Mostre a Roma, Monet

C’era una volta una ragazzina che amava dipingere ispirandosi agli impressionisti. Poi a 16 anni il primo viaggio in Francia e il primo incontro con lui: Monet. L’artista che avevo tanto ammirato (già perché ero io quella ragazzina!). Poi ci fu,tanti anni fa, la grande mostra che inaugurò il Vittoriano come sede di esposizioni temporanee ed ora eccolo di nuovo a Roma e nella stessa sede di allora con “Monet – Capolavori del Musée Marmottan Monet, Parigi”


Una mostra che non poteva che essere un grande successo, oltre 200mila visitatori in quattro mesi. Un numero che ha spinto gli organizzatori a prorogare l’apertura fino al 3 giugno per offrire ai più persone la possibilità di entrare nel mondo di un Monet più intimo e segreto, quello di un percorso espositivo che punta a raccontarlo nella sua forma più completa perché ne ripercorre l’intero percorso artistico.
 

Al Vittoriano, ala Brasini, è possibile ammirare una sessantina delle opere che Monet conservava gelosamente nella sua ultima dimora di Giverny. Opere dalle quali non aveva voluto separarsi, lavori che non voleva fossero mostrati perché temeva non fossero capiti. 

Fu poi il figlio Michel che decise di donarli al museo. Singolare come Marmotton fosse sì un collezionista, ma non di arte impressionista eppure questa donazione – circa una centinaia di lavori – portò nel museo opere estremamente rappresentative di quel periodo artistico. 

 

Anzi, grazie a questa donazione entra a far parte delle collezioni del museo anche un quadro come Impression Sol Levant considerato il manifesto dell’Impressionismo

 

Visitare la mostra allestita al Vittoriano è un po’ come entrare in punta di piedi nella casa di Monet e nel suo giardino. Un ingresso emozionante e suggestivo che accoglie il visitatore all’inizio del percorso espositivo, non un giardino reale, ma virtuale e riprodotto grazie a luci e proiezioni. 

 

 

 Tra le opere in mostra non solo capolavori come:

 

  • Ritratto di Michel Monet neonato
  • le Ninfee
  • le Rose
  • Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi
caricature

 


ma anche alcuni dei suoi primissimi lavori, le celebri caricature realizzate alla fine degli anni ’50 dell’800 che gli consentirono di guadagnere i primi soldi con il suo lavoro da artista e ancora i ritratti dei figli e alcune celebri tele dedicate al suo giardino, fino alla modernissima resa dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, senza dimenticare le monumentali ninfee


In mostra non solo quadri, ma anche alcuni oggetti appartenuti al grande maestro del colore: la sua tavolozza, gli occhiali e la pipa. Cimeli preziosi conservati in una teca che stupiscono ed emozionano i visitatori.

 

Dal direttore del Musée Marmottan l’invito a tutti i visitatori di andare a Parigi per vedere l’intera collezione, la più grande a livello mondiale dedicata a Monet. E per entrare nel mondo di Monet il mio consiglio è anche quello di andare in Normandia sulle tracce di Monet per scoprire quei paesaggi e quelle luci che sono stati fonte di ispirazione per il grande maestro del colore.

 

 

 

La mostra romana offre al pubblico anche un’occasione particolare, quella di vedere la riproduzione di un’opera di Monet andata perduta nel 1958 durante un incendio, Un’opera che torna a vivere grazie alla tecnologia e alla collaborazione con Sky Arte, un progetto per rimaterializzare 7 opere andate perdute in circostanze diverse, la prima fu un Caravaggio ed ora Monet. Ogni riproduzione materiale è accompagnata da video che documentano la storia dell’artista, glie eventi che hanno portato alla perdita del capolavoro e la sua ricostruzione. 
Un ciclo di documentari che andrà in onda durante la prossima primavera, Italia, nel Regno Unito e in Germania .

 

Orari:
la mostra è aperta tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,30. Venerdì e sabato orario prolugnato fino alle 22 e la domenica fino alle 20,30
Biglietti (tutti con audioguida inclusa)
Intero 15 euro
Ridotto 13 euro 

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