Helmut Newton Legacy, in mostra a Roma

Apre oggi al pubblico – al museo dell’Ara Pacis – la mostra Helmut Newton Legacy, che con 250 scatti offre un’ampia panoramica di quella che è stata la carriera di uno dei fotografi, al tempo stesso, più discussi e amati del secolo scorso.

Ara Pacis mostra Helmut Newton Legacy

Avendo già visitato già una mostra dedicata a Helmut Newton a Nizza non potevo certo perdere l’occasione di vedere questa, allestita proprio nella mia città (a cominciare dall’interessantissima conferenza stampa di presentazione).

Conferenza stampa Helmut Newton Legacy

Una mostra itinerante

La mostra è stata esposta per la prima volta a Berlino, città natale di Newton, poi in Belgio, in Austria e quindi in Italia. Un’occasione per scoprire i lavori di questo artista (anche se lui non amava essere definito tale) che ci ha lasciato immagini che hanno fatto la storia della fotografia. Newton attraverso il suo occhio ha rivoluzionato il mondo della fotografia di moda.

percorso espositivo


La mostra romana sarà visitabile fino al 10 marzo 2024 ed offrirà al visitatore l’opportunità di ammirare, seguendo un racconto cronologico, l’evoluzione della sua carriera artistica.

Newton attraverso i suoi scatti – spiega Matthias Harderè direttore della Fondazione Helmut Newton e curatore della mostra – è riuscito sempre a cogliere lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, a volte persino anticipandolo con le sue innovazioni. È forse proprio per questo che è stato ripetutamente ingaggiato, fino all’ultimo, dalle riviste più disparate per realizzare le sue versioni e visioni della moda contemporanea e per fotografare grandi personaggi dell’élite culturale internazionale.

Helmut Newton

Newton, il cui vero nome era Neustädter, si avvicina alla fotografia prestissimo. A 12 scatta la sua prima immagine e tra il 1936 e il 1938 lavora come apprendista della mitica Yva, fotografa che spaziava soprattutto in tre campi: moda, ritratto e nudo.

una sezione della mostra Helmut Newton Legacy

Un insegnamento che ha lasciato il segno, visto che gli stessi temi hanno caratterizzato anche la lunga carriera di Newton. Lui però ha saputo reinterpretarli con il suo stile e il risultato è un lavoro unico, inimitabile e senza confronti. Uno stile che si riconosce subito: immagini che non possono che essere dei suoi scatti.

Fotografie che hanno saputo sorprendere il pubblico dei suoi contemporanei e che continuano a farlo ancora oggi, dopo circa un ventennio dalla sua morte.

Newton – spiega Dennis Curti, il curatore italiano della mostra – è stato soprattutto un genio
capace di reinventare il linguaggio fotografico, osando qualcosa che nessuno aveva fatto prima nel mondo della fotografia commerciale
.

Anteprima stampa

Bisogna essere sempre all’altezza della propria cattiva reputazione

Simonetta Clucher

Nel 1938 lui, che era di famiglia ebrea, fu costretto a lasciare Berlino, dopo un rapido passaggio a Trieste si imbarca per Singapore, per poi si stabilirsi in Australia. È qui che inizia veramente la sua carriera. Negli anni Sessanta lo troviamo in Francia poi in seguito arriva negli Stati Uniti per poi stabilirsi tra Los Angeles e Montecarlo, dove stabilisce la sua residenza.

sezione anni 80 Helmut Newton Legacy

Il percorso espositivo

La mostra è organizzata in sei sezioni, attraverso capitoli cronologici che raccontano la sua evoluzione fotografica, dagli esordi degli anni 40-50 fino agli ultimi anni della sua produzione.

  • Gli inizi
  • Anni Sessanta
  • Anni Settanta
  • Anni Ottanta
  • Anni Novanta
  • Ultimi anni

Helmut Newton è stato un grande, un innovatore. Il fotografo più pubblicato di tutto il mondo, arrivato alla moda quando già c’erano alcuni importanti fotografi, già loro avevano iniziato a cambiare questo genere di fotografia. Con loro Newton si è dovuto in parte dovuto confrontare e in parte farsi largo, per cercare nuovi spazi innovativi. Ecco allora che nei suoi lavori introduce lo storytelling, non più fotografie singole, ma immagini che raccontano qualcosa, raccontano una storia.

