Quando si parla di Subiaco, tre nomi affiorano immediatamente: San Benedetto, Gina Lollobrigida e i Borgia, con la loro imponente Rocca Abbaziale che domina il borgo dall’alto. Tra i personaggi celebri legati a questo territorio c’è anche Nerone, che qui possedeva una delle sue ville.

Oggi ci soffermiamo proprio sulla Rocca Abbaziale di Subiaco, una dimora storica, legata alla famiglia Borgia, che racconta quasi mille anni di vicende, potere e trasformazioni. È un luogo che conquista subito: per la posizione panoramica sulla valle dell’Aniene e per la ricchezza di storie custodite tra le sue mura.
All’interno, tra i vari affreschi, spiccano la rappresentazione della villa di Nerone e un’immagine del Monastero di Santa Scolastica, dipinta dal pittore semplicemente affacciandosi da una delle finestre della Rocca.
Il monastero è il primo dei cenobi benedettini fondati direttamente da San Benedetto nel 520 d.C. ed è l’unico dei dodici insediamenti originari giunto intatto fino a noi.

Al suo interno, tra i vari affreschi, anche la rappresentazione di come doveva essere la villa di Nerone e un’immagine del Monastero di Santa Scolastica che il pittore ha ritratto semplicemente affacciandosi da una delle finestre della rocca.

Il monastero -è stato il primo dei monasteri benedettini fondati direttamente da San Benedetto, nel 520 d.C., e l’unico dei dodici insediamenti originari ad essere giunto intatto fino a noi.

Le origini della Rocca Medievale
La storia della Rocca, così come il suo nucleo più antico, risale alla seconda metà dell’XI secolo, quando l’abate Giovanni V decise di costruire una fortezza per controllare il territorio e proteggere i possedimenti monastici.

Nonostante i numerosi interventi successivi, l’anima medievale è ancora percepibile: mura spesse, architetture difensive e un’impostazione che racconta un’epoca in cui il potere si misurava anche attraverso la capacità di dominare il paesaggio.
L’orologio a 6 ore, una rarità
Prima di entrare nella Rocca, superato l’ingresso sulla sinistra, ci si ritrova in una piazzetta panoramica. La vista sulla vallata è spettacolare, soprattutto al tramonto, quando la luce accarezza la pietra e il paesaggio sembra sospendersi.
Qui si trova anche una vera rarità: il grande orologio a sei ore, realizzato nel Settecento da Giuseppe Ravaglia, uno dei pochi ancora funzionanti.

Il sistema “a sei ore”, noto anche come orario alla romana o all’italiana, divideva la giornata in quattro cicli da sei ore ciascuno, a partire dall’Ave Maria serale. Introdotto nel XIII secolo, rimase in uso fino all’età napoleonica.
I Borgia a Subiaco
Un momento cruciale per la Rocca arriva nel Quattrocento con Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI. A lui si deve la costruzione del mastio quadrangolare, che ancora oggi mostra su tre lati lo stemma della famiglia.

Proprio qui nacque la più celebre dei suoi figli, Lucrezia Borgia, avuta da Vannozza Cattanei, sua amante ufficiale, che al cardinale diede 4 figli, tutti riconosciuti. Ve la ricordate? Di lei vi avevo già parlato qualche tempo fa a proposito di Rignano Flaminio.

Ma torniamo a Subiaco: camminare tra le sale del mastio significa sfiorare un pezzo di storia europea, immaginare intrighi, alleanze e momenti di vita quotidiana che hanno segnato un’epoca.
Dai Borghese ai Colonna
Dopo i Borgia, la Rocca passò ai Borghese e poi ai Colonna, che governarono Subiaco per oltre un secolo. s
A loro si devono gli eleganti affreschi cinquecenteschi del mastio, realizzati da artisti della cerchia di Perin del Vaga: un Rinascimento colto, raffinato, perfettamente inserito nel linguaggio artistico dell’epoca.

La trasformazione settecentesca di Pio VI
Dopo vari passaggi di proprietà, la Rocca arrivò nelle mani del cardinale Giovannangelo Braschi, futuro Pio VI, che avviò una trasformazione radicale. Decise infatti di unire la fortezza medievale e la torre borgiana, creando un vero palazzo di rappresentanza.
Il progetto fu affidato a Pietro Camporese il Vecchio, che ridisegnò gli spazi in stile neoclassico. Nacque così il grande portale con doppia scalinata e, al secondo piano, uno dei cicli pittorici più belli del Settecento laziale, opera di Liborio Coccetti.
Oggi la Rocca è di proprietà del Comune di Subiaco, che sta portando avanti restauri e interventi per trasformarla in un importante polo culturale.
Cosa vedere nella Rocca Abbaziale
Il piano terra: l’Appartamento Colonna
La visita inizia dal raffinato Appartamento Colonna (XVI secolo). Arredi, soffitti decorati e ambienti di rappresentanza raccontano il linguaggio dell’autorità nobiliare.

La Sala dei banchetti colpisce per le decorazioni: un tempo le pareti erano animate dalle Virtù, mentre il soffitto presenta lo stemma Colonna in stucco, incorniciato da un pergolato di frutta e fiori, simbolo di abbondanza e prosperità, e accompagnato da due piccole scene mitologiche.
Segue una sala ricca di grottesche, la moda decorativa rinascimentale riscoperta dopo la Domus Aurea e resa celebre da Raffaello.

Si arriva poi alla suggestiva Sala dello Zodiaco, dove lo stemma Colonna è circondato dalle personificazioni dei pianeti: un messaggio simbolico che pone la famiglia al centro dell’Universo, vero “sole” attorno al quale tutto ruota. .

Il piano superiore: l’appartamento di Pio VI
Salendo al piano superiore si entra nel Settecento. Le prime tre stanze sono decorate con le vedute dei borghi della Commenda di Subiaco: Subiaco, Cervara, Jenne, Marano, Agosta e altri centri.
Le scene, dipinte da Liborio Coccetti, uniscono paesaggi e piccoli episodi di vita quotidiana, con un gusto quasi miniaturistico.

Una curiosità affascinante riguarda la grande veduta di Subiaco, che occupa un’intera parete, comprese le ante di una porta che conduce a un ripostiglio.

Le ante originali sono state rubate in tempi recenti e oggi sono state sostituite da una replica, dipinta da un pittore locale. L’artista che ha eseguito il lavoro ha scelto di lasciare un segno personale, ritraendosi in abiti moderni mentre osserva il pittore antico, che a sua volta si era autorappresentato nell’opera originale

È un dialogo sottile tra passato e presente, un piccolo capolavoro che racconta come la storia continui a vivere attraverso chi la custodisce.
Seguono le sale di rappresentanza di Pio VI, con soffitti voltati e decorazioni ricchissime. Colpisce la piccola Stanza da letto, sorprendentemente raccolta ma finemente ornata.

Informazioni utili per la visita
La Rocca abbaziale di Subiaco è aperta il sabato, la domenica e giorni i festivi con orario 10,30-19, per maggiori informazioni e aggiornamenti potete consultare il sito ufficiale della Rocca.

Post in scritto in collaborazione con le DMO H2O Tevere Mare e Vamos



