Ricetta degli Onigiri, le polpette di riso giapponesi

Oggi vi presento la ricetta degli onigiri, il cibo che ho amato di più durante il mio viaggio in Giappone. Anche se la prima volta che ne ho mangiato uno è stato a Roma, al Ramen Bar Akira, in occasione della serata inaugurale dei coktail a base di sake. Tutto questo un paio di mesi prima del mio viaggio in Giappone.

La prima volta che ho visti degli onigiri è stato in tv, sicuramente è successo anche a voi. Avete presente quelle polpettine che spesso mangiano con voracità i protagonisti dei cartoni animati? Ecco, a noi sembravano polpette, ma sono onigiri.

Che cosa sono gli onigiri?

Detto in modo molto semplice è una polpetta di riso con un cuore farcito da un ripieno che può essere di diverto tipo, si va dal salmone al tonno, ma può essere anche a base di verdure, piuttosto rari invece quelli a base di carne

A contribuire al loro sapore anche il condimento che può prevedere anche l’aggiunta di spezie o semi.

Per i giapponesi rappresentano uno spuntino che viene consumato spesso fuori casa, molto indicato anche come pranzo al sacco a scuola o sul posto di lavoro. Nei bento, i porta pranzo giapponesi, è uno dei cibi più diffusi.

Si trovano pronti un po’ ovunque, nei frigoriferi dei kombini (i supermercati giapponesi aperti 24 ore) incartati uno ad uno o nei banchetti dello street food. Una porzione di onigiri è un ottimo modo, soprattutto a pranzo, non solo per ottimizzare i tempi, ma aiuta anche a spendere poco in un viaggio in Giappone

Gli onigiri hanno in genere hanno forma triangolare – ma si trovano anche di forma sferica o cilindrica- e sono decorati alla base con un pezzetto di alga nori. Anche se a dire il vero l’alga ha uno scopo soprattutto pratico, serve per afferrare comodamente l’onigiri senza sporcarsi le dita. Si, perché come uno street food che si rispetti si mangia con le mani. A volte però è possibile trovarli anche senza alga, soprattutto quando si mangiano a tavola e non in strada.

onigiri al pomodoro

Ma anche negozi specializzati in onigiri (Onigiri-ya) che offrono questi bocconcini di riso declinati in un numero molto alto di varianti.

Storia degli onigiri

Sicuramente si tratta di un cibo che vanta una lunga storia. La ricetta degli onigiri è documentata fin dall’ XI secolo, come ci racconta il Murasaki Shikibu Nikki (il diario di Murasaki Shikibu), che li cita come pranzo al sacco dell’epoca. La ricetta degli onigiri però è sicuramente più antica.

Un cibo da mangiare in giro già all’epoca. Pensate che i samurai li avvolgevano in foglie di bambù e se li portavano per poterli mangiare durante la guerra. I primi onigiri erano di forma sferica ed erano chiamati tojiki.

La forma era dovuta ad un motivo pratico, ancora non si usavano le bacchette e per questo il riso veniva lavorato a forma sferica, sicuramente più pratico da consumare, nel periodo successivo veniva mangiato su un piatto e la forma diventa rettangolare. Comunque restava un pasto veloce da consumare e un ricetta rapida da preparare. Talvolta non c’era neppure il ripieno, era solo riso condito con del sale.

Una ricetta di grande successo quella degli onigiri che oggi ne fa come uno dei cibi più diffuso in tutto il Giappone.

La ricetta base degli onigiri è sostanzialmente una, quello che varia è la scelta del ripieno. Il più delle volte si utilizza pesce, molto spesso il salmone, mentre il ripieno a base di carne è piuttosto raro. Anche per questo nel mio viaggio in Giappone è stata una scelta molto indovinata. Per darvi un’idea di come può variare la ricetta degli onigiri vi dico che li potete trovare con un ripieno di salmone (che poi sono i miei preferiti), farciti con tonno e maionese o gamberi e maionese, con pezzetti di pollo e in molti altri modi.

Per fare le cose fatte bene servirebbe lo stampo da onigiri, senza dover andare in Giappone li potete comprare comodamente su Amazon – per pochi euro – i classici stampini triangolari. Se poi volete osare di più ci sono degli stampini più fantasiosi per fare degli onigiri a forma di fiore o animaletto.

Gli stampini sono molto comodi per fare degli onigiri perfetti e in poco tempo, però non dimenticate che la ricetta originale prevede che siano modellati a mano.

