Buckland Abbey, Sir Francis Drake visse qui

Mercoledì 11 siamo tornati nella brughiera, ai margini del parco, per visitare Buckland Abbey che si trova nel piccolo villaggio di Buckland Monachorum, nel Devon.

Noi la conosciamo come la casa di Sir Francis Drake, il navigatore – o meglio l’ex corsare al soldo di Elisabetta I, che nel 1588 sconfisse l’Invincibile Armata spagnola ed oggi è un vero e proprio museo a lui dedicato.  Anche se molte delle cose qui esposte sono solo delle riproduzioni l’effetto d’insieme è piacevole e interessante. Per celebrare i 400 anni della sconfitta dell’Invicibile Armada furono installati dei vetri colorati nella tromba delle scale ed è stato installata una postazione video che rievoca la carriera di Drake. Tra i cimeli presenti anche il tamburo di Drake che ha portato con sè durante i suoi viaggi nel mondo. Si racconta che poco prima di morire fu lui stesso a chidere che fosse portato a Buckland Abbey. Drake era certo che se l’Inghilterra fosse stata in pericolo, sarebbe bastato suonare il tamburo per farlo tornare indietro per difendere il paese.
Abbazia di Buckland
L’abbazia di Buckland originariamente era un’abbazia cistercense che fu fondata nel 1278. Una storia religiosa che fu stroncata quando Enrico VIII si staccò dalla chiesa di Roma. Una scelta più politica che religiosa, ma che si concretizzò anche con la dissoluzione dei monasteri inglesi. E così anche l’abbazia di Buckland fu sconsacrata e requisita. Non contento, il Re in persona la mise in vendita. Ad acquistarla fu un nobile, Sir Richard Grenville, che si occupò di trasfrormarla in una residenza signorile. Fu il nipote, nel 1581 a venderla di nuovo. L’edificio passò quindi a Sir Francis Drake che qui visse 15 anni e qui vissero anche molti dei suoi discendendi. Dal 1948 divenne proprietà del National Trust, che la aprì al pubblico nel 1951.
Tra le cose da vedere a  Buckland Abbey ci sono anche le vetrate della cappella, provenienti dalla cattedrale di Reims, salvate dai bombardamenti della II Guerra Mondiale.
Da non perdere una passeggiata nel giardino elisabettiano e in quello dedicato alle erbe aromatiche.

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