Rocca Calascio e le location di Ladyhawke

Riconoscete il castello delle foto, è Rocca Calascio, in Abruzzo, per il National Geographic uno dei 15 castelli più belli al mondo, per molti è semplicemente il castello di Ladyhawke, una delle location abruzzesi del film. Un film che ho visto tantissime volte, non so neppure io quante, ma vi posso assicurare che lo so quasi tutto a memoria.

il castello di ladyhawke

Ladyhawke, il film

Oggi faremo un viaggio nelle location di Ladyhawke che si trovano in vari parti d’Italia e in particolare in Abruzzo, dove c’è anche il celebre castello.

Il film è datato anni ’80, ma io non mi stanco mai di vederlo, sarà che mi piace il genere fantasy e che adoro molti dei luoghi raccontati. 

Già perché in questo film le location rappresentano davvero il valore aggiunto per raccontare e rendere più coinvolgente la storia tragica di Etienne Navarre e Isabeau d’Anjou.

Sempre insieme, eternamente divisi

La vicenda, come probabilmente sapete, ruota attorno ai due innamorati trasformati, per via della maledizione di un vescovo, in animali: Isabeau durante il giorno è un falco (per la precisione una poiana) che solo la notte riprende le sue sembianze di donna.
Ladyhawke è il nome che Philippe (il ragazzino, terzo protagonista della storia) dà ad Isabeau dopo aver ascoltato il racconto del monaco Imperius. Per Etienne invece era esattamente il contrario: di giorno era un cavaliere e di notte un lupo. I due si incontrano solo per un attimo al momento della metamorfosi, un breve attimo che non gli dava neppure il tempo di sfiorarsi “sempre insieme, eternamente divisi”.

Sempre insieme eternamente divisi Ladyhawke

Un cast stellare

Ladyhawke  mette insieme un cast d’eccezione, Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick, ma in questo caso anche i luoghi sono grandi protagonisti. Nel racconto della storia molto merito va anche a quel maestro della fotografia che è Vittorio Storaro. Vi voglio dire una cosa, per molti Rutger Hauer è il replicante di Blade Runner, per me  è il capitano Etienne Navarre.

Località suggestive che probabilmente qualcuno di voi avrà sicuramente visitato, forse senza conoscerne la storia cinematografica. Ed allora eccomi qui. Sul mio blog vi parlo spesso del rapporto tra viaggi e cinema e mi stupisco da sola nel rendermi conto di non aver ancora scritto nulla dei luoghi che hanno fatto da set a Ladyhawke.

Dove è stato girato Ladyhawke

Per trovare la giusta location per Ladyhawke il regista Richard Donner ha girato un po’ tutta l’Italia, anzi l’Europa. 

ladyhawke location rocca calascio

Ha viaggiato in macchina per città e campagne, di Paese in Paese, ma a vincere – alla fine – è stata l’Italia e il particolare l’Abruzzo. Non poteva essere altrimenti: le vicende narrate dal film si svolgono ad Aguillon, ma solo nella versione italiana, in quella originale sono ambientate all’Aquila.

Si è parlato a lungo del fatto che la storia di Ladyhawke fosse stata ispirata da una leggenda medievale, forse proprio abruzzese, pare però che questa storia fu messa in giro per aumentare (come se ce ne fosse bisogno) il fascino del film, teoria che fu poi smentita anche se molti ancora la credono autentica. Ma importa? Il cinema è finzione e nulla, o quasi, sembra quello che è. 

 ladyhawke rocca calascio


Lo stesso vale per le location. Ecco  allora che l’Abruzzo che va sul grande schermo – in questo caso – è anche altro, frutto di un abile lavoro montaggio. Una sorta di grande bellissimo puzzle che messo insieme tante località diverse, a volte molto lontane l’una dall’altra. Il risultato è stato quello di creare un luogo che nel suo complesso è reale, ma solo nell’immaginazione dello spettatore. Ma questa è anche la magia del cinema.

Rocca Calascio, il castello di Ladyhawke

Il luogo simbolo del film Ladyhawke è il castello in rovina, che nella realtà è quello di Rocca Calascio, uno dei castelli più alti d’Italia. È qui che si rifugia, in esilio volontario, il monaco Imperius. Un esilio  con il quale vuole scontare la colpa di essere stato lui a tradire i due amanti, di aver raccontato tutto al vescovo e quindi di aver causato, suo malgrado, la maledizione. Qui Philippe giunge alla ricerca di aiuto per il falco rimasto ferito da una freccia, ed è qui che agli spettatori viene svelato il mistero della doppia identità dei due protagonisti e i retroscena della maledizione.

ladyhawke  il castello di  rocca calascio

Ricordo ancora la prima volta che sono arrivata quassù per vedere la vista della valle del Tirino dal castello. Rimasi affascinata da queste rovine e solo dopo ho saputo che era proprio quella rocca era il castello di Ladyhawke, ovvero del mio film preferito. Una delle scene più belle del film si svolge proprio in questo castello, quando Isabeau cade dalla torre nel vuoto e, colpita dal primo raggio di sole dell’alba, si trasforma in falco rivelando al pubblico il suo essere Ladyhawke.

