La ricetta di oggi sono gli Oznei Aman, ovvero le orecchie di Aman, il dolce tipico della festa ebraica di Purim. Biscottini farciti facili e veloci da preparare sono che ricorda la salvezza del popolo ebraico da una cospirazione per distruggerlo.

Purin è festa mobile, che viene celebrata il 14° giorno del mese ebraico di Adar – in genere tra febbraio e marzo – e preceduta dal digiuno di Esther, quest’anno si festeggia il 14 marzo –
Purim: una festa di salvezza e destino
Con l’avvicinarsi di Purim Israele si prepara a celebrare una delle festività più allegre e colorate del calendario ebraico, che ricorda la salvezza del popolo ebraico da una cospirazione per distruggerlo, come raccontato nel libro della Meghillat Esther.

Le origini di Purim
La storia si svolge nell’antica Persia, dove il malvagio consigliere del re Assuero, di nome Aman, progettò di sterminare gli ebrei. Per scegliere la data più favorevole al suo intento si affidò alla sorte, in ebraico “Pur”, da cui deriva il nome Purim – Festa delle Sorti. Grazie all’intervento coraggioso della regina Esther e di suo parente Mordechai, il piano di Aman fu sventato e gli ebrei furono salvati.
Questa data segna il giorno in cui gli ebrei ottennero la vittoria sui loro nemici.
Come si festeggia Purim in Israele

In Israele, Purim è sinonimo di festa in grande stile. Le città si animano con sfilate, feste di strada e spettacoli a tema. Tel Aviv e Gerusalemme ospitano eventi iconici come il “Purim Street Party”, con musica dal vivo e danze fino a tarda notte. Le scuole e le comunità organizzano spettacoli e giochi per i più piccoli, mentre le famiglie si riuniscono per celebrare con gioia e convivialità.
Lettura della Meghillat

Durante Purim, la lettura della Meghillat avviene due volte, la sera e la mattina successiva, in un’atmosfera gioiosa e interattiva. Ogni volta che il nome di Aman viene pronunciato, i fedeli fanno rumore con fischietti e sonagli per cancellarne la memoria.
L’usanza di travestirsi

Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo
Una delle usanze più amate della festività è quella di mascherarsi e travestirsi, una tradizione che coinvolge adulti e bambini. I costumi spaziano dai personaggi biblici ai travestimenti più fantasiosi, con maschere e parrucche colorate che rendono Purim una sorta di “Carnevale ebraico“. Questo rituale simbolizza il rovesciamento del destino, un tema chiave della storia di Esther, che rivelò la sua identità solo al momento giusto per salvare il suo popolo.

Purim in cucina
Oltre ai festeggiamenti, la cucina gioca un ruolo centrale. Durante Purim, le pasticcerie e i mercati si riempiono di dolci tipici, mentre i ristoranti propongono menù speciali che reinterpretano le ricette tradizionali con un tocco moderno. La mitzvah dello “Shalach Manot“, lo scambio di cesti di cibo tra amici e parenti, è un altro elemento distintivo della festa, promuovendo la generosità e la condivisione. Un momento che significa anche fare una donazione ai poveri, per garantire anche a loro la possibilità di festeggiare.

Purim non sarebbe completo senza i suoi piatti tipici, come i kreplach in brodo o gli oznei Aman che riflettono il carattere festoso della ricorrenza anche perché, ricetta dopo ricetta, come tutte le feste che rispettano, c’è anche il pranzo della festa per celebrare la gioia della salvezza.

Purim è molto più di una semplice festività: è un momento di gioia, comunità e tradizione. Che si tratti di indossare un costume, ascoltare la Meghillat Esther o gustare un piatto tipico questa celebrazione rappresenta l’essenza stessa della cultura ebraica.
Oznei Aman, dolce simbolo di Purim
La forma triangolare simboleggia il cappello o le orecchie del perfido Aman, il consigliere del re Assuero che tentò di sterminare il popolo ebraico. Questo almeno il significato della tradizione, Dal punto di vista etimologico invece il nome è associato al termine hiddish “Hamantashen” che a sua volta deriva dalla parola mohntashen, che significa “involtini di semi di papavero”.

E guarda caso il ripieno tradizionale di questi biscotti sono proprio i semi di papavero, anche se poi li possiamo trovare farciti anche in modo diverso con marmellata, cioccolato, datteri o crema di noci.
Nel corso del tempo, questa parola venne erroneamente associata ad Aman, dando vita alla tradizione del dolce che porta il suo nome.

Dietro alla forma di questi biscotti ci nascondono altri significati
- C’è chi sostiene che i tre angoli del biscotto rappresenterebbero i tre patriarchi che, indebolendo il potere di Aman, hanno dato a Ester la forza per salvare gli ebrei.
- Un’altra teoria vuole che questi rappresentino le tasche di Aman e il denaro offerto al re per avere il permesso di uccidere gli ebrei.
- Ultima teoria vuole i dolci simbolo di fertilità, richiamando, nella forma, gli organi riproduttivi femminili

Durante la festa di Purim, le pasticcerie e le case si riempiono di Oznei Aman, i celebri biscotti triangolari ripieni, noti anche con il nome yiddish Hamantashen. Questo dolce tradizionale ha un significato profondo legato alla storia della festività, e la sua origine è ricca di curiosità e simbolismo.
La ricetta degli Oznei Aman
Il concetto alla base di questi biscotti è proprio questo: ciò che è nascosto viene alla luce. Così come la regina Ester ha svelato l’inganno e gli ebrei furono salvati. Così gli Oznei Aman, dall’aspetto semplice e anonimo, al loro interno svelano un ripieno dolce e gustoso, che poi è il segreto della ricetta. Questo rappresenta la natura della storia di Purim, in cui il miracolo si rivelò solo alla fine, quando tutti i pezzi del puzzle furono messi insieme.
La preparazione degli Oznei Aman è di per sé un momento di festa e condivisione, che coinvolge tutta la famiglia.

Ingredienti
- 250 g di farina
- 100 g di zucchero
- 125 g di burro ammorbidito
- 1 uovo
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- 1 cucchiaio di lievito per dolci
- Marmellata, cioccolato o semi di papavero per il ripieno
Preparazione

Mescolare farina, zucchero e lievito in una ciotola. Aggiungere burro, uovo e vaniglia, impastando fino a ottenere un composto omogeneo.
Stender la pasta e ritagliare dei cerchi.

Aggiungere un cucchiaio di ripieno al centro di ogni cerchio e chiudere i bordi per formare un triangolo.

Cuocere a 180°C per circa 15 minuti, fino a quando appaiono belli dorati.




