Parco Nazionale della Sila: viaggio nel cuore verde della Calabria

Il Parco Nazionale della Sila è uno di quei luoghi che sorprendono chiunque pensi alla Calabria come una terra fatta solo di coste e mare. Un esempio è il Parco Nazionale della Sila che custodisce una altopiano montano con oltre 73.000 ettari di foreste, laghi e vette che sfiorano i duemila metri. Un territorio che per secoli è stato chiamato Gran Bosco d’Italia, definizione che ancora oggi restituisce la sua identità più autentica.

parco naturale giganti della sila

La Sila è un mondo a parte, un altopiano che si sviluppa tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro e che rappresenta una delle aree montane più antiche e affascinanti d’Italia.

La Calabria, spesso associata alla costa, è in realtà per il 90% collinare o montana, e proprio qui ospita tre parchi nazionali: Pollino (che si estende anche in Basilicata) e poi Aspromonte e Sila che nascono dalla suddivisione dell’antico Parco Nazionale della Calabria, una scelta che ha permesso di valorizzare meglio le peculiarità naturalistiche e culturali delle due zone.

Parco della SIla cartina

Un territorio diviso in tre anime

La Sila non è un blocco uniforme, ma un mosaico di ambienti diversi: Sila Grande; Sila Piccola e Sila Greca.

La Sila Grande è la più frequentata, la più accessibile e quella che ospita i centri turistici principali come Camigliatello Silano e Lorica. Qui i laghi Cecita e Arvo, pur artificiali, si sono integrati nel paesaggio al punto da sembrare laghi glaciali, capaci di evocare atmosfere scandinave.

La Sila Piccola, più a sud, è la terra dei canyon selvaggi delle Valli Cupe, dei boschi di faggi e abeti bianchi e dell’aria più pulita d’Europa, certificata nel comune di Zagarise.

La Sila Greca, invece, è la parte più collinare e culturalmente affascinante, profondamente legata alle comunità Arbëreshë che qui hanno conservato lingua, costumi e tradizioni religiose per oltre cinque secoli.

Centri visita: dove la Sila si racconta

centro visite cupone

Il Centro Visite Cupone, affacciato sul lago Cecita, è il cuore museale del parco, un punto di partenza che introduce alla complessità ambientale dell’area protetta.

Qui si esplora la flora, la fauna e la geologia dell’altopiano, si percorre il Sentiero Natura Cupone e si osservano lupi, cervi e gufi reali in semi libertà ospitati nell’area faunistica.

Il centro include un orto botanico progettato per non vedenti, con percorsi tattili e olfattivi-

Il Centro Visite Antonio Garcea, in località Buturo, racconta invece la cultura rurale silana attraverso un villaggio ecologico in legno, percorsi sensoriali e recinti faunistici.

Due luoghi complementari che permettono di comprendere la Sila nella sua interezza, tra natura, storia e tradizioni.

Luoghi da non perdere: dai Giganti di Fallistro al treno della Sila

giganti della sila un parco fai

Tra le esperienze più suggestive c’è la visita ai Giganti di Fallistro, una riserva biogenetica gestita dal FAI che conserva circa sessanta pini larici ultracentenari. Alcuni superano i 350 anni e raggiungono i 45 metri di altezza. Sono ciò che resta dell’antica Silva Brutia, sopravvissuti a secoli di disboscamenti che rappresentano l’ultimo campione genetico e visivo del paesaggio originario dell’altopiano.

Da non perdere anche il viaggio sul treno della Sila, una locomotiva a vapore dei primi del Novecento che attraversa boschi e radure fino a Silvana Mansio, la stazione a scartamento ridotto più alta d’Europa. Un salto indietro nel tempo che restituisce il ritmo lento della montagna.

I laghi silani: paesaggi nordici nel cuore del Sud

Arvo, Cecita e Ampollino sono i tre grandi laghi della Sila, nati per la produzione di energia idroelettrica ma oggi perfettamente integrati nel paesaggio. Fino a un secolo non esistevano, sono sì opera dell’uomo ma oggi sono diventati habitat fondamentali per decine di specie di uccelli migratori che qui trovano riposo e nutrimento durante il viaggio tra Europa e Africa.

Il lago Arvo è il più scenografico, navigabile con battelli elettrici e circondato da pinete, sentieri ciclabili e un parco avventura con case sull’albero. Ampollino, con le sue sponde frastagliate, segna il confine tra Sila Grande e Sila Piccola. Cecita, invece, è un paradiso per il birdwatching.

Tra cultura e natura: l’Abbazia Florense

Abbazia Florense

A San Giovanni in Fiore, il comune più esteso della Calabria, si trova l’Abbazia Florense, fondata tra il XII e il XVI secolo e legata alla figura di Gioacchino da Fiore. L’architettura romanica, sobria e imponente, racconta un pezzo di storia che si intreccia con la nascita del borgo e con la spiritualità medievale.

Outdoor tutto l’anno

La Sila è un parco da vivere in ogni stagione. In estate si percorrono centinaia di chilometri di sentieri, si raggiunge la vetta del Monte Botte Donato e si pedala lungo la ciclovia dei Parchi della Calabria. In inverno arrivano le ciaspolate, lo sci di fondo, gli impianti di risalita e persino lo sleddog. Un altopiano che non conosce pause e che offre esperienze outdoor per ogni tipo di viaggiatore.

Cosa mangiare: la cucina silana

cosa mangiare nel parco della sila

La gastronomia della Sila è profondamente legata alla montagna. La patata della Sila IGP è la regina indiscussa, grazie alla sua polpa compatta e alla bassa percentuale di acqua non si sfalda mai in cottura.

Accanto a lei ci sono il caciocavallo silano cotto sulla piastra, i funghi porcini e la carne di podolica, allevata allo stato brado e caratterizzata da una qualità superiore dovuta alla vita dura degli animali in quota.

Quando andare e come arrivare

La Sila è perfetta da maggio a ottobre per trekking e cicloturismo, mentre gennaio e febbraio sono ideali per gli sport invernali. L’autunno regala un foliage spettacolare, soprattutto nella Sila Piccola. Come arrivare sulla Sila

Si arriva facilmente tramite l’autostrada A2 o l’aeroporto di Lamezia Terme, ma c’è un dettaglio da non sottovalutare: anche in pieno agosto le temperature serali scendono sotto i 15 gradi. Una giacca a vento è sempre una buona idea.

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