Crociera in catamarano da Nosy Be

Una delle esperienze imperdibili da fare durante un viaggio a Nosy Be, in Madagascar, è senza dubbio quella di fare una crociera in barca a vela o in catamarano le isole intorno all’Isola Grande, come le Mitzio o le Radama.

Madagascar in catamarano Nosy Be

Perché andare fuori Nosy Be

Una crociera in catamarano è il modo migliore per scoprire il meglio Nosy Be, ovvero le varie isole e isolette che costituiscono l’arcipelago, fino a spingersi alle isole più lontane come le Radama.

Crociera di più giorni o escursioni giornaliere in barca?

Ci sono isole bellissime, come ad esempio Nosy Sakatia che possono essere visitate anche con un’uscita in barca da fare in giornata. Per altre come Nosy Iranja l’escursione in giornata è fattibile, ma serve una speed boat. Però perché correre sempre? Quando si è in vacanza è possibile fare delle esperienze con tempi più distesi, un viaggio più lento, come meritano questi luoghi.

Ecco allora che la risposta migliore sta in una vera e propria crociera a vela di 3-4 giorni per vivere il mare dal mare, lasciarsi cullare dalle onde e visitare isole vicine, ma anche lontane. Il tutto in un’unica soluzione.

Una crociera a vela tra queste isole vi consente di dedicarvi il giusto tempo e i giusti ritmi avendo come colonna sonora di accompagnamento il suono del vento e delle onde.

Da Nosy Be alle Radama in catamarano

Vivere le isole di Nosy Be in barca è tutta un’altra. La crociera in catamarano è il mezzo migliore per visitare si le isole più famose che quelle più selvagge, meno battute dal turismo.

Nosy Be infatti è una meta turistica molto gettonata. La maggior parte dei visitatori si ferma nell’Isola Grande, magari in un resort. Mi dispiace per per loro, perché si perdono il meglio, ovvero le isolette che fanno da corona a Nosy Be, molte delle quali per molti ancora sconosciute.

Il catamarano, o la barca a vela, è il modo migliore per scoprire questi piccoli paradisi nei dintorni di Nosy Be.

Altro vantaggio è quello che le escursioni singole, ad esempio a Nosy Iranja o a Nosy Tanikely, non sono certo economiche. Ecco allora che arrivarci in catamarano, nel corso della crociera, può essere molto conveniente.

Crociera in catamarano, dove andare

Quando si decide di fare una crociera in catamarano la prima cosa da fare è quella di decidere cosa vedere, anche in base al tempo che si ha a disposizione.

Mappa Nosy Be Radama

La nostra scelta è stata quella di fare una crociera in catamarano di 4 giorni, per spingerci fino alle isole Mitzio, anche se poi abbiamo optato per le isole Radama. La crociera in catamarano è stata l’esperienza che ha concluso il nostro viaggio di tre settimane in Madagascar.

Dopo un tour che ha toccato alcune delle mete più importanti del Paese, il viaggio si è concluso con con una settimana circa a Nosy Be. O meglio, Nosy Be e le sue isole, perché tra le cose da fare a Nosy Be, il top è proprio quello di esplorare queste isole in barca, con il vento che spinge la vela verso il largo. Nel nostro caso a bordo di un catamarano.

Quanto costa una crociera in catamarano

Radama in catamarano

La crociera in catamarano per nostro il tipo di viaggio (organizzato da Viaggi nel Mondo) rappresentava un qualcosa in più, facoltativo. La crociera della durata di 4 giorni è costata 300 euro, cifra che comprendeva tutto, tranne i costi delle bibite (dall’acqua alla birra) ed eventuali biglietti di ingresso.

Una spesa che si è dimostrata piuttosto contenuta perché l’agenzia che ci ha fornito il catamarano ci ha subito informato che dovevamo provvedere autonomamente. Quindi la prima cosa che abbiamo fatto, appena arrivati a Nosy Be, è stata quella di andare al supermercato per la spesa per la cambusa bibite: acqua, rum, birre e Coca Cola. Siamo usciti con i carrelli pieni e abbiamo caricato tutto sul pulmino dell’agenzia.

