Islanda, sognando l’aurora boreale

Un viaggio in Islanda è tutto uno spettacolo. Protagonista, regista, scenografa è sempre lei, la Natura!

Qui Madre Natura ha avuto molto da fare, anzi sta ancora lavorando, modellando il territorio con gli strumenti più estremi: il ghiaccio e il fuoco. L’11% del territorio è ricoperto da ghiacciai e i vulcani sono sempre pronti a far sentire la loro presenza, questo non significa necessariamente eruzioni, ma attività geotermica: gayser e soprattutto sorgenti termali nelle quali bagnarsi.
 
In Islanda tutto dà spettacolo, ma il più bello e forse il più suggestivo è quello che si può osservare con il naso all’insù: l’aurora boreale, che poi è una delle mie cento cose da fare prima di morire

 

Io credo che possiamo immaginare questo spettacolo quanto vogliamo, aiutati soprattutto da tante foto e documentari visti e rivisti, ma trovarvisi nel bel mezzo è tutta un’altra cosa.

La realtà, ne sono certa supera ogni immaginazione. Il mio viaggio in Islanda è in programma a fine agosto, un periodo perfetto per poter assistere al fenomeno, tipico delle zone polari, prodotto dalla reazione tra le radiazioni solari e il campo magnetico terrestre. La spiegazione scientifica ci voleva, anche se toglie un po’ di fascino. 
Più bella forse è la leggenda che vuole il cielo colorato in questo modo in seguito alle capriole dei bambini mai nati. Vi ho già detto che questo per me è un viaggio molto atteso, l’aurora boreale è uno dei motivi che lo rendono tale.

In Islanda non mi aspetto solo di vedere l’aurora boreale, cerco anche i miraggi. ù

Già vi sento: “che c’entrano i miraggi, quelli appartengono al deserto!” Qui accadono quando l’aria calda entra a contatto con l’acqua fredda: il risultato è quello di vedere all’orizzonte paesaggi inesistenti fatti di isole, foreste e navi responsabile di ciò la rifrazione. Affascinante vero? Lo è anche il nome di questo fenomeno: Fata Morgana.

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