Parco archeologico del Celio e Museo della Forma Urbis

Roma ha un nuovo parco archeologico, quello del Celio con il Museo della Forma Urbis che apre al pubblico domani. Oggi pomeriggio la presentazione alla stampa da parte del sindaco Gualtieri.

Parco archeologico del Celio e Museo della Forma Urbis ingresso

Un nuovo parco archeologico a Roma

Il Parco Archeologico del Celio occupa il settore settentrionale del colle, un’area verde orientata verso il Colosseo. Grazie al recupero degli edifici presenti nell’area – la Casina del Salvi e l’ex Palestra della Gil – e alla sistemazione del giardino archeologico, in cui sono stati organizzati per nuclei tematici una grande quantità di materiali epigrafici e architettonici di grandi dimensioni delle collezioni dell’ex Antiquarium Comunale. Materiale proveniente dagli scavi di Roma di fine Ottocento, nel giardino sono presenti alcune importanti evidenze archeologiche, come le fondazioni perimetrali del tempio del Divo Claudio. Un modo per offrire ai visitatori una ulteriore chiave di lettura di quella che è stata la Roma antica.

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Come lo vediamo oggi il Parco del Celio è frutto di una serie di interventi e di passaggi di proprietà succedutisi nel tempo che hanno trasformato il Colle in una sorta di terrapieno artificiale dove poi venne sistemato un giardino, chiamato Orto Botanico. Il tutto grazie ad un progetto che papa Gregorio XVI affidò all’architetto Gaspare Salvi il quale – tra le altre cose – realizzò anche la Casina del Salvi, con funzione di “coffee-house”. Funzione alla quale dovrebbe tornare prossimamente grazie a questo progetto.

Parco archeologico del Celio e Museo della Forma Urbis panorama


Nel giardino troviamo anche l’edificio della Ex Palestra della Gioventù Italiana del Littorio, all’interno della quale oggi ha trovato posto la forma Urbis

Casina Salvi

La Forma Urbis

L’apertura di questo nuovo parco archeologico al Celio rappresenta un evento molto importante perché, oltre alla valorizzazione dell’area, ha il grande valore di poter mostrare nuovamente al pubblico – dopo 100 anni – i frammenti della Forma Urbis Romae. Si tratta di una grande mappa marmorea di Roma incisa tra il 203 e il 211 d. C.

Forma Urbis

Un documento di straordinaria importanza che, anche se costituita solo da frammenti, mostra la pianta della Roma antica con i suoi monumenti, le sue strade e i suoi edifici. A rendere il tutto ancora più leggibile la scelta di sovrapporre i frammenti marmorei alla mappa Giovanni Battista Nolli (1748), che è considerata la prima mappa scientifica di Roma.
Inoltre la Forma Urbis rappresenta uno dei più rari documenti del paesaggio urbano di Roma antica giunto fino a noi dall’antichità.

pavimento forma urbis

Grazie a questo progetto sarà letteralmente possibile camminare sulla Roma Antica, come hanno fatto oggi i primi visitatori. Si perché nella sua sistemazione all’interno del Parco archeologico del Celio per la Forma Urbis è stata scelta una posizione orizzontale, insomma quella del pavimento. La sua collocazione antica era invece verticale, quando occupava, infatti, la parete di un’aula del complesso dei Santi Cosma e Damiano, al Foro Romano. La parete su cui la pianta era fissata corrisponde a quello dell’attuale Basilica. Non sappiamo quale fosse lo scopo della Forma Urbis, probabilmente, viste le dimensioni, circa 235 metri quadrati, era più per uno scopo decorativo, piuttosto che quello di un’utilità pratica.

riflessi

La Forma Urbis era incisa su 150 lastre di marmo ed occupava uno spazio di circa 18 X 13 metri. Oggi la vediamo bianca, un po’ come tutti i monumenti marmorei, ma in origine era colorata e questo aiutava maggiormente a distinguere i vari elementi rappresentati.

