Roma dal Cielo

Roma dal cielo sì, ma con i piedi per terra e con un piccolo aeroplano che ci ha seguito tutto il tempo. 

Tutto nasce da un invito che  Sky Team ha rivolto qualche settimana fa alle Blogger romane dell’Associazione Italiana Travel Blogger. L’occasione era quella  di farci conoscere meglio il funzionamento dell’alleanza che vede insieme 19 compagnie aeree. 

Manifesto evento

Un evento tutto per noi

Una presentazione da sola non bastava, hanno voluto fare le cose in grande ed ed hanno creato così per noi l’evento Roma dal Cielo

Dolci

L’aspetto più istituzionale poteva aspettare. Prima ci hanno servito una ricca colazione – e io ho finto di non essere a dieta – poi ci hanno offerto una visita guidata della zona intorno al colle capitolino, con la preziosa collaborazione dell’Associazione Sinopie. Ad accompagnarci alla scoperta di Roma dal Cielo la bravissima Martina Gatti, che non è solo una guida turistica, è anche la fondatrice dell’associazione. 

Insomma questa volta per vedere Roma dal Cielo niente aerei, ma uno dei più rappresentativi dei sette colli romani. L’aereo in realtà c’era, ma era un modellino di un velivolo Sky Team. 

Da Piazza Margagna a Piazza Venezia

Punto di partenza un angolo di Roma con un aspetto un po’ fuori dal tempo. Piazza Margagna, uno scorcio di Roma sparita che conserva quasi inalterato parte del cuore della Roma medievale. Da qui ci siamo spostati verso la vicina Piazza Venezia.

Prima di salire sul Campidoglio, ci siamo soffermati su un monumento che sotto gli occhi di tutti, ma al tempo stesso poco noto e quai ignroato. Sono i resti dell’insula romana dell’Aracoeli, risalente al II secolo. Le insule si sa erano un po’ le case popolari dell’antica Roma forse le avete viste a Ostia Antica. Erano edifici a più piani questa in particolare questa era su sei livelli. Le insule erano spesso soggetti a crolli e incendi, più si abitava in alto e più si era a rischio.

L’idea di fermarci qui era anche un’occasione Per sottolineare uno degli aspetti più caratteristici della nostra bella Roma, cioè quello di essere una città fatta a strati.

Basta affacciarsi un attimo per rendersi conto di come il piano stradale sia molto più elevato di quanto lo era un tempo.

Piazza del Campidoglio

Ora eravamo pronti a spiccare il volo verso l’alto di uno dei Sette Colli di Roma, uno dei più importanti della città perché fin dall’antichità era qui che Roma veniva amministrata.

Lasciata alle spalle l’insula, ma – per ora-  anche la basilica dell’Aracoeli con la sua ripida scalinata di 124 gradini, costruita come ringraziamento alla Madonna per aver salvato Roma dalla pestilenza. 

Abbiamo scelto di salire sul Campidoglio per una via più comoda. La Cordonata progettata da Michelangelo. La scale sale sul colle con dolcezza grazie a gradini bassi pensati per consentire anche la salita a cavallo. 

Marco Aurelio a cavallo

A proposito di cavalli, appena raggiunta la piazza ci si trova al cospetto con sua maestà Marco Aurelio, una statua equestre in bronzo.

Sembra quasi incredibile che una statua in bronzo di tale grandezza sia sopravvissuta alla storia e che non sia stata fusa come accaduto per molte altre.

A salvarla fu un errore. Originariamente la statua si trovava nella zona del Laterano. Erroneamente fu identificata come Costantino. Ovvero l’imperatore che fece edificare la prima basilica romana, appunto quella di San Giovanni Laterano e che per primo concesse la libertà religiosa ai cristiani. 

Marco Aurelio a Cavallo

La statua equestre originale di Marco Aurelio

 La statua che vediamo oggi sulla piazza in realtà è una copia. L’originale in bronzo è conservatao all’interno dei Musei Capitolini. I romani ricordano bene che per diverso tempo la piazza era stata privata del suo cavaliere. Al centro c’era una triste piedistallo vuoto. Alla fine fu deciso di mettere una copia anche perché la piazza fu disegnata da Michelangelo incentrandola proprio sulla statua equestre.

I palazzi del Campidoglio

Quanta storia è passata di qui! Il colle è alto una quarantina di metri e qui oggi troviamo alcuni importanti edifici: i due palazzi che ospitano i Musei Capitolini e il Palazzo Senatorio sede principale del Comune di Roma che tramite un passaggio sospeso è collegata alla Protomoteca, la più prestigiosa delle sale capitoline.

Sulla facciata del Palazzo Senatorio una torre ospita quello che fu il primo orologio pubblico installato a Roma, e la Patarina, una campana che suona solo in occasioni speciali.

