Il Ranch Montagna Cavalli di Capranica Prenestina

Alcuni giorni fa ho fatto un tour con la Dmo Terre di Otium, che si occupa della promozione turistica di Tivoli e dei Monti Prenestini, della Sabina Romana, della Valle del Giovenzano e della Valle dell’Aniene, un tour che mi ha portato, tra le varie tappe, anche sotto Monte Guadagnolo, nel comune di Capranica Prenestina, in visita al Ranch Montagna Cavalli, della Soc. Agricola Agrominia.

Il ranch Montagna Cavalli di Capranica Prenestina

Io vado spesso ad arrampicare a Guadagnolo, la strada che collega Capranica Prenestina alla sua frazione di Guadagnolo (che con i suoi  1.218 metri è anche il centro abitato più alto della provincia di Roma) attraversa un territorio un po’ selvaggio, contrassegnato da pietre calcare a vista e prati dove pascolano bovini allo stato brado.

Mucche allo stato brado a Capranica Prenestina

A proposito, salendo fate attenzione, perché è facile incontrare questi animali che attraversano la strada. Al km 3 della provinciale, nell’estate del 2021, è nata una nuova realtà: il Ranch Montagna Cavalli, che ha anche il merito di aver riqualifica un’area dove sorgeva un ex campo di calcio.

Turismo equestre

Al Montagna Cavalli Ranch si allevano cavalli e bovini e, anche se non è molto pubblicizzato, è possibile fare una sosta per una grigliata o per una passeggiata a cavallo. Io come sapete non mangio carne, quindi il mio interesse principale è andato per i cavalli. Intanto si tratta di animali bellissimi, cavalli di razza italiana Haflingher, dalla inconfondibile criniera dorata, detti i biondi della Mentorella.

Al ranch Montagna Cavalli solo Haflingher

Al ranch gli animali sono molto curati e il loro benessere viene tenuto in grande considerazione. Ogni cavallo ha un proprio box dove trascorrono la notte, mentre di giorno sono nei recinti all’aperto, anche se uno di questi, Silvestrino, è stato soprannominato Houdini per la sua capacità di sciogliere il nodo della corda che chiude il box e andarsene in giro tutta la notte.

un esemplare di Haflingher

Al ranch hanno 7 cavalli che vengono utilizzati per turismo equestre, che poi è anche il modo migliore per conoscere il territorio. Una passeggiata a cavallo offre ritmi più lenti che consento di apprezzare meglio il vasto panorama che spazia sia verso Roma che verso Colleferro, senza contare poi che in alcune giornate si arriva a vedere anche il mare di Anzio, una vista che, soprattutto al tramonto, incanta.

I cavalli Haflingher del ranch Montagna cavalli di Capranica Prenestina

Importante sapere che qui si pratica la monta western. Quindi i cavalli riconoscono alcuni comandi e non altri, quindi è sempre importante sapere come comunicare con il cavallo.

Non offendetevi se prima di iniziare la vostra esperienza equestre i responsabili del ranch Montagna Cavalli vorranno prima mettere alla prova le vostra capacità, non si tratta di sfiducia, ma di sicurezza, così come la scelta di fare solo uscite a piccoli gruppi, in genere 4 cavalli per volta più la guida. Le passeggiate non sono standard, si possono fare passeggiate di un’ora, ma anche più lunghe, cambiano anche i percorsi che vanno da quelli più facili a quelli più impegnativi, quindi adattabili a seconda della abilità di cavalieri e amazzoni.

I costi per una passeggiata a cavallo sono davvero per tutte le tasche, si parte infatti da 30 euro per un’ora di escursione. Non si fanno solo passeggiate, ma anche attività di avvicinamento al cavallo. E per chi non va a cavallo c’è anche la possibilità di partecipare a escursioni a piedi cono una guida trekking, ma in questo caso è necessario programmare in anticipo.

gatto

Grigliate all’aria aperta

Come dicevo prima in questa azienda si allevano anche bovini, in particolare pezzate rosse, grigie alpine, maremmane e marchigiane, la mandria è attualmente composta da una quarantina di capi.

I bovini in estate durante il giorno pascolano liberi all’aperto e la sera vengono portate nei recinti. Vista la materia prima disponibile al ranch si organizzano degli eventi a base di grigliate miste, ma in ogni caso è possibile fermarsi a pranzo e mangiare all’aperto con un menu a base di carne e verdure grigliate.

ranch montagna cavalli panoramica

Solo pranzo perché siamo in montagna, qui la sera le temperature non sono esattamente l’ideale per una cena all’aperto. Tuttalpiù in estate è possibile fare una grigliata verso le 5,30/6, ma non più tardi, più che una cena una merenda abbondante.