Breve storia moderna della Forma Urbis

Il ritrovamento della Forma Urbis risale al 1562, ma è entrata a far parte delle collezioni dei Musei Capitolini solo nel 1742. Nel frattempo fu custodita a Palazzo Farnese. Ciò che è giunto fino a noi è solo un decimo della pianta, molti frammenti sono andati perduti (anche utilizzati come materiale di costruzione), circa 200 quelli che sono stati identificati e posti correttamente nella mappa, altri sono ancora oggetto di studio e aspettano la giusta collocazione

Frammenti Forma Urbis

Gli spazi interni dell’edificio museale ospitano anche una consistente scelta del materiale architettonico e decorativo di quello che è stato con l’ex Antiquarium Comunale

Il giardino del Parco Archeologico

giardino Parco archeologico del Celio e Museo della Forma Urbis

Il giardino del Parco Archeologico del Celio sarà visitabile gratuitamente a tutti, per consentire a cittadini e turisti di ammirare liberamente tutta una serie di reperti archeologici, architettonici ed epigrafici qui raccolti e frutto dei grandi scavi di fine Ottocento, molti dei quali recuperati durante gli sterri per la creazione dei nuovi quartieri della Capitale, in modo particolare sull’Esquilino, sul Quirinale, sul Viminale.

Oggetti un tempo custoditi nell’Ex Antiquarium Comunale che oggi – organizzati in nuclei tematici – conducono il visitatore ad approfondire aspetti chiave per comprendere la Roma antica nel quotidiano.

frammenti marmorei e casina salvi

Oggi il Parco si presenta diviso in due grandi aree separate da viale del Parco del Celio, dove transita la linea tranviaria, realizzata nel secondo dopoguerra. Nell’area settentrionale del Parco si trova l’edificio dell’Ex Antiquarium Comunale, che fu costituito nel 1884 come Magazzino Archeologico Comunale per poi diventare – dal 1929 fino al 1939 – sede museale come Antiquarium. A decretarne la chiusura furono i lavori sulla linea della metropo B che provocarono gravi problemi strutturali rendendolo inagibile.

E non finisce qui…

Parco e Museo – la cui apertura si deve a una serie di interventi condotti sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale – sono parte di un vasto progetto di valorizzazione dell’intera area del Celio, inquadrata in seno al più ampio programma di riqualificazione del Centro Archeologico Monumentale (CArMe) voluto da Roma Capitale.

Parco archeologico del Celio e Museo della Forma Urbis colonna

Questo progetto si inserisce in una più ampia trasformazione del Colle del Celio e dell’intero Centro Archeologico Monumentale, a cominciare da alcuni interventi di grande significato che verranno presto realizzati come ad esempio i lavori consolidamento e recupero dell’ex Antiquarium Comunale che porranno fine al suo lungo periodo di abbandono.

Inoltre è prevista una riqualificazione dell’area verde del Celio e la creazione di nuovi percorsi archeologici, prima fra tutte la Nuova Passeggiata Archeologica, lungo via di San Gregorio, che metterà in connessione il Parco del Celio con il Centro Archeologico Monumentale

Informazioni pratiche

Parco Archeologico del Celio e Museo della Forma Urbis: Viale del Parco del Celio 20 – Viale del Parco del Celio 22 – Clivo di Scauro 4.

informazioni utili
  • Orari
    • Parco: tutti i giorni dalle 7.00 alle 17.30 (ora solare) e dalle 7.00 alle 20.00 (ora legale). Chiuso il 25 dicembre e il 1° maggio.
  • Il Museo della Forma Urbis 
    • dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso un’ora prima). Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1° maggio.
  • Biglietti
    • Parco Archeologico del Celio
      • ingresso gratuito
    • Museo della Forma Urbis:
      • Intero Non Residente € 9,00 – Ridotto Non Residente € 6,50
      • Intero Residente € 6,50 – Ridotto Residente € 5,50
      • Ingresso gratuito con la MIC Card

Il biglietto può essere acquistato direttamente biglietteria del Museo oppure online, tramite il call center 060608 (diritto di prevendita € 1)

Per maggiori informazioni consultate il sito della sovrintendenza capitolina

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