A Bhaktapur per il Gai Jantra

Come ho scritto nel precedente post, il mio soggiorno a Bhaktapur ha coinciso con la festa di Gai Jantra, detta anche Festa della Vacca.

Che cos’è la festa del Gai Jantra

Quella del Gai Jatra  è una festa nepalese celebrata dalla comunità newarere nella valle di Kathmandu durante il mese di Bhadra, il sesto del calendario indù e che cade nel periodo tra agosto e settembre. .

La festa del Gai Jatra  dura una settimana, anche se i giorni più importanti sono il primo e il secondo quando rispettivamente si svolge La processione in onore dei defunti e il tradizionale giro dei monasteri.

La processione di Bhaktapur

La festa si svolge in particolare nelle città di Kathmandu, Patan e Bhaktapur, ma sono i festeggiamenti in quest’ultima città che si svolge la festa considerata la più divertente e coinvolgente con una lunga sfilata di carri e persone. per le strade della città, accompagnate dai Taha-Macha , ovvero carri o baldacchini in bambù addobbati, sui quali sono esposte le foto dei defunti. Tutto ciò da origine ad una processione lungo le strade della città. 

E che c’entra la vacca?

Il Gai Jantra è il giorno nel quale si ricorda le persone decedute durante l’anno e allora perché si chiama “Festa della Vacca”? Presto detto. Per i newar è la vacca, animale sacro agli indu, che accompagna i defunti al cospetto del signore degli inferi, Yama. Quindi nessuno stupore vedere che in queste giornate di festa anche le vacche prendere parte a questo corteo.

Si vede così una lunga sfilata di carri accompagnati da una moltitudine di persone, dove non mancano i bambini, spesso vestiti con abiti preziosi a rappresentare Shiva e la Kumari che cammina sotto un ombrello colorato, assistita dalle sue ancelle.

Altri partecipano a questa festa accompagnando i baldacchini con la Ghintang Ghisi, tipica danza dei bastoni, alla quale partecipano anche ragazzi e ragazze.

l ballo si svolge in una lunga coda con due persone di fila che si picchiano, simbolicamente, a vicenda. 

Il significato di questa festa è quello di augurare defunti un sicuro cammino nell’aldilà, un modo combattere la tristezza e il dolore con la gioia e il riso.

Completano i festeggiamenti anche diversi spettacoli culturali che attraggono in città anche molte persone provenienti da paesi vicini. 

Origini del Gai Jantra

gai jantra

La festa del Gai Jantra è nata a Kathmandu ed è legata alla tragica morte del principe Chakrabartendra, morto calpestato da un elefante.

La regina soffriva terribilmente per la perdita del suo secondogenito, che era anche il suo figlio preferito. Un lutto difficile da superare, la regina aveva anche perso ogni interesse per la vita. Fu così che il re Pratap Malla (1641-1674), per dimostrarle che nel Paese non era l’unica a soffrire, decise di indire una giornata dedicata ai defunti dell’ultimo anno. Non solo, il re promise una ricompensa a chi fosse riuscito a far sorridere la regina.

Il sovrano diede disposizione affinché tutti indossassero costumi folli e appariscenti e portassero con loro in corteo una mucca addobbata con colori vivaci. Chi non possedeva una mucca pensò bene di travestirsi da mucca. E non è tutto. Per quel giorno il re diede anche via libera alla satira politica. Fu così che tra il conforto per un dolore condiviso e l’allegria della parata la regina tornò a sorridere e superò la depressione.

La festa fu un vero successo, tanto da diventare un programma annuale per presentare alla regina, ma con il passare del tempo – e con la morte dei sovrani- la festa non solo non si è fermata, ma ha continuato ad essere celebrata di generazione in generazione

Fu così che da allora la festa si celebra in tutte le città della valle di Kathmandu, ma è a Bhaktapur che raggiunge il massimo dello splendore e della vivacità.

Gai Jantra è anche la festa degli scherzi

Come vi dicevo poco fa Gai Jantra è anche la festa degli scherzi e dei travestimenti. Durante l’intera giornata lungo le vie della città si incontravano suonatori, danzatori, e bambini, tra una folla di persone semplicemente ferme a guardare sedute fuori la porta di casa o affacciate alla finestra. Insomma, una gran confusione sicuramente da non perdere.

La festa continua tutto il giorno. Se la mattina è il momento della processione, la sera i nepalesi si travestono, indossano maschere e danno il via libera al gioco, al canto e al divertimento. Un modo anche per esorcizzare la morte, ma che per molti aspetti può essere paragonato al nostro carnevale

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