Da qui abbiamo raggiunto il porto di Nosy Be. Il nostro catamarano Now Now ci aspettava ancorato più a largo.

catamarano a nosy be

In barca, si sa, si va con bagaglio ridotto. Ci eravamo così organizzati con un bagaglio essenziale, lasciando la valigia grande sul pulmino. Era tutto organizzato al meglio perché i bagagli sarebbero portati direttamente in albergo. A bordo bisogna portare solo lo zainetto con l’occorrente per la barca, comprese maschera e pinne, anche se qualcosa è anche in dotazione del catamarano. Attrezzatura da snorkeling limitata e non per tutti, quindi la cosa migliore è quella di portare la propria.

Pronti a salire a bordo

Non vedevamo l’ora si salire, il capitano Black ci è venuto a prendere con il tender. Noi siamo in 11 e ovviamente un viaggio solo non basta. Il primo turno è per i bagagli e le bevande. Finalmente toccava a noi, 4 alla volta.

capitano catamarano

Il nostro catamarano ha 4 cuccette matrimoniali, 2 per scafo con 3 bagni. L’equipaggio è composto, oltre che dal Capitano Black, da Freddy, nel doppio ruolo di cuoco e marinaio (e all’occorrenza pescatore).

marinaio catamarano

Mitzio o Radama?

Inizialmente eravamo orientati per una crociera alle isole Mitsio, un arcipelago vulcanico situato 45 miglia a nord-est di Nosy Be. Poi, per una serie di motivi, comprese le condizioni meteo-marine, abbiamo deciso che la meta della nostra crociera in catamarano fossero le isole Radama  70 miglia a sud di Nosy Be e 10 km al largo della costa nordoccidentale.

E così, mentre tutti noi iniziavamo a familiarizzare con il catamarano la crociera aveva inizio.

Nosy Tanihely, una biodiversità che vi stupirà

La prima tappa l’abbiamo fatta prestissimo con una sosta al Tanihely National Park. Per accedere c’è un biglietto di accesso di 20000 Ariary a persona, una cifra che all’inizio mi sembrava eccessiva. Qui però abbiamo fatto lo snorkeling più spettacolare di tutto il viaggio. Senza esagerare uno snorkeling così bello da aver fatto sembrare tutti gli altri una cosetta.

tartarughe marine a nosy tanikely

Non a caso Nosy Tanihely è rinomata per la sua straordinaria biodiversità marina. Qui si nuova tra pesci di ogni colore e coralli, ma anche tartarughe marine, razze, delfini e, per non farsi mancare niente, anche degli squaletti. Niente paura, si tratta di animali inoffensivi.

È uno dei siti marini più importanti di tutto il Madagascar. L’isola si trova ad appena 6 miglia a sud di Nosy Be e anche per questo attrae numerosi turisti, che vengono qui – anche – in giornata attratti dalla particolare trasparenza dell’acqua che rende lo snorkeling e le immersioni ancora più appassionanti.

Nosy Be Radama catamarano

La giornata trascorre così, tra i bagni in mare, passeggiate sull’isola e pic nic. Per noi tutto ridotto, Nosy Tanihely era solo la prima tappa in programma, quindi dopo lo snorkeling tra pesci e tartarughe ci siamo rilassati sulla spiaggia in attesa che venisse a prenderci il capitano per il nostro primo pranzo a bordo.

mangiare in catamarano

Freddy si è rivelato fin dal primo giorno un’ottimo cuoco, pronto a viziarci proponendo sempre porzioni varie e abbondanti.

La prima notte in barca

Riprendiamo la navigazione, verso le 17 aperitivo a base di rum cola, poi il nostro primo tramonto in barca.

catamarano tramonto radama

Passiamo la notte in rada in mezzo ad alcune piccole isole con altre barche intorno, cena alle 19. Da queste parti non ci sono porticcioli alla moda dove scendere a terra per fare un po’ di movida. Sono isole naturali, molto naturali e un po’ selvagge. Dopo cena non c’è molto da fare, si sta insieme, si chiacchiera un po’, a volte si gioca a carte, ma alla fine si va sempre a dormire presto, lasciandosi cullare dalle onde.

Gli orari in barca sono legati al sole. Così come si va a letto presto, ci si alza presto. Quando la luce inizia a rischiare il cielo, prendo il via le varie attività e quindi i rumori. A quel punto, inevitabilmente, si aprono gli occhi.

catamarano alba radama

In poche parole sveglia 7, pronti a fare colazione, anche perché subito dopo inizia la navigazione.

