Il karaage – o più semplicemente pollo fritto giapponese – è una ricetta molto amata in Giappone, spesso servita in accompagnamento a riso e verdure.

Per dirlo in modo semplice si tratta di pollo che prima di essere fritto viene marinato. Marinatura che conferisce al piatto un sapore unico e profondo
Karaage, tra storia e curiosità
Una ricetta giapponese, anche se le sue origini provengono dalla Cina, un’origine racchiusa ancora oggi nel nome. La parola “karaage” deriva da due termini giapponesi: “kara” (唐), che significa “Cina”, e “age” (揚げ), che significa “fritto”. Nonostante le sue origini, la ricetta del karaage, successivamente modificata rispetto all’originale, con il tempo è diventata un piatto distintivo della cucina giapponese.

Oggi, il karaage è un piatto talmente popolare in Giappone che puoi trovarlo praticamente in ogni ristorante o bancarella che serve cibo giapponese. Viene anche utilizzato come condimento per insalate o come snack accompagnato da una birra giapponese, come la famosa Asahi o Sapporo.
La fortuna del karaage risale alla metà del secolo scorso, quando, durante gli anni ’50 e ’60, molti ristoranti giapponesi iniziarono a servire karaage come piatto informale e da street food. Il risultato è che oggi sia diventato un piatto quotidiano, presente non solo in molti ristoranti, ma anche nelle bancarelle di street food e nel bento , il tipico porta vivande giapponese, utilizzato per portare il pranzo a lavoro, o più in generale da fuori casa. Il pollo fritto, infatti, è una ricetta perfetta per questo tipo di preparazione, anche preparato prima il karaage mantiene la sua croccantezza anche dopo essere stato lasciato raffreddare.

Il karaage è considerato un “comfort food” giapponese, che richiama un senso di calore familiare e di nostalgia. Lo troviamo spesso sulle tavole delle feste e delle occasioni speciali. Durante i matsuri (i festival tradizionali giapponesi), è facile trovare il karaage nei chioschi per essere consumarlo anche mentre si cammina.
Sebbene il karaage sia diffuso in tutto il Giappone, non mancano molte varianti regionali. Ad esempio a Okinawa, la ricetta si può trovare preparato con carne di maiale, mentre a Kyushu, il pollo potrebbe essere marinato in modo leggermente diverso con l’aggiunta di ingredienti locali.

Con l’evoluzione della cucina giapponese, il karaage è diventato una sorta di simbolo della cucina più “casual”, ma al tempo stesso gourmet. Tra le varianti c’è l’aggiunta di farina di riso all’amido di mais, che garantisce una croccantezza maggiore. Il successo di questo piatto ha varcato le frontiere giapponesi e negli USA viene accompagnato da salse moderne come maionese, wasabi, salsa barbecue giapponese. E non manca neppure chi lo utilizza come farcitura per sandwich o panini.
Ingredienti

- 400 g di petto di pollo
- 2 cucchiai di salsa di soia
- 1 cucchiaio di zucchero
- 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
- 1 spicchio d’aglio tritato
- 1 cucchiaio di succo di limone
- 1 cucchiaio di amido di mais
- Olio di semi per friggere
- Pepe nero q.b.
Procedimento
Iniziamo con la preparazione del pollo.

Per prima cosa si taglia a bocconcini di circa 3-4 cm. A parte, in una ciotola iniziate a preparare la marinatura mescolando la salsa di soia, lo zucchero (la ricetta originale vorrebbe il mirin), il succo di limone, lo zenzero grattugiato, l’aglio tritato , un po’ di pepe e un cucchiaio di amido di mais..

Mescolate bene tutto e poi aggiungete i bocconcini di pollo. Amalgamate bene il pollo con la marinatura e lasciate riposare in frigorifero per almeno 30/60 minuti. Come sempre, più è lunga la marinatura, migliore sarà il risultato.
Nel frattempo preparatevi per la frittura. Mettete su un piatto della farina o amido di mais, passateci i bocconcini di pollo, che avrete avuto cura di sgocciolare precedentemente.

Scaldate abbondante olio in una padella o wok, poi gettate il pollo per una frittura veloce. Bastano circa 5 minuti, giusto il tempo di farlo diventare dorato e croccante. Abbiata cura di friggere il pollo un po’ per volta, senza sovraffollare la padella, che comprometterebbe il risultato finale.
Una volta fritto il pollo fa posto su di un piatto con carta assorbente per eliminare, come per ogni frittura, l’olio in eccesso.

Servite servire il karaage con fettine di limone fresco da spremere sopra, oppure accompagnato con una salsa leggera a base di soia e limone. Perfetto anche per essere servito accompagnato da riso bianco, insaporito con una macinata di pepe o prezzemolo fresco tritato.

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