Crisi del turismo? La ricetta Ryanair presentata oggi al Governo

 

Michael Cawley

Per salvare il turismo in Italia basta ridurre le tasse, parola di Ryanair.

Michael Cawley, Deputy Chief Executive Officer di Ryanair, oggi a Roma ha incontrato il Ministri del Turismo e quello dei Trasporti per chiedere loro di accettare il piano turistico messo a punto dalla compagnia aerea lo scorso settembre. La proposta, già presentato al governo precedente, è rimasta però inascoltata.

La conseguenza è stata quella di vedere il turismo e il traffico aereo continuare a calare di circa  2,2 milioni di passeggeri, solo nei primi quattro mesi dell’anno. Il che equivale a un -5.4%, e una conseguente, spiega la compagnia aerea,  “perdita di 500.000 turisti internazionali che spendono, e 330 milioni di euro di perdite in entrate turistiche”.

Questo certo non fa bene non solo agli operatori del settore, ma neppure alla nostra economia.

La ricetta Ryanair per il turismo in Italia

Ryanair invece aveva “offerto di accrescere il turismo ed il traffico in Italia a 37 milioni di passeggeri all’anno entro il 2018”, ma per far questo è necessario rivedere le tasse. Balzelli che pesano sulle compagnie aeree e che finiscono per colpire i passeggeri e di conseguenza il turismo. Ecco allora che, sostiene Cawley, molti turisti scelgono la meta in base al prezzo, quindi destinazioni non italiane  dove il prezzo del biglietto non è gravato da pesanti tasse. La richiesta non è tanto quella di abolirle, quanto di riportarle almeno ai valori del 2012. 

Le tasse in questione sono la Air Traffic Control, cresciuta del 468% e le tasse di soggiorno, in particolare quella della città di Roma.

Ryanair ha anche analizzato le conseguenze che hanno portato questa serie di aumenti (oltre al calo dei passeggeri). Tra i dati presentati oggi anche quelli che riguardano una diminuzione della spesa turistica pari a un miliardo e la perdita di 15mila posti di lavoro.

Quali vantaggi

Per Cawley l’Italia avrebbe solo vantaggi ad accettare la sua proposta.

Senza non ci sarebbe crescita per nessuno e in particolare per il turismo. Al contrario si otterrebbe un effetto altamento positivo: intanto più turisti, quindi più pernottamenti, più entrate nei musei, più cene nei ristoranti, più shopping e così via.

Tutti guadagni che porterebbero nelle casse dello Stato oltre 6,5 miliardi di euro in entrate turistiche.

Ma non è tutto. Secondo i dati forniti questa mattina, un tale aumento di presenze si tradurrebbe anche in nuovi posti di lavoro in loco, oltre 37.000 solo quelli derivanti direttamente da Ryanair, ma di riflesso a trarne beneficio sarebbero anche le altre compagnie aeree e quindi al turismo italiano.

La proposta di crescita che Ryanair ha presentato lo scorso settembre, e che ha ribadito oggi, parlava anche di 5 nuove basi (Comiso, Torino, Venezia-Treviso, Salerno e Lamezia), 3 nuovi aeroporti (Crotone, Salerno e Olbia) e oltre 500 nuove rotte da attivare in tutti gli scali serviti. 

Intanto Ryanair va avanti, forte dei primati che le vengono riconosciuti in Europa e in Italia, ed ha annunciato l’acquisto di 175 nuovi aerei che entreranno a far parte della flotta entro il 2014.
 

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