Per il film, a dire il vero, sono stati fatti dei piccoli ritocchi di scena, ma giusto un po’, come l’aggiunta della corona alle torri, ovviamente un espediente scenico, durato  solo per il tempo necessario alle riprese. Il resto è tutto reale. Dall’alto dei suoi 1.460 metri d’altezza, il castello ha svolto per anni la sua funzione di punto d’osservazione militare, una linea di fortificazioni in contatto visivo che arrivava fino dall’Adriatico. 

Quella del castello è una storia lunga secoli, documentata dal 1380, ma quasi sicuramente precedente. Rocca Calascio, passò di mano in mano, dai Baroni di Carapelle, alla  famiglia Piccolomini (alla quale si devono, tra le altre cose, le quattro torri cilindriche) e a quella dei Medici.

una delle torri del castello di ladyhawke

A infliggergli un duro colpo più che il passare del tempo sono stati in terremoti. Uno in particolare: quello del 1703 che portò all’abbandono dell’area.

La prima volta che andai a Rocca Calascio il borgo era ancora abbandonato. Poi ci tornai una seconda volta e fui sorpresa nello scoprire che una famiglia aveva scelto di vivere qui. Una scelta per molti aspetti coraggiosa, ma non furono i soli per molto.

Tornai ancora e ogni volta c’era un ulteriore segno di ripresa. Con il tempo diverse abitazioni sono state recuperate ed altre convertite a strutture ricettive. 

Il castello ha avuto un suo momento di fama nel 1980, cinque anni prima dell’uscita di Ladyhawke, quando fu scelto per essere rappresentato sul francobollo da 50 lire della serie “Castelli d’Italia”.

Una curiosità, il castello è una vera star cinematografica, lo troviamo anche ne Il Nome della Rosa (1985) con Sean Connery, Il viaggio della sposa (1997), con Sergio Rubini e Vittoria Mezzogiorno, L’orizzonte degli eventi (2005), con Valerio Mastandrea, The American (2010) con George Clooney e nella serie Rai Padre Pio (2000) con Sergio Castellitto.

Come arrivare a Rocca Calascio

Da Roma ho preso l’autostrada A24 (Roma-Teramo), da qui sono uscita al casello L’Aquila Est ed ho preso la direzione Sulmona. Una volta superato Poggio Picenze ho preso il bivio per Barisciano, quindi per S. Stefano di Sessanio e infine per Calascio. Dal paese poi non resta che seguire le indicazioni per la Rocca.

Campo Imperatore

Altra location del film Ladyhawke è la vicina piana di Campo Imperatore. Per me il luogo più bello dell’intera catena degli Appennini, qui si svolge la scena dove c’è il cambio di cavallo, prima della lunga galoppata di Marquet verso la residenza del vescovo, per informarlo del ritorno di Etienne Navarre (Rutger Hauer). 

Panorama di Campo Imperatore

Per capire al 100% la bellezza è il fascino di Campo Imperatore bisognerebbe andarci più volte nel corso dell’anno, perché ogni stagione gli regala un aspetto diverso. 

Non stupisce dunque che Campo Imperatore abbia ospitato le riprese di molti film, fin dai tempi degli spaghetti western primi fra tutti Trinità Continuavano a chiamarlo Trinità con Terence Hill e Bud Spencer. L’elenco completo però è molto più lungo, complessivamente sono una quarantina di titoli ai quasi si aggiungono anche spot pubblicitari e video musicali.

