Mostre da vedere a Milano a settembre

La città di Milano ospita sempre una serie di mostre interessanti, alcune delle quali imperdibili, che spaziano dall’arte contemporanea alla fotografia. Tutte mostre che offrono un’ampia gamma di esperienze artistiche, rendendo questo settembre un mese ricco di cultura e creatività a Milano. Ecco una selezione delle mostre più significativi da non perdere questo mese a Milano

Mostre a Milano

Per chi è in visita alla città segnalo la Milan Pass che offre l’accesso gratuito ai musei più importanti della città e dell’uso illimitato del trasporto pubblico. Disponibile in due tagli: da 48 e 72 ore, può essere acquistata on line qui

Acquario Civico di Milano

Antarctica Melting Beauty. Aurora

La mostra Antarctica Melting Beauty. Aurora è un viaggio immersivo nell’Antartide, tra ghiacci, luci polari e paesaggi estremi.

“Aurora” è il filo narrativo che guida il visitatore: la bellezza fragile del continente bianco e il suo rapido cambiamento climatico

L’Antartide viene raccontata attraverso la sua luce più misteriosa, quella delle aurore australi, fenomeno naturale che diventa metafora della bellezza effimera del continente bianco. La mostra intreccia arte contemporanea, fotografia, video-installazioni e divulgazione scientifica, costruendo un’esperienza immersiva che parla tanto agli occhi quanto alla coscienza. Fino all’8 novembre

Cieli Rosa e Luci d’Acqua

La mostra Cieli Rosa e Luci d’Acqua, visitabile fino al 13 settembre, è di u percorso immersivo che esplora il rapporto tra luce, colore e ambiente acquatico. Il titolo suggerisce un viaggio sensoriale che parte dal cielo, con le sue sfumature rosate e i suoi cambiamenti atmosferici, per arrivare all’acqua, elemento capace di riflettere, deformare e moltiplicare la luce. L’Acquario Civico, con la sua architettura liberty e le vasche che già di per sé creano giochi di luce naturali, diventa il contenitore ideale per un’esperienza che unisce arte e natura.

Il visitatore attraversa ambienti in cui la luce è protagonista: installazioni luminose che evocano atmosfere crepuscolari, proiezioni che trasformano le superfici in paesaggi liquidi, fotografie che catturano cieli urbani e riflessi d’acqua. Il percorso è accompagnato da suoni naturali e da un impianto visivo che invita a osservare il mondo con lentezza, lasciandosi guidare dalle variazioni cromatiche e dai movimenti della luce.

’📍 Acquario Civico di Milano – Viale Gkadio, 2

Armani silos

Giorgio Armani Privé 2005–2025

Fino al 20 dicembre, l’Armani/Silos di Milano ospita “Giorgio Armani Privé 2005–2025”, una mostra che celebra due decenni di creazioni haute couture firmate da Re Giorgio. Curata personalmente dallo stilista, l’esposizione è un viaggio emozionale e sensoriale attraverso 400 capi iconici, bozzetti originali, tessuti preziosi e dettagli artigianali che raccontano l’evoluzione di uno stile senza tempo2.

Un percorso tra luce, silenzio e bellezza La mostra si sviluppa lungo tutti i livelli dell’Armani/Silos, trasformandosi in un’esperienza immersiva grazie a una colonna sonora originale e alla fragranza Bois d’Encens, simbolo della collezione Armani Privé4. Ogni sala è pensata per esaltare la purezza delle linee e la poesia dei materiali, in un racconto che unisce moda, arte e spiritualità.

’📍 Armani/Silos – Via Bergognone 40

​Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi

Il valore della misura. Un viaggio alla scoperta della metrologia

La mostra permanente “Il valore della misura. Un viaggio alla scoperta della metrologia”, presenta una selezione di oltre 70 strumenti di misura storici, alcuni risalenti alla fine dell’Ottocento, accompagnati da documenti d’archivio inediti. Tra gli oggetti esposti vi sono bilance da posteria, stadere di precisione, cassette di pesi utilizzate nell’oreficeria, cristalli da laboratorio, termometri e densimetri storici. La mostra si articola in otto sezioni tematiche che esplorano le diverse attività svolte dagli ispettori metrici, figure essenziali per garantire affidabilità e precisione nelle misurazioni.

L’ingresso è gratuito con visita guidata, previa prenotazione obbligatoria. La mostra è aperta il lunedì, martedì e venerdì, con i seguenti orari: 9:30 – 13:00 e 14:00 – 17:30. Su richiesta, possono essere organizzate visite in altri giorni della settimana, esclusi sabato e domenica. Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare mostrametrologiacciaa@mi.camcom.it o lo 02 85154685.

📍 Salone della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi – in Via Meravigli 11

Castello Sforzesco

Passione Disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring

La mostra Passione Disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring, visitabile fino al 27 settembre è articolate secondo un percorso che attraversa secoli di storia dell’arte, mettendo in dialogo il disegno nelle sue forme più pure, dalle intuizioni rinascimentali di Leonardo fino alla linea vibrante e pop di Keith Haring.

Il disegno è il filo conduttore, inteso non come semplice tecnica, ma come gesto originario dell’arte. La mostra invita a osservare il tratto come pensiero, come intuizione, come forma di indagine sul mondo. Leonardo, con i suoi studi anatomici e meccanici, rappresenta l’idea del disegno come strumento di conoscenza; Haring, con le sue figure dinamiche e immediate, incarna invece il disegno come linguaggio universale, capace di parlare a tutti.

Milano Vetro

Al Castello Sforzesco è protagonista il vetro: Milano Vetro è una delle manifestazioni più longeve e prestigiose dedicate al vetro artistico contemporaneo. La 35ª edizione porta al Castello Sforzesco un percorso che celebra la materia trasparente per eccellenza: fragile e resistente, antica e modernissima, capace di trasformarsi in scultura, luce, colore.

La mostra riunisce maestri vetrai, designer, artisti internazionali e nuove generazioni, offrendo una panoramica ricca sulle tecniche, le innovazioni e le poetiche del vetro.

📍 Castello Sforzesco – Piazza Castello

Chiostri di Sant’Eustorgio

Werner Bischof. Point of View

I Chiostri di Sant’Eustorgio fino al 18 ottobre ospita la mostra Werner Bischof. Point of View che celebra, a 110 anni dalla nascita, uno dei maestri assoluti del fotogiornalismo del Novecento.

L’esposizione riunisce 200 fotografie vintage originali, contact sheets e un documentario che ripercorrono la carriera del fotografo svizzero, membro di Magnum Photos dal 1949 e noto per il suo sguardo profondamente umanistico. Il percorso si articola in quattro sezioni cronologiche: dagli anni della formazione in Svizzera alle immagini dell’Europa del dopoguerra, dai reportage in Asia fino agli ultimi lavori realizzati tra Nord e Sud America.

Sony World Photography Awards 2026

Fino al 4 ottobre 2026, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini ospita ai Chiostri di Sant’Eustorgio la nuova edizione della mostra dedicata ai Sony World Photography Awards, uno degli appuntamenti più attesi della fotografia internazionale.

La rassegna, curata da B. Silbe, presenta una selezione delle immagini vincitrici e finaliste del prestigioso concorso organizzato dalla World Photography Organisation, giunto alla sua XIX edizione.

📍 Chiostri di Sant’Eustorgio – Museo Diocesano Carlo Maria Martini, Corso di Porta Ticinese 95

Fabbrica del Vapore

 Susumu Shingu Il Cosmo

La mostra  Susumu Shingu Il Cosmo, visitabile fino al 14 ottobre, invita a guardare oltre, a spostare lo sguardo dal quotidiano verso ciò che è infinitamente grande e infinitamente lontano.

Il Cosmo è una mostra che unisce arte contemporanea e suggestioni scientifiche. Attraverso le sue sculture in costante trasformazione, Susumu Shingu rende visibili le forze invisibili che attraversano il mondo naturale, invitando a una nuova esperienza dello spazio e dell’energia. Le installazioni luminose richiamano costellazioni e galassie, le proiezioni trasformano le pareti in paesaggi cosmici, le opere concettuali riflettono sul rapporto tra essere umano e infinito. Non è una mostra didascalica: è un’esperienza sensoriale, un viaggio che procede per immagini, intuizioni, atmosfere.

Il visitatore attraversa ambienti che evocano il buio dello spazio, la vibrazione delle stelle, la densità della materia primordiale. La luce è protagonista: a volte puntiforme, a volte diffusa, a volte pulsante. Le opere sembrano respirare, come se il cosmo fosse un organismo vivo, in continua espansione.

La misura dell’uno

La Fabbrica del Vapore è uno dei poli più dinamici dell’arte contemporanea milanese. I suoi ambienti industriali permettono agli artisti di lavorare su scala ampia, creando installazioni che giocano con volumi, prospettive e materiali. La misura dell’uno sfrutta questa architettura per amplificare il tema della presenza e dell’identità. Si tratta di un progetto espositivo che ruota attorno al concetto di unità: l’individuo, la sua forma, la sua presenza nello spazio. Il titolo suggerisce una riflessione sul rapporto tra corpo, ambiente e rappresentazione, attraverso opere che esplorano la dimensione del singolo come elemento fondante della collettività. Fino al 13 settembre

Acrobati, fachiri e Luna Park. Roma 1957–1960

La Fabbrica del Vapore porta alla luce un patrimonio fotografico rimasto nell’ombra per oltre sessant’anni: le immagini inedite di Annabella Rossi (Roma, 1933–1984), antropologa e fotografa che ha raccontato con rigore e sensibilità il mondo delle culture popolari e marginali dell’Italia del dopoguerra restituisce la vitalità di una Roma periferica scomparsa, popolata da circensi, fachiri, artisti di strada e famiglie che vivevano ai margini della città. Il percorso espositivo integra fotografie, testimonianze orali, materiali d’archivio e filmati provenienti dall’Archivio Luce e dal Centro Sperimentale di Cinematografia. La videoinstallazione Contrappunti di Periferia di Francesco De Melis amplifica la dimensione immersiva del progetto.

📍 Fabbrica del Vapore – Via Giulio Cesare Procaccini 4

Museo del Novecento

Il primo Picasso di Milano

La mostra Il primo Picasso di Milano porta al Museo del Novecento un capitolo poco raccontato dell’artista: quello del Picasso moschettiere, figura simbolica che l’artista utilizza negli ultimi anni come alter ego, come maschera teatrale e come strumento di riflessione politica.

Il percorso mette al centro un’opera chiave, definita nel documento come “un moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale”. È un Picasso che non si limita alla sperimentazione formale: è un Picasso che prende posizione, che osserva il mondo e lo restituisce con la forza del gesto pittorico.

Bruno Munari. Vedere l’aria

La mostra Bruno Munari. Vedere l’aria esplora il lavoro dell’artista mettendo in luce la sua capacità di attraversare il linguaggio dell’arte cinetica e programmata per rinnovarlo in direzioni inaspettate, rendendo visibile l’aria – elemento dinamico e sfuggente – attraverso un nucleo di opere che integrano tempo e movimento. La mostra è visitabile fino ad ottobre.

📍 Museo del Novecento – Piazza del Duomo, 8

Museo del Risorgimento

Verso il 1946. Percorsi a Palazzo Moriggia

La mostra Verso il 1946. Percorsi a Palazzo Moriggia, visitabile fino all’8 novembre è una sorta ti viaggio tra «documenti e oggetti dai depositi», un’espressione che suggerisce immediatamente la natura archivistica e storica dell’esposizione.

