Fantasmi a Venezia

Se dico Venezia cosa vi viene in mente?

Canali, piccioni, gondole, romanticismo, piazza San Marco, carnevale, alberghi costosi. Tutto vero, a parte il fatto di hotel Venezia ne ha per tutte le tasche e che cercando bene si trovano anche alberghi low-cost, la Venezia di cui vi voglio parlare oggi è la Venezia dei fantasmi. Esatto, spettri, ectoplasmi, spiriti… perché non dovrebbero esserci in una città che in tanti secoli di storia ne ha viste veramente di tutti colori?

Vi stupite? Eppure sono in molti a sostenere di aver udito le voci, i sospiri e i lamenti che apparterrebbero ai condannati che, nella Venezia dei Dogi, da i Piombi si avviavano al patibolo attraverso il Ponte dei Sospiri.
 
Di fantasmi Venezia ne ha una gran varietà: scheletri, bambine, donne decapitate… e addirittura mummie, senza contare poi i luoghi maledetti.
 Luoghi maledetti e inquietanti
Tra questi il più celebre è sicuramente la Cà Dario. Tra le sue mura non sono segnalati fantasmi, ma i fatti che vi sono accaduti sono ancora più inquietanti. Un vero peccato, perché si tratta di uno splendido edificio sul Canal Grande, fatto costruire dal mercante Giovanni Dario come dono di nozze per la figlia Marietta.
Tutti i veneziani sanno che porta male e che i proprietari, prima o poi, fanno una brutta fine. Destino che sarebbe anche scritto sul palazzo. A dire il vero l’iscrizione recita “Genius Urbis Jhoannes Dario”, che per qualcuno nasconderebbe l’anagramma “Sub Ruina Insidiosa genero”, cioè “Chi abiterà questa casa andrà in rovina”. In realtà l’anagramma non coincide perfettamente, ma troppo bene non è andata a chi è vissuto qui, a iniziare da Marietta e suo marito, non solo andarono in rovina, ma lei morì annegata e lui la seguì nella tomba poco dopo. La casa passò a Vincenzo Barbaro, che vittima di un agguato. Per 150 anni nessuno vi abitò, osò infrangere la solitudine di questa casa un mercante di diamanti che andò in bancarotta e morì in miseria. Nell’800 ci fu un doppio suicidio e nel ‘900 ci contano vari suicidi, l’ultimo del quale quello di Roul Gardini che si sparò un colpo di pistola alla tempia.
In Campo dei Mori, c’è Palazzo del Cammello, qui nel 1757 si verificarono episodi strani, per sere e sere, puntualmente alla stessa ora suonavano i campanelli delle camere. Il fenomeno spaventò al punto gli abitanti che fu necessario eseguire un esorcismo.

Casino degli Spiriti visto dalla laguna

Di fronte all’isola di S. Michele, il cimitero monumentale di Venezia, si trova il Casino degli spiriti, dove in molti raccontando di aver visto strane immagini, luci ondeggianti e sentito rumori misteriosi. Sarebbe infatti luogo di ritrovo di spiriti irrequieti. Tra gli spiriti, il più famoso è quello di Luzzo, pittore cinquecentesco che proprio in queste stanze si incontrava con i colleghi dell’epoca: Tiziano, Sansovino, Giorgione. E proprio a causa di una amore non corrisposto per Cecilia, una delle amanti del Giorgione, Luzzo si tolse la vita. Stanchi di queste apparizioni, gli ultimi proprietari abbandonarono il palazzo che ora ospita una casa di riposo.

Fantasmi

 
Nelle acque antistanti l’isola di S. Michele nelle notti di nebbia apparirebbe una piccola bara con dei ceri sul coperchio. E‘ quella della piccola Giuseppina Gabriel Carmelo, morta in un giorno di nebbia del 1904, quando la gondola sulla quale viaggiava fu urtata da un vaporetto. Nelle acque del Canal Grande, vicino a Rialto, all’altezza del campiello del Remer, a galleggiare è invece il corpo di Fosco Loredan che tiene tra le mani la testa della moglie, uccisa 1598 per gelosia, pare infondata.
 
Tra ponte e calle de le Turchette, si aggira il fantasma di Selima, una donna turca uccisa dal suo amato Osman, che le ha tagliato la testa. Se camminando in campo de San Piero, a Castello, vedete una giovane in abito da sposa, potrebbe essere il fantasma di Tosca alla ricerca del dito che le fu tagliato. Il dito è quello dove indossare il suo anello di sposa. Solo allora potrà finalmente celebrare il suo matrimonio.
A Palazzo Grassi invece si narra di del fantasma di un’altra ragazza, di lei non si sa chi sia, ma pare che si avvicini alle donne per sussurrare loro all’orecchio il loro nome di battesimo.

Scheletri e mummie

 
Gli scheletri più famosi che si aggirano per calli e campi sono quello di Bartolomeo Zenni, unvecchio usuraio che apparirebbe in campo de 

l’Abazia, a Cannaregio. Sarebbe visibile tutte le notti, in corte Bressana a San Giovanni e Paolo, lo scheletro di uno degli ultimi campanari di San Marco che chiede l’elemosina ai passanti per ricomprare le sue ossa, vendute a uno scienziato.
In campo San Barnaba, invece, è possibile addirittura imbattersi in una mummia: quella di un crociato francese, morto in maniera disonorevole in città prima dell’imbarco per la Terrasanta, e ancor oggi alla ricerca di un gesto nobile da compiere, unica maniera per riscattarsi.
 
Un fantasma speciale: Giordano Bruno
 
Di tutte queste apparizioni, quella che forse stupisce di più è quella di Giordano Bruno. Ma non era morto a Roma? Sì, lo ricorda anche la statua di Campo de’ Fiori, ma il suo fantasma appare a Venezia, in Palazzo Mocenigo, dove fu ospite del nobile Giovanni Mocenigo che da lui voleva imparare i rudimenti dell’alchimia. Ma fu proprio lui a denunciare Giordano Bruno all’Inquisizione veneziana con l’accusa di eresia.

6 thoughts on “Fantasmi a Venezia

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