Il prezzo della grigliata, ovviamente, varia in base a quello che si sceglie di mangiare. Su una cosa però andate sul sicuro, la carne è di ottima qualità perché si tratta di animali che mangiano solo prodotti genuini e senza l’utilizzo di antibiotici.

Il castagneto monumentale di Capranica Prenestina

L’azienda agricola Agrominia a Capranica Prenestina ha anche un castagneto di 166 ettari, si tratta di un castagneto monumentale con piante che arrivano (e forse superano) i 500 anni.

Le castagne qui hanno rappresentato per diversi secoli una risorsa alimentare molto importante per le popolazioni montane, come ricorda anche Catone nel suo De Agricoltura.

Con la farina di castagna si faceva un po’ di tutto e a Capranica Prenestina la lavorazione dei frutti come mosciarelle è un modo per portare avanti questa tradizione alimentare.

Le mosciarelle di Capranica

A Capranica Prenestina la lavorazione delle castagne come mosciarelle era una tradizione che rischiava di andare perduta, ma per fortuna è stata mantenuta viva dall’azienda agricola Agrominia che ancora oggi è in grado di lavorare una grande quantità di castagne, un impegno che ha portato, tra i vari risultati, anche il riconoscimento delle mosciarelle come presidio slow food da consumare tutto l’anno.

Anche a Capranica Prenestina, come nel resto dell’Italia le castagne nascono e vengono raccolte in autunno, quello che cambia però è il metodo utilizzato per il loro consumo e soprattutto la loro conservazione. Sì, perché qui le castagne vengono essiccate seguendo un lungo procedimento che dura 40 giorni, al termine del quale si ottengono le mosciarelle.

Ma qual è il procedimento per arrivare alla produzione delle mosciarelle?

L’essiccazione dei frutti viene ottenuta in quelle che vengono chiamate “casette”, si tratta due stanzette sovrapposte in pietra. Qui le castagne vengono messe su una grata disposta ad un’altezza di circa due metri, tra pavimento e soffitto e sottoposte ad un procedimento di affumicatura. A trasformare il frutto fresco in mosciarelle è il potere del calore e del fumo che disidratano lentamente le castagne e gli conferiscono anche un aroma di affumicato, che ben si percepisce anche nei prodotti derivati. Si perché una volta terminato questo procedimento le castagne vengono separate dalla buccia, ormai secca e destinate o ad essere imbustate o ad essere trasformate in farina grazie ad un mulino che si trova ad Anagni Perché proprio ad Anagni? Perché le mosciarelle sono molto dure e non tutti i mulini sono in grado di garantirne la trasformazione in farina.

birra e pasta di castagne mosciarelle

Ecco allora che la farina diventa la materia prima per preparare prodotti derivati come la pasta, dolci, biscotti e non ultima una birra, prodotta con la collaborazione di un maestro birraio, chiamata 166 un numero che ricorda le dimensioni del castagneto. I nomi per Agrominia sono molto importanti, ne è un esempio quello dato alla pasta che si chiama Loreta, in ricordo di una signora di Capranica Prenestina che impastava a mano.

paste con farina di mosciarelle

La pasta a base di farina di castagna ha però bisogno, per legare, anche di un po’ di farina di grano, ma questo non offusca il sapore delle castagne affumicate. Perfetta per essere preparata con sughi forti, ma buona anche con una ricetta semplice come il classico aglio, olio e peperoncino.

mosciarelle di capranica prenestina e prodotti derivati

Con le mosciarelle viene prodotta anche una crema spalmabile, che può accompagnare anche piatti di carni. Prodotti derivati, ma non mancano le mosciarelle semplicemente imbustate, pronte per entrare in cucina, previa cottura, nei piatti più vari. Le mosciarelle in questo caso vanno lasciate a bagno tutta la notte per poi essere messe in una pentola con acqua fredda da portare a ebollizione. Si raccomanda di dosare bene l’acqua perché durante la cottura non può essere aggiunta, bisogna farsi bastare quella messa all’inizio fin quando le mosciarelle non diventano tenere.

Visto il prodotto d’eccellenza del suo territorio, alle mosciarelle Capranica Prenestina dedica anche una sagra che si tiene in autunno.

E non finisce qui…

Oggi vi ho parlato solo di quella che stata l’ultima tappa del tour di Terre di Otium, iniziato a Tivoli e proseguito poi a San Gregorio di Sassola – dove abbiamo visitato il Castello, che dopo anni di abbandono è stato restaurato e trasformato in un elegante hotel e ancora sul sentiero dell’Anello dei Giganti dell’Acqua, contrassegnato dalla presenza dei resti degli antichi acquedotti e infine a Poli, dove il Comune è recentemente tornato in possesso di locali magnificamente affrescati, ma per ora lo spazio a disposizione è finito e di queste tappe vi parlerò un’altra volta

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