Cuba, sulla Sierra Maestra


Finalmente era arrivato il giorno dell’escursione sulla Sierra Maestra, una delle cose imperdibili in un viaggio a Cuba. Visto il clima era necessario mettersi in marcia prima possibile, per evitare di camminare con il gran caldo e così alle 7,30 eravamo pronti all’appuntamento con il taxi che avevamo prenotato all‘agenzia di Bayamo e già pagato.

Dettaglio non insignificante, visto che il NOSTRO tassista ha pensato bene di arrotondare la giornata prendendo due passeggeri extra (sistemati nel portabagagli) con relativo pagamento extra. Ovviamente il tutto senza neppure preoccuparsi di chiedere il parere di chi aveva già pagato la corsa, cioè noi. Però anche questa è Cuba. 

comandancia rail

Avremmo potuto, anche se con qualche difficoltà, scegliere di fare questa escursione con il nostro pulmino, ma non sarebbe stata la stessa cosa. La scelta dei taxi si è rivelata ottima, perché in circa mezz’ora eravamo arrivati all’entrata del parco.

Il taxi inoltre, essendo un 4×4, ha superato senza fatica le notevoli pendenze che caratterizzano questa strada.

Avere un taxi privato potrebbe significare un vantaggio, ma non a Cuba, perché i tassisti fanno quello che gli pare. Non solo dall’albergo all’entrata del parco ha portato due passeggeri extra, ma una volta arrivati ha caricato un gruppo di inglesi, lasciandoci ad aspettare il nostro turno. Ma quale turno? Il taxi era il nostro, lo avevamo prenotato dal giorno prima! Cosa dicevo prima, anche questa è Cuba. Ok, ma tutto ha un limite, perché il tassista, una volta tornato, era pronto a ripartire senza di noi. Non per essere egoista, ma quello era il nostro taxi, non eravmo noi a dover aspettare il nostro a turno, era già il nostro turno.

Avevo perso la pazienza, quel poco avere chi si è alzato alle 6,30 del mattino. Così appena mi sono accorta che stava facendo salire altre persone mi sono infuriata, ho urlato un poderoso NO e sono entrata nel taxi decisa a non scendere. Forse a qualcuno sarò sembrata una pazza, ma il tassista, che ben sapeva di essere in torto, a quel punto non aveva scelta.

Trekking sulla Sierra Maestra

Anche se si viene sulla Sierra Maestra per scoprire un capitolo della storia di Cuba, l’escursione è anche l’occasione per fare un bel trekking nella foresta.

L’itinerario non presenta forti dislivelli, ogni tanto qualche salita o discesa, ma può essere reso un po’ impegnativo dal fango.

Il trekking è durato circa 4 ore e ci ha portato nei luoghi storici della rivoluzione, si perché la Sierra Maestra, dominata dal Pico Turquino (1974 m), non è solo il più levato gruppo montuoso di Cuba, è anche un luogo storico per i cubani. 

È qui che Fidel Castro trovò rifugio prima di prendere il potere, con lui Che Guevara e i guerriglieri del Movimento 26 luglio, i cosiddetti Barbudos. La Sierra Maestra fu il luogo dove organizzarono la guerriglia, che poi si rivelò vittoriosa. 


Tra le “chicche” del percorso anche la Comandancia de la Plata, il quartier generale, la capanna di Che Guevara e quella dove visse Fidel Castro, che ancora conserva il letto originale, il tutto immerso in una vegetazione molto rigogliosa.

Certo devo dire che mi ha fatto sorridere la spiegazione della guida quando abbiamo capito che mentre Fidel e El Che dormivano in una capanna con un letto, i guerriglieri dormivano in terra nella foresta.

Un mio amico quando ha visto le foto della mia escursione alla Sierra Maestra si è molto stupito. Mi ha detto che quando è andato lui sulla Sierra era severamente proibito fotografare. Ora però le cose sono cambiate. Si può fotografare, ma bisogna pagare 5 CUC extra per macchina fotografica e telecamera. Però è consentito fotografare gratuitamente fino a casa Medina. 

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