Aeroporto Militare Guidonia, il Museo della DSSE

Oggi vi parlo di un museo molto particolare, che non sono in molti a conoscere, Il Museo della DSSE (Direzione Superiore Studi ed Esperienze) all’Aeroporto Militare di Guidonia: un luogo dove la storia del volo incontra le storie di chi il cielo l’ha scelto davvero.

Ingresso museo DSSE dell'aeroporto di Guidonia

Piccola digressione personale

Ecco faccio questa premessa anche pensando a me stessa perché la prima volta che sono stata all’aeroporto militare di Guidonia è stata tanti anni fa, forse avevo quindici anni. Era il periodo dei Campionati del Mondo di Paracadutismo Sportivo, un evento che portò la città alle porte di Roma tanti appassionati e curiosi. Per me fu un colpo di fulmine. Non sapevo ancora nulla di aeronautica, di lanci, di tecniche, ma bastò una giornata per capire che quel mondo mi apparteneva. Rimasi così affascinata da ciò che vedevo che decisi, con la determinazione assoluta che solo gli adolescenti possiedono, che un giorno sarei diventata una paracadutista.

Simonetta Clucher paracadutista a 17 anni
La foto di una foto, datata e un po’ sbiadita ma per me carica di ricordi

E infatti non passò molto. Avevo diciassette anni e due mesi quando effettuai il mio primo lancio, proprio qui, a Guidonia. Ricordo ancora il rumore dell’elica del motore e soprattutto del vento che mi ha accompagnato in quel momento così importante per la mia storia. Quel salto non fu solo un’esperienza sportiva: fu un rito di passaggio, un modo per dire al mondo – e a me stessa – che ero pronta a inseguire ciò che mi faceva vibrare il cuore.

Aeroporto Militare di Guidonia

Visita al Museo DSSE dell’Aeroporto Militare di Guidonia

Da quel giorno sono passati molti anni. La vita mi ha portata lontano e poi di nuovo vicino, come fanno sempre i luoghi che contano davvero. E così ho colto subito al volo l’invito della DMO Terre di Otium a tornare a Guidonia nell’ambito della collaborazione con l’Associazione Italiana Travel Blogger, per il progetto Mnemosione, questa volta non per fare nuovi lanci, ma per visitare il museo realizzato in occasione del Centenario dell’Aeronautica Militare: un percorso che racconta una storia di eccellenze tutte italiane che, sorprendentemente, pochi conoscono. Così come in molti ignorano che è stato proprio qui, tra queste strutture, che sono state scritte pagine importanti della ricerca aeronautica mondiale.

sala espositiva del museo DSSE dell'aeroporto di Guidonia

Guidonia, infatti, non è solo un aeroporto militare: negli anni Venti e Trenta fu un laboratorio di idee, un centro di sperimentazione avanzatissimo, una vera città scientifica dedicata allo studio del volo. Nel 1927 nacque la Direzione Superiore Studi ed Esperienze, la celebre DSSE, un organismo che riuniva ingegneri, matematici, fisici, chimici, tecnici specializzati. Era un luogo in cui si respirava innovazione, dove ogni giorno si cercava di capire come rendere il volo più sicuro, più efficiente, più audace.

le gallerie del vento parte del percorso legato al museo dell'aeroporto di Guidonia

Le gallerie del vento di Guidonia erano tra le più moderne d’Europa. Qui venivano testati modelli in scala di velivoli, ali, eliche, fusoliere, per studiarne il comportamento aerodinamico.

La sezione aereodinamica - Aeroporto di Guidonia

La vasca idrodinamica, ancora oggi impressionante nella sua struttura, serviva a valutare la resistenza dei galleggianti e dei velivoli destinati all’ammaraggio. Nei laboratori si sperimentavano materiali, carburanti, strumenti di bordo. Tutto era pensato per spingere un po’ più in là il confine del possibile. Fino a diventare un punto di riferimento internazionale per l’aeronautica.

monitor

Qui si formarono tecnici e progettisti che avrebbero poi contribuito allo sviluppo dell’aviazione italiana per decenni. Qui si lavorava con un approccio che oggi definiremmo multidisciplinare, ma che allora era semplicemente la naturale conseguenza di una visione: per far volare un aereo servono scienza, ingegno, coraggio e un pizzico di follia creativa.

«Guidonia veniva a costituire così la silenziosa fucina di prove che dava sicurezza al volo e che, in un lavoro senza soste, sviscerava i complessi problemi relativi ai settori chimico, tecnologico, aerodinamico, fotografico, strumentale, agli studi sulle velocità supersoniche, sulle vibrazioni in volo, sulle velocità critiche, traendo le relative regolamentazioni per ogni tipo d’aereo, impartendo prescrizioni di sicurezza alle Ditte Costruttrici: veniva sperimentato e collaudato ogni ramo delle attività aeronautiche, dalle benzine, alle vernici, ai legni speciali, ai materiali plastici.»

(Gen. A.A. Giuseppe Valle – Sottosegretario di Stato – da una relazione nel 1939)

Camminare oggi nel museo significa entrare in quella visione.

Tra filmanti, fotografie d’epoca, documenti tecnici, strumenti originali, ma anche ruderi, tutto racconta di un’Italia che sapeva innovare, che investiva nella ricerca, che guardava al cielo non solo come a un limite da superare, ma come a un territorio da comprendere. È una storia che merita di essere conosciuta, perché parla di competenza, di intuizione, di lavoro di squadra, di un patrimonio scientifico che appartiene a tutti noi.

Realtà virtuale

Da “Città dell’Aria” a Guidonia: storia del nome

A questo punto non mi resta che raccontarvi le origini del nome Guidonia, perché anch’esso fa parte della storia del volo.

Viale dell'aeroporto di Guidonia

L’area, inizialmente era nota come Montecelio o Città dell’Aria per la presenza del grande aeroporto militare, che venne ribattezzata Guidonia nel 1937 in memoria del generale Alessandro Guidoni, pioniere dell’aviazione e progettista di velivoli e paracadute. Guidonia morì proprio qui, durante il collaudo di un nuovo paracadute. La città assunse così un nome legato alla modernità, al volo e alla ricerca tecnologica, segnando una nuova identità urbana distinta dalle sue origini storiche più antiche, di cui potete avere un’idea visitando il museo archeologico Lanciani di Montecelio.

Per me, tornare qui ha avuto un sapore particolare. È come se due linee parallele della mia vita – quella personale, fatta di emozioni e scelte, e quella culturale, fatta di storia e conoscenza – si incontrassero di nuovo nello stesso punto. Guidonia continua a essere un luogo operativo, vivo, dinamico, ma grazie al museo è anche un luogo che racconta, che restituisce memoria, che invita a scoprire un capitolo straordinario della nostra identità aeronautica.

E mentre esco dal percorso museale, ripenso a quella ragazzina di quindici anni che guardava il cielo con gli occhi spalancati che a 17 ha realizzato il suo sogno, non immaginava tutto questo, ma aveva già capito una cosa fondamentale: che ci sono luoghi che ti cambiano per sempre. Guidonia, per me, è stato uno di quelli.

Informazioni utili per la visita

aeroporto di Guidonia museo e ruderi

Spero di avervi fatto venire voglia di visitare il Museo DSSE dell’Aeroporto di Guidonia, perché la storia non va solo letta sui libri, ma va anche vissuta. L’accesso al museo con visita guidata è gratuito. Per i visitatori singoli le visite si svolgono nei weekend, vengono programmate mese per mese e sono prenotabili on line. I gruppi invece possono accedere durante la settimana, dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 16.00 e il venerdì dalle 9.00 alle 11.30, previa prenotazione telefonica contattando direttamente il 60° Stormo al numero 3204265986 oppure inviando una email a aerostormo60.dir@aeronautica.difesa.it

Nell’ambito del progetto Mnemosine sono stata anche a Poli e San Gregorio di Sassola per i presepi viventi, a Moricone per lo showcooking dedicato alla ricetta del pangiallo (anche se sarebbe meglio parlare di ricette) e al Museo Civico Archeologico. Rodolfo Lanciani di Montecelio

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