Nosy Iranjia, due isole unite dalla bassa marea

nosy-iranja

Il primo giorno di navigazione ci ha portato a Nosy Tanihely, il secondo giorno aveva in programma un’altra delle chicche del viaggio: Nosy Iranjia, forse l’isola più nota tra quelle in zona.

Un’isola dalla sabbia bianchissima, anzi le isole in realtà sono due- Nosy Iranja Be e Nosy Iranja Keli – che diventano una sola quando con la bassa marea una lunga e sottile striscia di sabbia, lunga circa 3 km, le unisce.

La leggenda di Nosy Iranja

La bellezza di questo posto e la particolarità delle due isole a volte unite e a volte divise ha dato vita ad una leggenda che parla di un amore contrastato da un uomo, che non accettava la felicità della coppia. Per dividere i due innamorati l’uomo fece ricorso ad un sortilegio, che mi ricorda un po’ la storia del film Ladyhawe. In questo caso non un lupo e un falco, ma due isole vicine e al tempo stesso separate, costrette a non potersi neppure sfiorare. Una storia triste, che mosse a pietà il sole e la luna. Insieme i due astri fecero sì che le due isole potessero finalmente toccarsi e unirsi, anche se solo temporaneamente.

Questo miracolo poteva accadere solo quando con la bassa marea le acque si ritirano facendo emergere un sottile percorso di sabbia che, anche se per poco, fanno delle due isole una sola.

Cosa vedere a Nosy Iranja

La più piccola delle due isole, Nosy Iranja Kely, è privata ed ospita un hotel. Tra gli ospiti dell’isola anche le tartarughe marine, che proprio qui vengono a deporre le uova. Anche per questo è chiamata l’isola delle tartarughe.

Nosy Iranja in catamarano

Si tratta, per la precisione, di tartarughe giganti, che nuotano numerose nelle acque attorno all’isola.

Nuotare in queste acque offre ai visitatori la possibilità di fare uno snorkeling non solo molto suggestivo, ma anche emozionante. Potrei dire un’emozione unica, ma qui in queste acqua la magia di nuotare tra le tartarughe marine si è ripetuta più volte.

A sulla spiaggia siamo arrivati a nuoto, il nostro fedele capitano Black ci aveva preceduto con il tender, portando i nostri zainetti con sandali e vestiti e provvedendo a prendere in consegna l’attrezzature dello snorkeling. Tutto questo perché anche se il bagno è stato super, la visita di Nosy Iranjia proseguiva anche sulla terraferma.

Per accedere è necessario pagare un biglietto di 7 mila Aryari a testa.

La bassa marea di Nosy Iranja

Non c’è tempo da perdere, è già bassa marea e se non facciamo presto il mare potrebbe riprendersi il passagio tra Nosy Iranja Be e Nosy Iranja Keli, rispettivamente la più grande e la più piccola.

Viaggiare in barca è fantastico, ma mentre camminavo su quella striscia di sabbia pensavo a quanto sarebbe stato bello dormire sull’isola, per poi passeggiare qui al chiaro di luna, quando tutti i turisti mordi e fuggi hanno lasciato l’isola.

Nosy Iranja Be

Nosy Iranja ha tutte le caratteristica di un’isola paradisiaca e anche per questo da diverso tempo è diventata un’altra delle mete immancabile per chi è in visita a Nosy Be. Nosy Iranja si raggiunte con escursioni in giornata con circa un’ora e mezza di navigazione. Le escursioni hanno un costo che va dai 50 ai 90 euro, a seconda dell’agenzia che si contatta, In genere il prezzo comprende anche il pic nic sulla spiaggia.

grigliata a nosy iranja

Lo chiamano pic nic, ma è un vero e proprio pranzo a base di pesce grigliato, riso, frutta, verdura e altro. Per noi invece il pranzo è sempre a bordo del catamarano (e con un cuoco come Freddy non ci lamentiamo).

villaggio nosy iranja

Prima di lasciare l’isola abbiamo visitato il villaggio dei pescatori e fatto anche un giro tra i tanti negozietti di prodotti artigianali che ci sono sull’isola. Non abbiamo comprato nulla perché sull’isola noi siamo arrivati a nuoto non avevamo soldi con noi.

artigianato

Una curiosità

Il faro di di Nosy Iranja è stato disegnato da Gustave Eiffel, sì proprio lui, quello della omonima torre parigina

L’area protetta di Anchoa e Ankivonji

Il bello di muoversi in barca è quello di potersi spostare facilmente da un posto bello all’altro. Dopo pranzo la nostra navigazione ci ha portato nei pressi dell’isola di Anchoa che insieme all’isolotto roccioso di Ankivonji costituiscono un’altra area protetta del Madagascar.

Nosy Be Radama catamarano

Ancora una leggenda…

A questo isolotto è legata una leggenda. Ankivonji sarebbe il fratello di altri 4 isolotti che fanno parte dell’arcipelago delle Mitsio, piuttosto lontane da qui. Ankivonji sarebbe arrivato in questo luogo dopo un litigio con i fratelli.

Leggenda a parte, questo faraglione dalle ripide e alte pareti verticali rappresenta anche il posto migliore per la nidificazione di molti uccelli tra i quali aironi, sule e la rara aquila pescatrice, una specie in via d’estinzione. E poi c’è il mare. Ancora una volta un posto fantastico dove fare snorkeling e immersioni.

Finito lo snorkeling siamo ripartiti, a vele spiegate, per raggiungere l’ultima delle isole Radama, la più lontana dell’arcipelago, che prende il nome di un antico Re del Madagascar, e che è costituito da quattro isole.

Perché andare alle Isole Radama

La scelta di navigare verso le isole Radama non ci ha deluso.

L’arcipelago è fomrato da quattro isole: Nosy Valhia, Nosy Kalakajoro, Nosy Ovy, Nosy Antany Mora, sulle quali troviamo più che altro villaggi di pescatori, ma anche una bella vegetazione tropicale e spiagge incontaminate. Le isole Radama possono essere scoperte ed esplorate solo se si sceglie di fare una crociera di più giorni da Nosy Be in barca a vela o catamarano.

pescatori isole radama

L’arcipelago, infatti, è troppo distante da Nosy Be per essere meta di una gita giornaliera, come invece si può fare con Nosy Tanihely o Nosy Iranjia. Venire alle isole Radama in giornata significherebbe impiegare quasi tutto il tempo per il viaggio in catamarano – tra andate e ritorno – da Nosy Be e rimarrebbe poco, anzi quasi nulla, per visitare le isole.

Nosy Valiha, la più meridionale delle Radama

Nosy Be e isole Radama in catamarano

La nostra prima notte alle Isole Radama l’abbiamo trascorso nelle acque della più meridionale: Nosy Valiha. L’attività principale degli abitanti dell’isola e quella della lavorazione della polpa essiccata di cocco .

Questa è anche l’isola più lontana dell’arcipelago, essere arrivati subito fin qui ci dava la possibilità di essere pronti, la mattina successiva, ad iniziare il nostro nostro viaggio di ritorno dalle Radama verso Nosy Be, essa così sembra che la crociera in catamarano fosse quasi finita. No, eravamo solo a giro di boa, avevamo altri due giorni di navigazione e ancora tanto mare da navigare e isole da vedere.

congliglia isole radama

Antany Mora e i cetrioli di mare

La terza mattina di crociera in catamarano è iniziata con una sveglia che aveva il profumo delle crepes, cioè la sorpresa che ci aveva fatto il nostro cuoco per colazione. Il cielo era un po’ coperto. La prima navigazione del giorno è decisamente breve. Con il tender siamo scesi sull’isola di Antany Mora le cui acque sono ricche di una prelibatezza molto amata dai giapponesi. Sono i cetrioli di mare, un animale che poco incontra il gusto dei nostri palati, ma si cui vanno ghiotti i giapponesi. A loro piacciono così tanto che si spingono fino in Madagascar per poterne acquistare.

relax alle isole Radama

La cosa che mi è piaciuta di più di quest’isola è stata la lunga lingua di sabbia bianca che si protende dopo il villaggio, bianca e strapiena di conchiglie e frammenti di coralli.

conchiglie isole Radama in catamarano da Nosy Be

L’isola è bella e altrettanto lo è il panorama, ma non è un posto molto adatto allo snorkeling.

Nosy Kalakajoro

Le giornate a bordo del catamarano scorrono in modo meravigliosamente monotono: cibo, bagno, navigazione e poi si ricomincia. Che barba, che noia!

Un duro lavoro, qualcuno lo dovrà pur fare. Io mi sacrifico per potervelo raccontare.

