non sono riuscita ad ottenere un rimborso, ma ci hanno accordato la colazione inclusa. Non ero molto soddisfatta, ma ci potevamo stare, la mattina seguente infatti la colazione che ci hanno servita era molto abbondante.

Tutto risolto? No.

Tornati dalla cena mi attendeva un’altra sorpresa: le lenzuola erano sporche. Sono scesa di nuovo e – dopo una litigata in piena notte, dove ho tirato fuori tutto lo spagnolo che sapevo e anche quello che non sapevo – me le sono fatte cambiare. . 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *