Prato della Valle: il cuore scenografico di Padova

Prato della Valle, insieme alla Basilica di Sant’Antonio, è uno dei luoghi più rappresentativi e iconici di Padova. Anche se a prima vista non si percepisce, Prato della Valle (88.620 mq di superficie) è una delle piazze più grandi d’Europa e ovviamente anche d’Italia.

Prato della Valle, una delle piazze più grandi d'europa

È uno spazio sorprendente già a un primo sguardo: un’enorme ellisse che si apre come un teatro all’aperto, con al centro l’Isola Memmia (20.000 mq circa di superficie), circondata da un canale e da una doppia corona di statue. È un luogo che unisce storia antica, urbanistica settecentesca e vita quotidiana contemporanea, e che racconta molto dell’identità della città.

Padova è la città dei tre senza

  • il prato senza erba: il Prato della Valle
  • il caffè senza porte: il caffè Pedrocchi perché era aperto tutto il giorno
  • il santo senza nome perché la Basilica di Sant’Antonio è chiamata semplicemente il santo

Forse è proprio la presenza dell’isola che confonde la percezione delle dimensioni della piazza. La prima volta che sono stata qui avevo 19 anni e ne fui affascinata. Il ricordo più suggestivo che ho di questa piazza, dove torno sempre con piacere, risale ad una serata di Ferragosto, quando ho assistito allo spettacolo di fuochi d’artificio più bello che io abbia mai visto. Ma lasciamo ora da parte i ricordi personali e torniamo a parlare di Prato della Valle.

Epoca romana

La vocazione monumentale di quest’area nasce in epoca romana. Qui sorgevano un teatro, chiamato Zairo, e un circo destinato alle corse dei cavalli. Era un grande spazio pubblico, dedicato agli spettacoli e alle celebrazioni collettive. La tradizione vuole che proprio in questa zona siano avvenuti i martirii di Santa Giustina e di San Daniele, due dei patroni di Padova: un elemento che lega immediatamente la piazza alla dimensione religiosa della città e alla vicina basilica di Santa Giustina.

Epoca Medievale

Nel Medioevo e in età moderna, Prato della Valle continua a essere il palcoscenico della vita cittadina. Qui si tenevano fiere, mercati, giostre, giochi cavallereschi, e perfino le assemblee degli uomini liberi del Padovano. Nonostante questo ruolo centrale, l’area rimaneva paludosa e disordinata, soggetta a ristagni d’acqua e a polvere nei periodi secchi. Per secoli è stata un grande prato irregolare, più simile a una valle acquitrinosa che a una piazza.

L’intervento di Andrea Memmo nel ‘700

le statua di prato della valle

La svolta arriva nel Settecento, con l’intervento di Andrea Memmo, provveditore della Serenissima. Memmo immagina di trasformare questo spazio in una piazza monumentale degna della città, e affida il progetto all’abate Domenico Cerato.

Nasce così il Prato della Valle come lo vediamo oggi: un grande giardino ellittico, con l’Isola Memmia al centro, circondata da un canale alimentato dal canale Alicorno.

al centro della piazza  l’Isola Memmia

Quattro ponti ((Ponte dei Papi, Ponte dei Geti, Ponte delle Idee, Ponte Obizzi) collegano l’isola al resto della piazza, creando un insieme armonico che ricorda i giardini patrizi veneti, ma con una novità fondamentale: per la prima volta, un modello di giardino aristocratico viene trasformato in spazio pubblico, aperto alla cittadinanza.

uno dei 4 ponti del prato della valle

Quando pensiamo al Prato della Valle vengono subito in mente le state che fanno da corona al canale, una doppia corona di statue, 78 in totale che raffigurano personaggi illustri legati alla storia di Padova e della sua università: scienziati, giuristi, letterati, vescovi, dogi, condottieri. Per la scelta di soggetti c’erano tre criteri principali: nessun personaggio vivente, nessun Santo o figura religiosa; i dovevano essere nati in città, avervi vissuto a lungo o comunque aver dato lustro all’Università di Padova.

Osservando la piazza si note che ci sono alcuni piedistalli vuoti, questi ospitavano le statue dei Dogi veneziani che furono abbattute dai francesi nel 1797 e mai rimpiazzate.

la doppia corona di statue

È una sorta di pantheon laico che celebra la cultura padovana. Le statue furono finanziate da privati cittadini, da famiglie e da associazioni: un dettaglio che racconta quanto la comunità si sia riconosciuta in questo progetto.

prato della valle

Il colpo d’occhio è quello di un grande anfiteatro verde: l’isola alberata, i viali che la attraversano, la fontana centrale, il canale che riflette le statue, gli obelischi che scandiscono lo spazio.

È un luogo che invita alla passeggiata lenta, alla contemplazione, ma anche alla vita quotidiana. Ancora oggi, infatti, Prato della Valle ospita mercati, fiere, eventi e manifestazioni, mantenendo viva la sua vocazione di spazio di incontro. Il mercato del sabato è uno dei più frequentati della città, con centinaia di banchi che animano la piazza dall’alba al pomeriggio.

by night

Oggi questo spazio è vissuto da tutti: studenti, famiglie, sportivi, turisti. È un luogo dove la città si racconta attraverso la sua stratificazione: la Padova romana, quella medievale, la visione illuminista del Settecento e la vitalità contemporanea.

Quando venite a Padova non limitatevi ad una breve sosta o a scattare qualche fotografia, fermatevi di più per avere l’opportunità di andare oltre all’aspetto architettonico, per vivere in prima persona le atmosfere e le sensazione che offre questa piazza

Prato della Valle è anche la prova di come un grande vuoto urbano possa diventare un simbolo identitario, un luogo di memoria e allo stesso tempo un luogo di vita. Oggi Prato della Valle non è solo una piazza, è una scena che cambia con le stagioni, con la luce, con le persone che la attraversano. È il cuore aperto di Padova, un luogo che continua a raccontare la città a chi la visita e a chi la vive ogni giorno.

Cosa vedere vicino al Prato della Valle

Prato della Valle non è solo un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza per un itinerario culturale nella città di Padova. Intorno alla piazza, infatti, si affacciano edifici significativi, tra cui la basilica di Santa Giustina, uno dei grandi complessi religiosi di Padova.

cartina di Padova

La sua presenza rafforza il legame tra la piazza e la memoria dei martiri. A poca distanza si trovano altri luoghi simbolo della città, come l’Orto Botanico, il più antico orto botanico universitario del mondo, e, più lontano, la Cappella degli Scrovegni con gli affreschi di Giotto.

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