Arroccata su una rupe isolata nel cuore del deserto della Giudea, Masada fu costruita da Erode il Grande nel I secolo a.C. come fortezza e rifugio. Viene ricordata per uno degli episodi più drammatici della storia ebraica: nel 73 d.C., durante la rivolta contro Roma, gli Zeloti si rifugiarono qui e resistettero all’assedio delle legioni romane.

Quando la resa divenne inevitabile, scelsero la libertà piuttosto la schiavitù, compiendo il gesto più estremo, ovvero il suicidio collettivo, consegnando Masada alla memoria collettiva come simbolo di dignità e coraggio.
Dopo la conquista Masada rimase sotto il controllo romana per secoli, attraversando anche l’epoca bizantina.
In quel periodo la rupe non fu del tutto abbandonata: vi si insediarono comunità di monaci cristiani che eressero una basilica e trasformarono la fortezza in un luogo di vita religiosa.

Con l’arrivo degli Arabi, invece, il sito cadde progressivamente nell’oblio, fino a scomparire dalla memoria collettiva e a perdere persino la sua precisa collocazione geografica.
Masada venne riportata alla luce dagli archeologi circa un secolo e mezzo fa. Grazie a degli importanti scavi archeologici effettuati negli anni ’60 del secolo scorso è stato possibile riportare alla luce i resti dell’antica fortezza di Masada, rivelando un patrimonio di grande valore storico e culturale.
Ancora oggi sono ben visibili le tracce lasciate dai campi militari romani, testimonianza dell’assedio che segnò la fine della resistenza ebraica.
Camminando tra i resti dei palazzi di Erode, delle cisterne e delle fortificazioni, mosaici di sorprendente qualità, ambienti termali. Tutto concorre a raccontano la vita quotidiana di epoca erodiana e persino le imponenti pietre scagliate dalle catapulte romane, rimaste come silenziosi reperti di quella drammatica battaglia.
Per la sua particolarità e unicità, Masada è uno dei siti turistici più popolari e imperdibili di Israele e dal 2001 e Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO
Alba a Masada
Una delle esperienze più belle da fare a Masada, in Israele, sia per i turisti che per gli abitanti del luogo, è quella di osservare il sole che sorge sul Mar Morto, e che pian piano va ad illuminare il deserto circostante.

Arrivare a Masada alle 05:30, quando i sentieri aprono e il deserto è ancora sospeso nel silenzio, significa scegliere l’avventura nella sua forma più pura. La salita dura circa quaranta minuti, non sono molti, ma è necessario avere fiato e costanza.
Salire all’alba è un privilegio: mentre procedete lungo il sentiero, la luce comincia a insinuarsi tra le pieghe del deserto della Giudea.

Quando il sole comincia a sorgere dietro le montagne di Moab, la luce si riflette sul Mar Morto e sulle distese desertiche, tingendo tutto di sfumature dorate e rosate. È un istante che lascia senza parole, un rito che accomuna turisti e abitanti del luogo, e che trasforma la visita in un’esperienza spirituale oltre che culturale.
Anche se la mattina preferite dormire (come ho fatto io) e scegliere un altro orario per salire a Masada, la visita di questo sito non vi deluderà di certo. Masada è uno di quei luoghi che sembrano sospesi tra mito e realtà, un sito che racchiude in sé la forza del deserto e il peso della storia.
Il Sentiero del Serpente
Già il percorso per raggiungerla è un’esperienza: si può scegliere di salire lungo il Sentiero del Serpente, un cammino che si snoda tra le rocce e che, soprattutto nelle prime ore del mattino, regala un’atmosfera quasi mistica, oppure optare per la funivia che in pochi minuti porta in cima, offrendo una vista panoramica sul deserto e sul Mar Morto.

Il nome deriva dalla presenza di numerosi tornanti che serpeggiano lungo la rupe, e che anticamente rappresentava un ostacolo quasi insormontabile
Oggi, il Sentiero del Serpente – in ebraico Shvil HaNachash – continua a essere il percorso principale per raggiungere la sommità della rocca. Secondo il racconto di Giuseppe Flavio, lo storico che narrò le vicende della rivolta giudaica chi lo percorreva doveva la percorre deve tenere ben saldi entrambi i piedi per evitare di cadere e perdere la vita; infatti sui due lati si aprono burroni così spaventosi da indurre a tremare anche l’uomo più coraggioso. Ancora oggi è un cammino impegnativo ma al tempo stesso molto suggestivo, che consente di rivivere l’esperienza dei secoli passati e di immergersi nella storia del luogo.

Chi non se la sente di fare il Sentiero del Serpente può sempre optare, come ho fatto io, per la funivia che collega la base del deserto alla cima della storica fortezza in Israele, superando un dislivello di circa 290-330 metri
Visitare Masada
Sicuramente la scelta migliore è quella di fermarsi a dormire a Masada, soprattutto se avete intenzione di salire all’alba, ma esiste anche la possibilità di fare un’escursione di intera giornata da Tel Aviv che include una visita a Masada e una tappa al Mar Morto oppure con partenza da Gerusalemme