Terrazze con vista

È a Palazzo Senatorio che i Sindaci di Roma hanno da sempre il loro ufficio con un terrazzino che affaccia sui Fori Romani. La veduta da lì vi giuro è spettacolare, quando lavoravo come giornalista televisiva ho avuto occasione più di una volta di sbirciare.

Per i comuni cittadini invece la vista più bella è quella che si gode da una terrazza che si trova proprio alle spalle della Protomoteca. Descrivere la vista da qui è decisamente poco facile. Davanti ai nostri occhi si apre la grande bellezza della Roma antica. Una foto in questo caso vale più di 1000 descrizioni. 

Da Piazza del Campidoglio all’Aracoeli

Il nostro viaggio nel cielo di Roma prosegue con una visita alla chiesa più alta della città, la basilica di Santa Maria in Aracoeli.

Vi ricordate che prima avevamo evitato la ripida scalinata? Le via di accesso più comoda si apre proprio da piazza del Campidoglio, con un’entrata laterale, ma decisamente più comoda.

E poi la basilica è così bella che non importa da quale porta si entri. 

C’era una volta una bambina…

Ricordo che da bambina i miei ha genitori di portavano sempre qui a Natale a vedere il presepe e a recitare le poesie su un piccolo palco metallico che veniva allestito al suo interno.

 Non so se all’epoca l’entrata laterale fosse chiusa, ma ricordo che noi salivamo sempre lungo la ripida scalinata. Ogni volta mi impegnavo a contare i gradini, ma alla fine perdevo il conto. 

Chiesa con vista

Aracoeli, l’altare del cielo. La chiesa non può che offrire anch’essa al visitatore una panoramica sulla città.

Non ci stanchiamo di vedere il panorama di Roma perché cambiando il punto di vista cambia anche ciò che si può ammirare.

Da qui sei un nuovo suggestivo colpo d’occhio sulla città. Mentre la veduta precedente ci mostrava soprattutto una Roma romana, da qui sia la visuale di una Roma più moderna o meglio della Roma barocca con le cupole delle sue chiese.

Santa Maria in Aracoeli

Una volta all’interno della Chiesa non ci si stanca mai di guardarci intorno.

La chiesa fu costruita sulle rovine di un tempio dedicato a Giunone intorno al VI secolo. Era un periodo nel quale il nuovo si sovrapponeva con molta facilità al vecchio. Una stratificazione molto visibile anche in questa chiesa. Basta guardarsi intorno per capire che è stata costruita con elementi di spoglio. Le colonne e capitelli sono di epoca romana, uno diverso dall’altro e provengono da edifici più antichi.

Ricordatevi di guardare anche in alto e in basso

Guardarsi intorno va bene ma anche in alto e in basso per ammirare anche il soffitto a cassettoni del XVI secolo e uno straordinario pavimento cosmatesco realizzato con tarsie di marmi antichi.

La chiesa è a tre navate è arricchita da numerose cappelle ed è caratterizzata anche dalla presenza di una cinquatina di lampadari a gocce

Il Bambinello dell’Aracoeli

Per i romani la chiesa è famosa soprattutto per il Santo Bambino, ovvero il Bambinello dell’Aracoeli. Una statua in legno che pare fosse stata intagliata da un frate francescano dal legno di un ulivo del giardino dei Getsemani.

Alla statua da sempre sono stati attribuiti poteri miracolosi, Ecco perché in tanti gli si rivolgono per chiedere delle grazie. Ed ecco anche il motivo per cui la statua è coperta di ex voto.

Quella che si vede oggi nella basilica è una copia. L’originale, infatti, è stato rubato nel 1994 e non è più stato ritrovato. La statua era statarubata già in passato, ma fu recuperata.Questa volta però non è accaduto.

Poco importa se non è la statua originale del XV secolo. Per i fedeli rimane sempre oggetto di venerazione, al punto che il 6 gennaio ogni anno è con questa statuina che si benedice la città di Roma.

Curiosità per sorridere un po’

Avete presente i 124 gradini per salire da Piazza Venezia?

Scalinata aracoeli

La scalinata io la preferisco fare in discesa

La tradizione popolare vuole che salendoli in ginocchio le donne che cercano marito possono traovare l’anima gemella e saranno esadite anche quelle che desiderano un figlio. Infine salire le scale in ginocchio sarebbe anche un modo per vincere al lotto. Bisognava però pregare appellandosi ai Re Magi e, cosa più difficile, trovare i numeri decodificando ciò che si osserva durante la salita.

Un pranzo al volo

 La giornata si è poi conclusa con la presentazione dell’alleanza Sky Team (eravamo venute per questo) e con un pranzo in una sala di Palazzo Margana allestito con i colori Sky Team e con un menù ispirato alle diverse fasi del volo,

A questo punto non mi resta che ringraziare SkyTeam per la collaborazione e per aver scelto AITB

#incollaborazionecon Skyteam

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