Riserva Nazzano Tevere Farfa

Il Tevere non è solo quello che scorre a Roma imbrigliato dai muraglioni, è anche quello della Riserva Nazzano Tevere Farfa, che offre al visitatore un ambiente completamente diverso da quello urbano.

Tevere a Roma

Anima e simbolo di Roma, il Tevere, un tempo, chiamato “il biondo” è diventato negli ultimi decenni uno dei fiumi italiani maggiormente minacciati dall’inquinamento. Questo oltre che dai dati scientifici emerge anche dal pensiero comune.

Il Tevere che scorre in città è un fiume ferito, come si può scoprire navigando in battello sulle sua acque, un’esperienza che conferma questo sentimento.

Forse anche per questo stupisce sapere che solo a pochi chilometri a monte di Roma, nel territorio dei Comuni di Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli di Sabina.

Riserva Nazzano Tevere Farfa

La Riserva si trova al confine tra le Province di Roma e di Rieti, lungo il basso corso del Tevere ed è qui che il fiume conserva ancora un tratto di grande bellezza. Quella di “Nazzano, Tevere-Farfa è un’area protetta che offre al visitatore la possibilità di fare un vero e proprio tuffo nella natura in quello che è il tratto più bello del fiume

Si tratta di qualcosa come 700 ettari, dei quali gran parte occupati dalle anse del Tevere, dal Lago di Nazzano e dal torrente Farfa, che proprio qui finisce al sua corsa mescolando le sue acque al Tevere. Poco lontano sorge una diga ENEL a cui si deve questo particolare ambiente. Era la metà degli anni ‘50 quando, per produrre energia elettrica, l’ENEL sbarrò il fiume in questo punto. La conseguenza immediata fu l’innalzamento del livello dell’acqua, che finì con l’inondare tutta la zona circostante, dando vita ad una sorta di lago di circa 300 ettari. Un ambiente umido che ha subito offerto rifugio ad un gran numero di specie di uccelli.

Come sapete le aree umide hanno una grande importanza negli ecosistemi, un luogo fondamentale per l’avifauna. Si tratta sia di uccelli stanziali che di passo.

Con un po’ di pazienza e a volte di fortuna è osservare molti uccelli. Tra questi diversi esemplari legati all’ambiente di palude come il cannareccione, la cannaiola, il porciglione. E ancora la gallinella d’acqua, facilmente riconoscibile per il becco giallo e rosso, l’alzavola, il fischione, reale, lo svasso maggiore, la folaga dal piumaggio nero interrotto da una macchia bianca sulla fronte e la moretta.

folaga tevere farfa

Tra gli uccelli più comuni anche il germano, la cui livrea differenzia subito a colpo d’occhio il maschio dalla femmina. Prima parlavo di fortuna, ecco ne basta un pizzico per scorgere il rapido volo del coloratissimo martin pescatore.

martin pescatore

Non mancano neppure i rapaci come il falco di palude e il falco pescatore.

falco pescatore

La riserva è perfettamente fruibile a tutti grazie a un percorso di traversine in legno, che attraversa il bosco allagato e conduce nel canneto, dove si trovano anche i capanni per il birdwatching.

La riserva Nazzato Tevere Farfa può essere visitata tutto l’anno. Ogni stagione ha un volto nuovo e diverso da scoprire. Di tutte le volte che sono venuta qui ce n’è una che mi è rimasta particolarmente nel cuore: è stato quando sono stata gli occhi di un non vedente durante l’escursione. Intanto accompagnare un cieco a visitare un luogo è sempre una bella esperienza, al di là di quello che è l’aspetto sociale. Dover essere gli occhi di una persone che non può vedere ha il potere si aprire ancora di più i tuoi, di osservare l’ambiente circostante con maggiore attenzione per poter riportare con le parole le immagini che lui non è in grado di vedere. Oppure cercando con gli occhi qualcosa da potergli far vedere attraverso il tatto, come il soffice equiseto.

equiseto tevere farfa

Numerose aree attrezzate consentono di vivere intere giornate immerse in una natura stupefacente. Tra i milioni di turisti che ogni anno prendono voli per Roma, oltre ai monumenti, questo angolo di Tevere è un’occasione unica per riscoprire uno dei più importanti fiumi d’Italia. L’area protetta è curata da associazioni ambientaliste e dalla provincia di Roma.

Una curiosità, la riserva è stata istituita nel 1979 e questo ne fa la prima area naturale protetta della Regione Lazio.

Se volte trascorre una giornata immersi nella naturale fare una gita alla riserva naturale Nazzano Tevere – Farfa è una buona scelta. I sentieri sono facili da percorrere, grazie a traversine in legno perfette anche per le famiglie con il passeggino e poi non mancano diversi punti dove potersi fermare per un picnic. Non manca però la possibilità di mangiare con le gambe sotto il tavolo di un ristorante, quello di un piccolo agriturismo

Tante le opportunità di visita, sia a piedi percorrendo il sentiero Natura “La Fornace” (non percorribile in bicicletta) che il sentiero Meana. Per chi poi vuole godersi il fiume dal fiume, niente di meglio che approfittare delle gite in battello o ancora seguire dei percorsi ciclabili. Per chi non ha la bici può noleggiarla sul posto.

La riserva è aperta tutti i giorni, dall’alba al tramonto, tramite i tre accessi principali: da qui le persone possono andare a fare passeggiate, pic nic, fare bird watching e altro. Questo territorio si caratterizza per una vegetazione molto ricca.

Per chi vuole approfondire la visita può fare tappa a Nazzano e visitare il Museo del Fiume in via Mazzini, 4.

Come arrivare alla riserva di Nazzano Tevere Farfa

Alla riserva di Nazzano Tevere Farfa è possibile arrivare si con i mezzi privati che pubblici.

Da Da Roma è disponibile il pullman Cotral, destinazione Nazzano, con partenza dal dal capolinea di Saxa Rubra. Il viaggio dura circa un’ora

per chi preferisce il treno, dalla stazione di Roma Tiburtina può prendere un treno per Roma-Orte con arrivo, dopo circa 45 minuti di viaggio alla Stazione di Poggio Mirteto Scalo. Da qui è necessario poi proseguire fino all’ingresso della Riserva di Torrita Tiberina. A piedi è un po’ lunga, sarebbe meglio fare il tratto in bicicletta

Il modo migliore per arrivare alla Riserva Tevere Farfa è comunque l’auto, sia per chi arriva da Roma che per chi arriva da Rieti o Firenze.

da Roma ci sono diverse alternative. Si può percorrere la S.P. Tiberina sino al Km. 28,100 in località Meana frazione di Nazzano: Chi sceglie la via Salaria deve poi imboccare l’autostrada A1 in direzione Firenze per poi uscire al casello di Roma Nord-Fiano Romano e da qui proseguire il viaggio in direzione Nazzano e Torrita Tiberina; Stesso percorso a chi invece partendo da Roma imbocca l’A1 direttamente dal GRA

Per chi arriva da Firenze con l’A1 il casello di uscita è quello di Ponzano-Soratte e da qui si raggiungono Nazzano e Torrita Tiberina.

Se invece arrivate da Rieti con la Via Salaria dovete uscire sulla SS 313 all’altezza di Passo Corese, quindi proseguire verso Nazzano e Torrita Tiberina.

Vi consiglio di scaricare la mappa dei sentieri direttamente dal sito Parchi Lazio.

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