L’Italia dei Parchi di divertimento

ingresso cinecittà world

C’è un settore del turismo che non solo non conosce la crisi, ma rappresentano anche un vero e proprio motore turistico per tutto il territorio nel quale insiste: è l’industria dei parchi di divertimento.

Parchi di divertimento in Italia

Di questo si è parlato questa mattina nel corso del primo incontro ufficiale tra il Ministro delle Politiche Agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio e i Rappresentanti dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani, che ha coinciso anche con la presentazione del libro “L’industria dei Parchi Divertimento: un patrimonio di valore per il territorio”

Un fenomeno in crescita

I dati presentati questa mattina parlano da soli.

Qualche settimana fa vi avevo già parlato della rapida crescita del parco di Cinecittà World, oggi sono stati invece analizzati i numeri italiani nel loro complesso riferiti al 2017 che ha visto un giro d’affari di 376 milioni di euro, con una crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, con un numero di biglietti venduti pari a 18.4 milioni, vale a dire con un tasso di incremento che si avvicina al 10%.

Un comparto in costante sviluppo, che conta ad oggi oltre 230 strutture tra parchi tematici, acquatici e faunistici, 60 dei quali facenti parte dell’associazione Parchi Permanenti Italiani.

Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani

“Il nostro obiettivo a breve termine – ha spiegato Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione dei Parchi Permanenti Italiani – è di incrementare ulteriormente il tasso di crescita del settore, portandolo ai livelli di altri Paesi UE, come Francia e Germania, che hanno già da tempo identificato nei parchi una risorsa fondamentale per il turismo, in sinergia con l’offerta culturale, artistica e naturalistica del territorio. Nello specifico, punteremo sulla destagionalizzazione, creando nuove finestre di fruizione del prodotto in periodi come Halloween e le festività natalizie”.

Dati positivi anche in termini di occupazione

animazione

I parchi di divertimento piacciono a grandi e piccini, il giro d’affari è notevole e tutto questo si ripercuote positivamente anche nell’occupazione. Anche qui i numero sono importanti, si parla infatti di 20.000 posti di lavoro stabili, ai quali vanno ad aggiungere le assunzioni stagionali che arrivano a 60.000. Un fenomeno che interessa anche il settore dell’hôtellerie che va a braccetto con la crescita di questo tipo di turismo, favorito anche dal fatto che molti parchi di divertimento propongono dei vantaggiosi pacchetti ingresso + hotel. Il risultato è circa 1 milione di posti letto venduti nel corso dell’anno,

horro house a cinecittà world

Tutti dati che vanno a dimostrare ruolo strategico dei parchi a tema nello sviluppo territoriale e nazionale, rendendo quanto mai necessaria una più stretta collaborazione con le Istituzioni competenti.

“L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un valore indiscusso per il turismo nazionale e internazionale. Dobbiamo puntare sempre più sulla diversificazione e sulla destagionalizzazione dell’offerta se vogliamo essere un Paese capace di attrarre diverse tipologie di visitatori, anche alla luce del report oggi presentato e che conferma come il visitatore dei parchi non sia un turista mordi e fuggi ma alto spendente, con importanti ricadute su tutto il territorio in termini di mercato e occupazione” – è quanto ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Stiamo lavorando sull’enoturismo, sul turismo sostenibile, rurale, bisogna lavorare anche sul turismo dei ‘parchi di divertimento’ che da sempre si contraddistingue per l’impiego di importanti capitali, servizi e prodotti innovativi”.

veduta aerea Rainbow Magicland

Da oltre mezzo secolo i parchi si contraddistinguono sul mercato nazionale per l’impiego di ingenti capitali volti all’innovazione e all’aggiornamento di servizi e prodotti, elementi vitali nel campo del divertimento e dell’intrattenimento.

Parchi di divertimento, l’esempio Disneyland Paris

dineyland paris

Nella giornata di oggi – anche se l’attenzione era focalizzata sulla situazione italiana- sono stati fatti anche degli esempi concreti del successo dei parchi all’estero, in particolar modo si è parlato dell’esempio francese e di come la sola Disneyland Paris, con i suoi 14,8 milioni di visitatori, sia capace di fare più ingressi del museo del Louvre.

parchi divertimento

Una realtà che ha creato 56 mila posti di lavoro in Francia e che negli anni ha accolto ben 320 milioni di visitatori, attestandosi così come la prima destinazione turistica d’Europa. Un successo legato anche alla capacità di aver intercettato subito il cambiamento che stava attraversando il turismo, passando da momento di pausa ed evasione a ricerca di esperienze ed emozioni. Disneyland Paris si è posto subito come pioniere di questa tendenza offrendo contenuti esperienziali che si basano sopratutto sul concetto di immersività.

Parchi di divertimento come destinazioni tematiche

mongolfiere Rainbow Magicland

Volano di investimenti e occupazione, i Parchi Tematici rappresentano un mercato che ha ancora un grande potenziale di espressione: l’inizio di una concreta collaborazione con le amministrazioni pubbliche locali, regionali e nazionali ha una portata storica per il comparto e sarà propedeutica per una nuova fase di espansione. Qualificandosi come vere e proprie destinazioni tematiche, i parchi contribuiscono alla crescita dei flussi sul territorio, migliorando ulteriormente la qualità e l’appeal dell’offerta turistica del nostro Paese sia sul mercato interno sia sul mercato internazionale.

La geografia del parchi di divertimento in Italia

Non è un caso che la maggior parte delle regioni italiane ospiti almeno un parco divertimenti, uniche eccezioni sono la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige.

  • La maggior concentrazione di parchi divertimento la troviamo in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Sicilia con oltre 20 parchi per regione (ora voglio visitare quelli del Lazio che mi mancano).
  • Seguono Piemonte e Campania che vantano tra i 16 e i 20 parchi.
  • Quindi Toscana e Calabria con 11-15 parchi
  • Sardegna e Marche 6-10 parchi
  • Umbria, Molise, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Abruzzo che hanno fino a 5 parchi ciascuna.

Il caso Nord Est

Dati alla mano è il Nord Est l’area geografica che registra i numeri più importanti e in particolare l’area del Lago di Garda che rappresenta la zona italiana con la maggior concentrazione di parchi in Italia con

  • 8 grandi parchi tematici, acquatici e faunistici,
  • 2 parchi avventura,
  • 1 parco natura
  • 1 go karting. .

Il risultato è stata la capacità di attrarre nel 2017 ben 24 milioni di turisti, la maggior parte dei quali provenienti dall’estero

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