I sapori della Tuscia

Ci sono tanti motivi per scegliere di fare una gita fuori porta e scoprire borghi e piccole città raggiungibili in giornata, tra questi gli eventi culturali, prime fra le sagre, da quelle più importanti e famose a quelle meno conosciute, ma non per questo di minore interesse.

Le sagre spesso rappresentano il punto di partenza, il pretesto per scoprire tanti borghi e piccoli centri. Ben venga allora il libro “I sapori della Tuscia – Viaggio enogastronomico attraverso le sagre e le feste di paese” di Antonio Castello (Ceccarelli editore) di recente pubblicazione.

La sua presentazione al pubblico si è tenuta nei giorni scorsi a Viterbo nel corso di “Assaggi”, il salone dell’enogastronomia laziale. Decisamente non poteva essere scelto luogo migliore visto che, come si intuisce anche dal titolo, il territorio preso in esame dall’autore è proprio quello del Viterbese e lo fa in modo esaustivo, includendo tutti i 60 paesi della provincia.

Il risultato è un utile vademecum per chi ama andare per sagre e ne apprezza non solo l’aspetto enogastronomico, ma anche quelli che sono gli interessi socio-culturali, folcloristici e spettacolari.

Il libro nasce da un semplice interrogativo: “Ha ancora un senso andare per Sagre?”. La risposta è “assolutamente sì”. A patto però che queste vengano programmate per promuovere un prodotto direttamente correlato alla cultura e alle tradizioni del territorio. Ecco anche perché il libro di Antonio Castello non si limita a elencare e Illustrare le sagre, ma per ogni centro abitato si sofferma a dare utili indicazioni storiche e turistiche, senza tralasciare i rispettivi prodotti tipici e le principali ricette locali.

A questo proposito, concedetemi una citazione personale: nei mei scorsi, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio di Rieti e Viterbo ho partecipato ad una serie di cooking class, due delle quali dedicate proprio a prodotti della Tuscia: le ‘mbriachelle e la Zuppa di Ceci di Valentano e Castagne dei Monti Cimini, che da sola mette insieme due eccellenze: ceci e castagne.

Ma torniamo al libro “I sapori della Tuscia, quello scelto da Antonio Castello è un territorio ristretto, la provincia di Viterbo, e proprio per questo motivo ha potuto scendere più in profondità e soffermarsi sulle eccellenze del settore primario di una zona che è una delle poche che può ancora vantare una vocazione prevalentemente agricola. Pensiamo ad esempio all’olio, al vino, ai formaggi, alle carni e ai prodotti da forno, protagonisti non solo nelle sagre di paese. ma quotidianamente presenti sulle tavole degli abitanti. Ecco allora che parlare di una sagra è anche una scusa per far conoscere quelle che sono definite “le punte di diamante della produzione agricola del territorio”.

I sapori della Tuscia – che ha anche il pregio di venire incontro alle esigenze di un turismo enogastronomico che da qualche tempo sta vivendo un trend in continua crescita – ha il patrocinio della Camera di Commercio Rieti-Viterbo, dell’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), di Fiavet Lazio (Confcommercio) e di Assoviaggi (Confesercenti).

Antonio Castello non è nuovo a pubblicazioni di questo genere, in precedenza ha già pubblicato “Sapori e piaceri d’Italia” – Editrice Sallustiana e “Guida alle Sagre Enogastronomiche del Lazio” edito dall’ARSIAL e dalla Regione Lazio

Il volume I sapori della Tuscia è composto da 228 pagine e può essere acquistato on line sul sito www.antiquaresedizioni.it al costo di 16 euro

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