Io in catamarano

Dopo pranzo eravamo pronti per scendere nuovamente a terra, questa volta su un’altra isola. Nosy Kalakajoro famosa per la sua grande spiaggia bianca e l’acqua azzurro cristallino. Sulla spiaggia ci sono le capanne dei pescatori che nella stagione secca sfruttano la particolare pescosità di queste acque per fare scorta di pesce che viene essiccato per poi essere venduto nei mercati del Madagascar.

Catamarano radama

E siamo così arrivati al quarto e, ahimè, ultimo giorno di crociera tra le isole Radama e più in generale le isole dell’arcipelago di Nosy Be.

Nosy Antsoha, l’isola dei lemuri

isola dei lemuri arcipelago nosy be

Subito dopo colazione ci siamo fermati a fare snorkeling nei pressi dell’isola di Antsaoha, poi con il catamarano ci siamo avvicinati alla riva e, ancora bagnati, siamo arrivati a terra con il tender. Vi aspettava l’escursione in questa riserva (biglietto di ingresso 15 mila Aryari), famosa soprattutto per la presenza di quattro diverse specie di lemuri.

lemure

Sono animali selvatici in libertà, ma tutti molto abituati alla presenza dell’uomo, forse anche di più di quelli che avevamo incontrati alla Riserva di Nahampoana, la prima tappa del nostro viaggio in Madagascar.

Appena sbarcati ci hanno accolto le guardie ed abbiamo visto subito i primi lemuri. Come vi ho detto poco fa, qui sono talmente abituati ai turisti che si avvicinano con estrema facilità. Basta un pezzetto di banana e te li trovi addosso, sono morbidi e delicati e non fanno per niente paura. Al contrario, viene voglia di tenerseli addosso come una sciarpa o un cappello viventi.

lemursi

Ovviamente ci scateniamo con le foto. Non ridete dei miei capelli, sono sconvolti, ma non per colpa dei lemuri, se avete letto poco sopra ero appena uscita dall’acqua.

Si viene qui soprattutto per i lemuri, questo è un fatto. Però l’isola ha il suo interesse naturalistico che scopriamo passo dopo passo durante l’escursione in compagnia di una guardia, dopo aver lasciato a malincuore i nostri cari amici lemuri siamo saliti fino al belvedere. Quello che ci ha sorpreso non è stato tanto il panorama, ovviamente splendido, ma la presenza di una singolare abitazione

Era una casa molto carina
Senza soffitto, senza cucina

e anche senza pareti se è per questo

Non si poteva andarci a letto
In quella casa non c’era il tetto
Non si poteva fare pipì
Perché non c’era il vasino lì

isola dei lemuri, camera con vista

No, questo no. Il letto c’era, il tetto pure, ma abbastanza rustico. Quanto alla pipì si poteva fare, ma in una bagno completamente all’aperto. La cucina invece non serve perché i pasti arrivano belli e pronti e sono compresi nel prezzo. La privacy quella è assicurata, visto che chi sceglie di soggiornare qui, in genere delle coppie, hanno la certezza di essere gli unici ospiti dell’isola, lemuri a parte.

Una location singolare, che si fanno pagare cara. Una notte qui, cena compresa, costa 240 euro.

L’emozione dell’incontro con i delfini

Finita l’escursione siamo tornati sul nostro catamarano e a sorpresa abbiamo incontrato un branco di delfini. Niente salti spettacolari, hanno semplicemente nuotato per un po’ vicino, molto vicino, alla nostra barca.

@sullestradedelmondo

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♬ Sea Sounds – Sea Nature Players

Decisamente un bel finale, ora la nostra crociera tra le isole di Nosy Be volgeva davvero al termine. Ancora due baie e altrettante esperienze di snorkeling per poi fare rotta verso Nosy Be. La nostra crociera in catamarano alle Radama è finita direttamente sulla spiaggia del nostro albergo di Nosy Be, dove siamo arrivati con il tender (e con non poche difficoltà, per via delle onde) non del tutto asciutti.

ritorno a Nosy Be in catamarano dopo la crociera alle Radama

La nostra voglia di mare però non si era esaurita con la crociera in catamarano alle Radama e nei giorni che siamo rimasti a Nosy Be non ci siamo fatti mancare un’altra escursione in barca, questa volta alla volta Nosy Sakatia.

Nosy Sakatia Madagascar

Niente a che vedere con nostra crociera in catamarano, Nosy Sakatia è raggiungibile da Nosy Be con pochi minuti di traversata, ma di questo vi parlerò un’altra volta.


			

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