Storytelling

In mostra anche anche una serie di 80 fotografie esposte qui per la prima volta, comprese alcune scattate proprio nella Città Eterna per un servizio di moda. Newton amava molto l’Italia e – quando viveva a Montecarlo – non perdeva occasione per prendere un treno, attraversare il confine e venire in Italia, sia per lavoro che per piacere. Molti infatti sono i lavori che ha realizzato nel nostro Paese, compresa l’immagine scelta a simbolo della mostra, scattata sul lago di Como.

Locandina Mostra Helmut Newton Legacy

I ritratti

Tra una sezione e l’altra, sarà possibile scorgere l’intensa attività ritrattistica di Newton che ha immortalato volti celebri come Gianni Versace, Andy Warhol, Charlotte Rampling, Romy Schneider, Catherine Deneuve, Mick Jagger, Nastassja Kinski, David Bowie, Elizabeth Taylor, Arthur Miller, solo per citarne alcuni.

Il mio lavoro come fotografo ritrattista è quello di sedurre, divertire e intrattenere

I nudi

Tra i temi che Newton prediligeva c’erano i nudi, ma all’epoca si trovava di pronte al problema, non di poco conto, che quelle foto non potevano venire pubblicate. Alla fine però ha avuto ragione lui e fu così che la prima foto di un nudo pubblicata sia un suo scatto. Era il 1976. Newton aveva ricevuto l’incarico di pubblicizzare un impermeabile Burberry trasparente, fu così che ebbe l’idea di fotografare una donna nuda che indossava solo quell’impermeabile.

Big nudes

E a proposito di nudi non si può non citare i celebri Big Nudes, con i quali Newton inaugura una nuova dimensione della fotografia umana, quella della gigantografia.

nuda e vestita

Singolare poi la sua scelta di fare foto doppie, con la modella ritratta vestita per un servizio di moda e poi, nella stessa posa, nuda. Immagini che sembrano evocare la Maja vestida e la Maja desnuda di Goya. Ma questo è solo un esempio dei tanti richiami alla storia dell’arte che si trovano nelle sue immagini, così come quelli al cinema e a grandi registi da Fellini a Truffaut, passando per Hitchcock.

Una questione di colori

colori Helmut Newton Legacy

Una cosa che molti non sanno è il fatto che Helmut Newton fosse daltonico, un particolare che ha avuto una sua rilevanza anche nel lavoro del fotografo che, anche per questo, prediligeva il bianco e nero e quando usava il colore spesso spesso usava fare accostamenti un po’ bizzarri e questo lo notiamo anche nella mostra.

Una mostra accessibile

Anche per questa mostra, come le precedenti, è stata fatta una scelta di inclusività per offrire al pubblico, a tutto il pubblico, la possibilità di fruire del percorso espositivo.

braille

Grazie alla collaborazione con Rai Pubblica Utilità e Rai , con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e Cooperativa Segni d’Integrazione – Lazio e con Radici Società Cooperativa Sociale sono stati predisposti una serie di supporti come audiodescrizioni, video LIS e disegni tattili – sia disponibili in mostra che scaricabili online – che vanno ad accompagnare il percorso.

Nello specifico: 7 audiodescrizioni di sezione + 12 audiodescrizioni di opere; 6 disegni tattili; mappa tattile a rilievo del percorso mostra con indicazione dei punti di ascolto: 7 video LIS di sezione + 12 video LIS di descrizione opere, fruibili gratuitamente attraverso tablet da richiedere in biglietteria

Inoltre, per tutto il periodo di apertura della mostra, sono disponibili visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite.

occhi

Informazioni utili

La mostra Helmut Newton Legacy è visitabile, fino al 10 marzo 2024, tutti i giorni con orario 9.30-19.30. Orario ridotto 24 e 31 dicembre con chiusura alle 14.00

I visitatori possono scegliere se acquistare solo il biglietto per la mostra oppure uno cumulativo che includa anche il Museo dell’Ara Pacis. I possessori della Mic Card o della Roma Pass hanno diritto al biglietto ridotto. Esistono poi tutta una serie di altre agevolazioni che potete consultare sull’apposita pagina del sito del Museo dell’Ara Pacis.

Le foto di questo articolo sono di mizio.gem

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