Il 1946 è un anno cardine della storia italiana: il referendum istituzionale, la nascita della Repubblica, la ricostruzione morale e materiale del Paese dopo la guerra. La mostra si concentra proprio su questo passaggio epocale, raccontandolo attraverso materiali originali, testimonianze, oggetti quotidiani, fotografie e documenti che restituiscono la complessità di un’Italia in trasformazione. Non si tratta di un percorso celebrativo, ma di una narrazione che mette in luce le tensioni, le speranze e le scelte che hanno portato alla nuova identità repubblicana.

Il visitatore attraversa le sale del museo come se sfogliasse un grande album storico: manifesti, lettere, materiali politici, oggetti domestici dell’epoca, fotografie di piazze e volti che hanno vissuto quel momento. La mostra ricostruisce l’atmosfera di un Paese che si risveglia dopo il conflitto e si interroga sul proprio futuro, mostrando come la scelta del 2 giugno 1946 sia stata il risultato di un percorso collettivo, fatto di partecipazione, dibattito e desiderio di cambiamento.

📍 Museo del Risorgimento – Via Borgonuovo 23

Museo di Storia Naturale di Milano

Dentro la Metamorfosi

Il Museo di Storia Naturale ospita Dentro la Metamorfosi, un intero percorso al tema della metamorfosi come principio universale della vita, raccontando come piante, animali e organismi microscopici cambino forma, funzione e identità per adattarsi all’ambiente.

Chernobyl 1986–2026. Disastro, abbandono e rinascita

La mostra Chernobyl 1986–2026. Disastro, abbandono e rinascita, visitabile fino al 20 settembre 2026racconta Chernobyl non solo come luogo del disastro nucleare del 1986, ma come ecosistema complesso, segnato da una ferita profonda e da una sorprendente capacità di rigenerazione. La mostra si apre con le immagini e i materiali che documentano l’esplosione del reattore, le evacuazioni, il silenzio improvviso che avvolse Pripyat e le zone circostanti. È una narrazione che non indulge nel sensazionalismo: preferisce la precisione, la testimonianza, la responsabilità del racconto.

Proseguendo, il visitatore entra nella dimensione dell’abbandono. Le fotografie delle case vuote, delle scuole rimaste intatte nel loro ultimo giorno, dei parchi giochi sospesi nel tempo diventano simboli di una città congelata. Oggetti quotidiani, documenti, materiali d’archivio ricostruiscono la vita interrotta di migliaia di persone. È un silenzio che parla, un vuoto che racconta.

La parte finale del percorso è dedicata alla rinascita. Ed è forse la più sorprendente. La natura, libera dall’intervento umano, ha riconquistato la Zona di Esclusione: foreste che avanzano, animali che ritornano, ecosistemi che si riorganizzano. La mostra mostra come, in assenza dell’uomo, la biodiversità abbia trovato nuove forme di equilibrio.

📍Museo di Storia Naturale di Milano – Corso Venezia 55

Palazzo Citterio

Giovanni Gastel Rewind

Fino al 13 settembre , Palazzo Citterio – nuovo polo espositivo della Grande Brera – ospita Giovanni Gastel. Rewind, una vasta retrospettiva dedicata al fotografo milanese (1955–2021), tra le figure più autorevoli della fotografia contemporanea.

La mostra presenta oltre 250 immagini, di cui 140 inedite, insieme a oggetti personali, strumenti di lavoro, scritti e poesie dell’artista. Il percorso, non cronologico ma tematico e poetico, ripercorre l’intera carriera di Gastel: dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie, fino ai progetti più intimi.

L’esposizione restituisce la complessità di un autore che ha saputo unire artigianalità e innovazione, analogico e digitale, costruendo uno stile elegante, rigoroso e profondamente personale. Un omaggio alla sua visione e al legame con Milano, città che ha contribuito a definire il suo immaginario creativo.

Sasha Stiles, “Lorem Ipsum Variorum

Sasha Stiles porta a Milano un’indagine poetica e digitale sul linguaggio, sulla memoria e sull’intelligenza artificiale. Fino al 25 ottobre 2026, il ledwall di Palazzo Citterio accoglie Lorem Ipsum Variorum, un progetto che trasforma il celebre testo segnaposto della grafica editoriale in un organismo vivo, capace di mutare, generare significati e interrogare il nostro rapporto con la scrittura.

Sasha Stiles – artista del linguaggio e poetessa americana, tra le voci più autorevoli dell’era generativa -ne fa una metafora della sopravvivenza del testo: un corpo che attraversa epoche, perde parti di sé, si ricompone, genera nuove interpretazioni. Sul grande ledwall scorrono manifesti digitali, pagine editoriali, frammenti di codice, tavole tipografiche e archivi immaginari, ricombinati in un flusso che mette in dialogo tradizione filologica e immaginazione algoritmica.

Il termine variorum richiama infatti le edizioni che raccolgono versioni e annotazioni diverse di uno stesso testo: qui diventa un poema multimediale, generato attraverso sistemi di AI che l’artista utilizza come alter ego creativo. Il progetto si inserisce idealmente nel contesto della Biblioteca Nazionale Braidense, luogo simbolo della conservazione della memoria scritta, trasformando il ledwall in una pagina contemporanea dove stratificazioni, errori, citazioni e traduzioni diventano materia viva.

La mostra si colloca nel palinsesto di iniziative che la Pinacoteca di Brera dedica al dibattito culturale sul rapporto tra arte e tecnologia. Come sottolinea la direzione, la scrittura non nasce mai da un gesto solitario: ogni testo è una costellazione di memorie, interpretazioni e frammenti che si accumulano nel tempo. Lorem Ipsum Variorum rende visibile questo processo, mostrando come la creatività umana e quella algoritmica possano dialogare nella costruzione del significato.

📍 Palazzo Citterio –  Via Brera 12

Palazzo Morando

The Gentleman

Fino al 27 settembre a Palazzo Morando in mostra c’è The Gentleman – Stile e gioielli al maschile, Un percorso dedicato all’eleganza maschile attraverso gioielli, accessori e oggetti che raccontano l’evoluzione del gusto, dello stile e dell’identità dell’uomo contemporaneo.

La mostra esplora il rapporto tra mascolinità e ornamento, mostrando come il gioiello maschile sia passato da simbolo di status a forma di espressione personale

📍 Palazzo Morando –  Via Sant’Andrea 6

Palazzo Reale

Anselm Kiefer. Le Alchimiste

Fino al 27 settembre Palazzo Reale di Milano presenta Anselm Kiefer. Le Alchimiste, una delle più imponenti esposizioni mai dedicate in Italia all’artista tedesco, tra le figure più influenti dell’arte contemporanea internazionale. La mostra riunisce un nucleo significativo di opere che attraversano decenni di ricerca, mettendo in luce la poetica visionaria di Kiefer, sospesa tra memoria, mito, storia e trasformazione della materia.

Il percorso espositivo esplora i temi centrali della sua opera – dalla stratificazione del tempo alla rinascita attraverso la distruzione, dal dialogo con la letteratura alla riflessione sulla memoria collettiva – attraverso dipinti, installazioni e lavori di grande formato che testimoniano la sua inconfondibile alchimia visiva.

La mostra offre al pubblico un’occasione unica per immergersi nell’universo simbolico di Kiefer, dove piombo, paglia, cenere e materiali organici diventano strumenti di una narrazione potente e profondamente contemporanea.

The Breach. Il muro rompe il silenzio

Fino al 13 settembre 2026, le stanze dell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale Milano diventano un luogo di attraversamento: passato e presente si incontrano, si sfiorano, si incrinano. È questo il cuore di The Breach. Il muro rompe il silenzio, il nuovo progetto site-specific del pittore Paolo Troilo, maestro del finger painting iperrealista, che dipinge esclusivamente con le dita.

Il “muro” del titolo è metaforico e reale: è la barriera tra ciò che sappiamo e ciò che abbiamo dimenticato, tra la storia ufficiale e le storie che restano nelle pieghe dei luoghi. Troilo lo attraversa con la forza del gesto, con la fisicità della pittura a dita, con un linguaggio che è insieme antico e contemporaneo.

