Festival della letteratura di viaggio 2026

Il Festival della Letteratura di Viaggio torna a Roma dal 7 al 14 giugno 2026 con la sua XVII edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più autorevoli per chi vive il viaggio come esperienza culturale, lente critica sul presente e strumento di conoscenza. Promosso dalla Società Geografica Italiana e ospitato principalmente a Palazzetto Mattei, nella cornice di Villa Celimontana, il Festival propone un’intera settimana dedicata alle narrazioni del mondo attraverso letteratura, reportage, fotografia, teatro, musica, podcast e nuove forme multimediali.

Il tema centrale di quest’anno è “Sud!”, un’esplorazione ampia e sfaccettata del Sud globale, del Meridione d’Italia, delle prospettive decoloniali e delle questioni ambientali e indigene. Un filo rosso che attraversa incontri, mostre, performance e dialoghi con autori, giornalisti, ricercatori, fotografi e artisti provenienti da contesti e discipline diverse. Come si legge nel documento ufficiale del Festival, l’obiettivo è «un esercizio di decentramento dello sguardo. Orientandolo verso sud, non solo una direzione geografica, ma un’alterità e pluralità di prospettive rispetto a quelle consuete».

L’edizione 2026 propone circa quaranta appuntamenti tra reading, premi, laboratori, passeggiate urbane, focus tematici e attività inclusive. Tra gli ospiti figurano nomi di primo piano come Igiaba Scego, Brunori Sas, Nicola Lagioia, Telmo Pievani, Cecilia Sala, Lorenzo Tondo, Monica Maggioni, Carmine Abate, Antonella Anedda, Saba Anglana, Alessio Mamo e molti altri. Un mosaico di voci che attraversa geografie lontane e vicine, dall’Africa all’Antartide, dall’Amazzonia al Mediterraneo, fino ai cieli sopra le nostre città.

Uno dei momenti più attesi è la grande mostra dedicata al tema “Sud!”, articolata in sei sezioni che uniscono ricerca scientifica, documentazione storica e sguardi contemporanei. Tra i contenuti spiccano i materiali del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, le testimonianze sui popoli incontattati sostenute da Survival International, le mappe storiche della Società Geografica Italiana, la ricerca visiva sul tarantismo nel Salento e un video podcast sul Mezzogiorno curato da Svimez con contributi di Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio e Nadia Terranova.

Centrale, come ogni anno, è la consegna dei due premi del Festival: la Navicella d’Oro della Società Geografica Italiana e il Premio Kapuściński per il reportage. Tra i premiati 2026 figurano Brunori Sas, Carmine Abate, Antonella Anedda, la piattaforma Lucy e la rivista Gente di Fotografia. Per il Premio Kapuściński vengono riconosciuti Monica Maggioni e la redazione di In mezz’ora e Newsroom, Cecilia Sala, Lorenzo Tondo, Alessio Mamo e Fada Collective.

Il programma affronta anche temi cruciali dell’attualità globale: crisi climatica, guerre contemporanee, trasformazioni geopolitiche, colonialismo e memorie rimosse. Tra gli appuntamenti più significativi spiccano l’incontro “Il mondo al tempo della crisi climatica”, la lezione di geopolitica di Alberto Negri, la passeggiata decoloniale guidata da Kwanza Musi Dos Santos e la presentazione del graphic novel “Figli della foresta”, dedicato alle vite africane segnate dal colonialismo italiano.

Non mancano momenti dedicati alla memoria letteraria e ai grandi immaginari del viaggio, con incontri su Leopardi, Calvino, Piovene, Camilleri, Pennacchi e un approfondimento finale su Hugo Pratt e Corto Maltese. Accanto agli incontri, il Festival propone laboratori gratuiti sul racconto di viaggio, sulla fotografia in contesti umanitari e un laboratorio creativo per bambini a cura dell’Unicef. Completano il programma tre passeggiate urbane, tra cui il percorso decoloniale e due itinerari dedicati alla storia e al recupero delle pendici di Villa Mattei.

Il Festival si inserisce inoltre nel progetto “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno” e conferma la sua vocazione inclusiva: tutti gli eventi sono gratuiti fino a esaurimento posti, con prenotazione consigliata. Come sottolinea Claudio Cerreti, Presidente della Società Geografica Italiana, «conoscere, comprendere e condividere tracciano la strada che abbiamo a disposizione, grazie anche alla consapevolezza geografica, all’esperienza diretta, alle narrazioni letterarie e artistiche».

Per maggiori informazioni sul programma vi invito a consultare il sito del Festival della Letteratura di Viaggio

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