Pompei, rinvenuto un termopolio intatto

Dopo 2mila anni Pompei continua a stupire con una nuova straordinaria scoperta archeologica: si tratta di un termopolio che è riaffiorato pressoché intatto. L’eccezionalità del ritrovamento non sta tanto del termopolio in sé, ma per il fatto che siano stati ritrovati non solo affreschi perfettamente conservati, ma anche resti di alimenti.

Che cos’era un termopolio

Il termopolio era un po’ il fast food dell’antichità, un luogo dove fermarsi lungo la strada e prendere cibo e bevande da asporto o da consumare sul posto.

Pompei termopolio
foto @luigispina

Nella sola Pompei se ne contano un’ottantina, ma questo è il primo che presente un bancone interamente dipinto

Un termopolio si riconosce facilmente: è caratterizzato da grandi dolia incassate in un bancone in muratura nelle quali erano conservati bevande e cibi caldi.

La prima volta che ne ho visto uno è stato agli scavi di Ostia Antica, qui a Roma. Per gli antichi romani infatti consumare all’aperto cibi e bevande calde era abituale e questo avveniva anche nella città di Pompei.

Un’importante scoperta archeologica

Si tratta di una scoperta importante che potrebbe ampliare le conoscenze sulle abitudini alimentari di età romana.

affresco termopolio Pompei
foto @luigispina

Oltre a trattarsi di un’ulteriore testimonianza della vita quotidiana a Pompei, le possibilità di analisi di questo termopolio sono eccezionali, perché per la prima volta – ha dichiarato Massimo Osanna,  Direttore Generale ad interim del Parco archeologico di Pompei – si è scavato un intero ambiente con metodologie e tecnologie all’avanguardia che stanno restituendo dati inediti”

Pompei termopolio
foto @luigispina

Ora, grazie anche a tecnologie più moderne, sarà possibile, per la prima volta, compiere analisi straordinarie che consentiranno agli studiosi di approfondire le conoscenze sulle abitudini alimentari dell’epoca e sulla dieta mediterranea. Tutto questo anche grazie ad un team interdisciplinare composto da un antropologo fisico, archeologo, archeobotanico, archeozoologo, geologo, vulcanologo. Alcune analisi sono già state effettuate sul luogo del ritrovamento, a queste ne proseguiranno altre in laboratorio . 

Il ritrovamento annunciato oggi rientra negli scavi che sono stati effettuato nell’ambito del progetto di manutenzione e restauro della Regio V. Il ritrovamento archeologico è avvenuto nello slargo che si trova all’incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi.

nereide a cavallo
foto @luigispina

In realtà la zona era stata già oggetto di indagini archeologiche due anni fa, durante gli interventi del Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici, ma si trattò solo di un’indagine parziale che aveva portato alla luce parte del bancone: il lato frontale con l’affresco di una nereide a cavallo, forse un omaggio alla fontana antistante.

Proprio la scoperta di questa decorazione ha spinto a voler andare avanti, ad estendere il progetto e di portare a termine lo scavo. Anche se le premesse erano ottime, gli archeologi non si aspettavano che anche l’altro lato fosse dipinto.

affresco
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Una scoperta che il Ministro per i beni e per le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini non ha esitato a definire straordinaria.

Gli affreschi del termopolio

Le decorazioni del bancone mostrano, oltre all’immagine della Nereide sul lato frontale, sul lato corto scene di nature morte e con rappresentazioni di animali, molto probabilmente venduti nel locale. Immagini – dai colori talmente accesi da sembrare tridimensionali – che possiamo quasi paragonare ad un’insegna commerciale.

anatre pompei
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Due anatre esposte a testa in giù, pronte per essere preparate per la vendita, un gallo e un cane al guinzaglio che fa venire subito alla mente il celebre mosaico Cave Canem, sempre qui a Pompei.

cane Pompei termopolio
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Questo è solo l’ultimo dei ritrovamenti effettuati dagli archeologi. Nella piazzetta antistante al termopolio, una delle più belle di Pompei, erano emerse in precedenza una cisterna, una fontana e una torre per la distribuzione dell’acqua. Poco distante c’è un altro termopolio, famoso per un affresco con scene di gladiatori in combattimento.

All’interno delle grandi anfore ricavate sul bancone, destinate cibi da mettere in vendita, sono stati rinvenuti frammenti ossei di vari animali: anatra, maiale, caprovini, pesce e lumache. Il che dimostra la grande varietà di prodotti utilizzati per la preparazione delle pietanze.

foto @luigispina

Non solo resti di animali, ma anche di ossa umane, che apparterrebbero due individui. Uno sarebbe stato sorpreso a letto dall’arrivo della corrente piroclastica, l’altro era dietro al bancone. Forse qualcuno che era ancora ancora al lavoro al termopolio o forse che si trovava lì per trafugare qualcosa mentre Pompei stava per essere distrutta.

Gli scheletri però sono scomposti, perché qui erano già passanti anticamente, forse nel XVII secolo dei saccheggiatori clandestini.

Nel termopolio sono state rinvenute anche nove anfore, una patera di bronzo, due fiasche e un’olla di ceramica comune da mensa, tutto materiale legato alla dispensa o al trasporto di generi alimentari.

Il pavimento, come usuale per questi ambienti, era piuttosto semplice, costituito da uno strato di cocciopesto alternato ad alcuni frammenti di marmi policromi.

“Con un lavoro di squadra, che ha richiesto norme legislative e qualità delle persone, – ha sottolineato Franceschini- oggi Pompei è indicata nel mondo come un esempio di tutela e gestione, tornando a essere uno dei luoghi più visitati in Italia in cui si fa ricerca, si continua a scavare e si fanno scoperte straordinarie come questa”.

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