Rutger Hauer ladyhawke campo imperatore

Di tutte le volte in cui ci sono andata ce n’è una che mi è rimasta maggiormente impressa. Era inverno e c’era la neve, tanta neve, al punto che la strada che avevamo preso era chiusa. Noi non ci siamo scoraggiati, abbiamo parcheggiato, indossato gli sci da fondo e raggiunto comunque Campo Imperatore, certo ci abbiamo messo molto di più sacrificando il tempo che avremmo voluto dedicare all’altopiano innevato, ma è stata un’esperienza indimenticabile e poi noi eravamo lì per sciare! Quella volta però non andammo a Rocca Calascio

Come arrivare a Campo Imperatore

Il modo più veloce (da Roma) per raggiungere Campo Imperatore è con l’Autostrada A 24, uscita Assergi. Da qui si prosegue seguendo la strada statale 17Bis

Castel del Monte

La città di Aguillon è in realtà il paese di Castel del Monte, sempre in provincia dell’Aquila, un piccolo borgo ad appena 5 Km da Rocca Calascio. Location non solo di Ladyhawke, ma anche dei film Il Nome della Rosa  e soprattutto The American, in gran parte girato proprio qui

Come arrivare a Castel del Monte

Dall’autostrada A24 uscire a Aquila Est e proseguire con la a SS 17 verso Pescara, poi all’altezza di Castelnuovo si prende la diramazione per Castelvecchio Calvisio e si imbocca la SP8 fino a Castel del Monte.

Ladyhawke non è solo Abruzzo

Mi sono soffermata sull’Abruzzo perché sono tutti posti che conosco bene, ma a fare da location per Ladyhawke sono anche le province di Parma, Piacenza, Cremona, Massa Carrara, di Belluno e altre località nel Lazio.  C’è poi da dire che anche se quello di Rocca Calascio per tutti è ormai il castello di Ladyhawke nel film sono presenti anche altri castelli.

Castello sforzesco di Soncino (PR)

Il film si apre con la fuga di Philippe, il Topo, dalle carceri di Aguillon, la città del perfido vescovo. Si tratta nella realtà del Castello sforzesco di Soncino, situato su una collina a pochi chilometri da Parma. Risalente al X secolo, poi rafforzata da Francesco Sforza.

Oggi è considerato un capolavoro dell’architettura italiana, che unisce unisce elementi del medioevo e Rinascimentali. Dal punto di vista storico la ricordiamo come fortificazione a difesa del Granducato di Milano, vista la sua posizione vicina a quello che era il confine con lo Stato Pontificio.

Ancora due castelli Torrechiara e Castell’Arquato

Castello torrechiara Rutger Hauer ladyhawke

Per ritrovare gli interni del castello di Aguillon bisogna però andare al Castello di Torrechiara (PR) dove si trova in realtà il cortile del vescovo e nella canonica della collegiata di Santa Maria, a Castell’Arquato (PC), dove per l’occasione è stato sistemato anche uno stemma vescovile di scena, un accorgimento scenico così come la fontana del cortile, frutto dell’abilità degli scenografi

Ed è sempre a Castell’Arquato che sono girate le scene dell’impiccagione dei condannati a morte e la processione verso la chiesa guidata dal vescovo. La particolarità di Castell’Arquato sta proprio nell’aver conservato, quasi inalterate, le caratteristiche di borgo medioevale.

In Cadore a passo Giau

La scena del ferimento del falco è girata in provincia di Belluno, a passo Giau, mentre il laghetto dove Etienne Navarre si ferma a catturare pesci con la balestra è in provincia a d Belluno, nel comune di Auronzo di Cadore (BL) vicino al lago di Misurina e alle Tre Cime di Lavaredo, un luogo che mi ricorda una vacanza di tanti anni fa con i miei nonni.

 Da Monterano a Cinecittà

Nel Lazio, è stata girata la scena in cui Etienne Navarre salva Philippe Gaston dalle guardie del vescovo, si intravede infatti l’acquedotto di  Monterano, la città morta vicino Roma. Anche questa location usata anche prima del film Ladyhawke, come ad esempio i celebri film Il Marchese del Grillo e Brancaleone alle crociate. 

acquedotto

Ah, c’è anche la scena finale per la quale sono stati ricostruiti a Cinecittà gli interni di San Pietro a Tuscania (VT), chiesa usata anche da Zeffirelli per il suo “Romeo e Giulietta”. Ho dimenticato qualcosa? Se avete altre location di Ladyhawke che non ho nominato potete aggiungerle nei commenti. 

Gli animali del film Ladyhawke

Intanto il falco, che come vi ho detto poco fa è una poiana. Per le riprese ne sono stati utilizzati due. Una per le scene in volo e una per quelle dove è appollaiata sul braccio di Navarre. In realtà ci sarebbe stato un terzo falco, ma non fu utilizzato per le riprese.

Dopo il falco il lupo. Anche qui il plurale è d’obbligo. Non serve essere esperti zoologi per capire che non si tratta di lupi abruzzesi, ma di lupi siberiani. La produzione li ha fatte arrivare dalla California. Non uno, ma quattro.

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