Ieri mi ero cimentata con la ricetta deli kimbap coreani e visto che mi era avanzato del riso e le alghe ho pensato di utilizzarlo per preparare gli onigiri.

Ricetta degli onigiri

Ingredienti (per 5 onigiri):

  • 150 grammi di riso
  • 1 foglio di alga nori
  • sale q.b

Quale riso usare per la ricetta degli onigiri

riso per onigiri

Non fatevi ingannare dal fatto che parliamo di una ricetta orientale, per gli onigiri va usato un riso bianco a chicco corto. Potete usare quello per sushi, ma volendo va bene anche il nostro riso Roma o Originario. Potete anche usare, volendo, del riso integrale, ma sempre a chicco corto.

Se pensate di preparare degli onigiri per una serata tra amici, una buona idea è quella di sbizzarrirsi e prepararne con diversi tipi di ripieno. Io ve ne suggerisco tre, ma la scelta è molto varia e comprende ad esempio anche pollo oppure un ripieno vegetariano.

Ingredienti per tre tipi di ripieno:

  • tonno in scatola e maionese
  • salmone
  • frittata e verdura

Come fare gli onigiri: preparare e cuocere il riso

La prima cosa da fare è quella di cuocere il riso. Prima però va messo in una bacinella, sciacquato e strofinato delicatamente per eliminare l’amido. Cambiate l’acqua più volte fin quando non diventa trasparente.

Fatto questo lasciate il riso per una mezz’ora a bagno in acqua fredda. Poi passate alla cottura a vapore, che è diversa da come noi comunemente cuociamo il riso. Per la spiegazione vi rimando alla ricetta dei kimbap coreani.

Come fare gli onigiri: dargli forma

Mettete ora il riso su un piatto largo e mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno per farlo raffreddare. Non appena sarà tiepido iniziate a dare forma ai vostri onigiri.

Per prima cosa bagnatevi le mani, sulle quali andrete a mettere un pizzico di sale. Prendete un pugnetto di riso e praticategli un buco al centro, dove andrete a mettere il ripieno. Chiudete il buco e lavorate gli onigiri dandogli prima la forma di una pallina, poi continuate a modellarli per ottenere la tipica forma triangolare. Nel fare questo lavoro pressate il riso dolcemente per dargli la forma, ma senza esagerare. Ricordatevi di bagnare le mani ogni volta, questo serve sia per condire il riso che ad evitare che vi resti appiccicato alle mani.

Al riso volendo possono essere aggiunti dei semi per renderlo più saporito

Come fare gli onigiri: quale farcitura

onigiri al tonno e alle verdure


Tonno e maionese
: aprite una scatoletta di tonno al naturale (oppure scolate bene l’olio) sminuzzatelo con un forchetta e poi unire la maionese.

Salmone: per questo tipo di ripieno utilizzate del salmone cotto al forno. Anche in questo caso va sminuzzato con una forchetta e usato per farcire gli onigiri, la ricetta può essere completata con un tocco di salsa di soia che gli dà più sapore.

Questi sono i ripieni più semplici da preparare, se avete nelle vicinanze un negozio di prodotti alimentari asiatici potreste provare ad utilizzare dei fiocchi di katsuobushi (pesce fermentato essiccato) mescolati con della salsa di soia e lasciati in infusione per una decina di minuti. Oppure le umeboshi (condimento a base di prugne salate)  e tritate in modo piuttosto grossolano. Acquisti che, volendo possono essere fatti anche on line tramite Amazon.

Ancora più semplici, quelli a base di riso e pomodoro o quelli avvolti da una sottile frittatina. Insomma, la ricetta è una, ma di onigiri ce n’è per tutti i gusti. E poi è anche un modo per utilizzare gli avanzi. Il giorno precedente avevo fatto la ricetta dei kimbap e mi era avanzata un po’ di frittata e un pugnetto di spinaci e così ho fatto anche un paio di onigiri verdura e uovo.

Una volta preparati i vostri onigiri, farciti come credete meglio, la ricetta prevede l’aggiunta di un pezzettino di alga che serve per impugnarli.

ricetta onigiri

Come fare gli onigiri: l’alga nori

Ecco come procedere. Tagliare l’alga nori a strisce di circa circa 3,5 cm di larghezza e 10 cm di lunghezza.

Questi rettangolini di alga vanno posizionati sul riso, e servono per impugnare gli onigiri. Lo sapete che il nome onigiri deriva proprio dal verbo “impugnare”?

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