Mario Raciti. Opere 1952–2025

Palazzo Reale Milano fino al 20 settembre 2026 ospita Mario Raciti. Opere 1952–2025, una grande retrospettiva che ripercorre oltre settant’anni di lavoro di uno dei protagonisti più sensibili e appartati dell’arte italiana del secondo Novecento.

La mostra occupa il primo piano di Palazzo Reale e segue Raciti dagli esordi negli anni Cinquanta fino alle opere più recenti, restituendo il suo legame profondo con Milano: una città che non è solo sfondo, ma interlocutrice silenziosa della sua pittura. Il percorso mette in luce la fitta rete di relazioni che Raciti ha intrecciato con il mondo culturale milanese: gallerie, istituzioni, poeti, scrittori, editori. Una trama che ha alimentato una ricerca pittorica sempre più introspettiva, fatta di segni, vibrazioni, presenze che emergono e scompaiono.

Un capitolo importante della mostra è dedicato alle opere acquisite dal Comune di Milano in occasione della personale al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea nel 1988. Una selezione di quel nucleo storico torna ora visibile, come un ponte tra passato e presente, tra la città e l’artista

Dalì e la moda

Palazzo Reale, a partire dal 24 settembre, apre le sue sale a un racconto inedito: Dalí e la moda, una grande mostra che indaga il rapporto – sorprendente, fertile, visionario – tra Salvador Dalí e l’universo fashion. L’esposizione, in programma fino al 31 gennaio 2027, riunisce oltre 200 opere e documenti: dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti che restituiscono la complessità del rapporto di Dalí con la moda. Un mondo che l’artista non osserva soltanto, ma manipola, reinventa, trasforma in materia surrealista.

Scarpe, guanti, giacche, silhouette e dettagli diventano elementi ricorrenti del suo vocabolario visivo: simboli di identità, metamorfosi, seduzione. La mostra racconta anche le collaborazioni con stilisti, fotografi e maison, che hanno contribuito a ridefinire i confini tra arte e moda nel Novecento.

Carla Cerati. Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926–2026

Palazzo Reale dedica una grande antologica a Carla Cerati nel centenario della sua nascita: un omaggio alla fotografa e scrittrice che ha attraversato il Novecento con uno sguardo rigoroso, civile, profondamente attento alle trasformazioni sociali. La mostra Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926–2026 ripercorre la sua opera attraverso fotografie, documenti, libri, materiali d’archivio e video, componendo un ritratto completo di una delle voci più lucide della cultura italiana.

Il percorso espositivo racconta la Milano osservata da Cerati, i celebri scatti del progetto Morire di Classe, i ritratti, il teatro, le indagini sul corpo e sulla memoria. Un viaggio che restituisce la sua capacità di cogliere la realtà con precisione etica e sensibilità narrativa, sempre in equilibrio tra denuncia e poesia visiva

📍 Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12

Pinacoteca di Brera

Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione

La Pinacoteca di Brera dedica fino al 13 settembre 2026, una grande retrospettiva a Giovanni Agostino da Lodi, uno dei pittori più enigmatici e affascinanti del passaggio tra Quattrocento e Cinquecento. “Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione”

Si tratta della prima mostra monografica mai realizzata sull’artista, e ricostruisce la sua carriera attraverso 46 opere provenienti da Brera e dai più importanti musei internazionali.

Oman and Italy: Two Millennia of Cross-Civilisational Dialogue

La Pinacoteca di Brera apre le sue sale a un viaggio attraverso duemila anni di scambi, rotte commerciali e dialoghi culturali tra il Sultanato dell’Oman e l’Italia. Oman and Italy. Two Millennia of Cross-Civilisational Dialogue è una mostra che porta per la prima volta nel museo milanese una selezione di reperti archeologici, manufatti preziosi e testimonianze storiche provenienti da importanti siti omaniti, ricostruendo la trama di relazioni che ha unito Mediterraneo e Oceano Indiano.

Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura dell’Oman e dall’Ambasciata del Sultanato dell’Oman in Italia, si inserisce nel percorso della Pinacoteca dedicato al dialogo tra culture e alla valorizzazione delle connessioni storiche tra civiltà. In mostra compaiono oggetti che raccontano la centralità dell’Oman nelle rotte dell’incenso, del rame e delle spezie: ceramiche, strumenti di navigazione, gioielli, iscrizioni e reperti provenienti da siti chiave come Sumhuram, Al Baleed e Bat, patrimonio UNESCO.

Una sezione è dedicata alla navigazione antica, con modelli di imbarcazioni tradizionali e mappe che illustrano le rotte percorse dai mercanti omaniti, mentre un nucleo di opere contemporanee mostra come la tradizione artigianale del Paese continui a influenzare la produzione artistica attuale.

La mostra diventa così un ponte tra passato e presente, tra archeologia e cultura visiva, offrendo al pubblico italiano l’occasione di scoprire un patrimonio storico ancora poco noto ma fondamentale per comprendere la storia delle interazioni tra Europa, Africa e Asia.

📍 Pinacoteca di Brera – Via Brera, 28

Triennale di Milano

Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present

ANDREA BRANZI BY TOYO ITO. CONTINUOUS PRESENT. EDIZ. ITALIANA

La mostra “Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present”, ospitata alla Triennale Milano fino al 4 ottobre 2026, si configura come uno dei progetti espositivi più significativi dell’anno. È un omaggio a una delle figure centrali del design italiano e del pensiero progettuale contemporaneo, raccontato attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese Toyo Ito, premio Pritzker e amico di lunga data di Branzi.

Toyo Ito immagina la mostra come un “flusso ininterrotto”, un ambiente senza gerarchie né cronologie rigide, dove opere, modelli, disegni, oggetti e documenti d’archivio dialogano tra loro come elementi di un paesaggio in movimento. Lo spazio è organizzato per “flussi e vortici”, invitando il visitatore a muoversi liberamente e a cogliere connessioni impreviste tra discipline e scale progettuali. Sono esposte oltre 400 opere, provenienti da serie note e meno conosciute, insieme a video e materiali d’archivio.

Francesco Clemente. In Between

La Triennale Milano dedica una grande retrospettiva a Francesco Clemente con la mostra In Between, aperta dal 29 maggio al 6 settembre 2026. Un percorso ampio che esplora la pratica pittorica dell’artista dagli anni Settanta a oggi, riunendo circa 70 opere tra lavori raramente esposti, produzioni inedite e nuovi dipinti.

Il titolo In Between richiama la dimensione centrale della sua ricerca: l’essere “tra mondi e dimensioni”, in uno spazio fluido dove interno ed esterno, sensuale e spirituale, concettuale e percettivo si intrecciano. La mostra, curata da Francesca Pietropaolo con Robert Storr e realizzata in partnership con Vito Schnabel Gallery (New York e St. Moritz), mette in luce il carattere proteiforme della pittura di Clemente, capace di attraversare geografie, tradizioni e linguaggi diversi.

In Triennale trovano posto autoritratti storici, lavori legati all’incontro con la cultura indiana, opere nate negli anni newyorkesi e dipinti recenti che riflettono una visione cosmopolita e sperimentale. L’immaginario di Clemente abita la soglia: un continuo stato di metamorfosi che evoca fusione culturale, ibridazione, riferimenti al misticismo occidentale e orientale, alle ritualità afro-brasiliane, alle molteplici forme dell’identità e della sessualità.

La retrospettiva si inserisce nel percorso con cui Triennale Milano sta valorizzando la scena artistica italiana contemporanea, dedicando progetti espositivi ad artiste e artisti capaci di muoversi tra discipline, mezzi e tecniche. In Between offre così uno sguardo approfondito su oltre cinque decenni di lavoro, confermando la centralità di Clemente nel panorama internazionale.

📍 Triennale di Milano – Viale Alemagna 6

Se siete appassionati di arte di mostre forse possono interessarvi anche quelle in programma questo mese a Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *