Santo Stefano Rotondo al Celio, Roma

A Roma ci sono tante, tantissime chiese, ma troppo stesso il visitare si limita sempre alle stesse perdendo l’occasione di visitare alcuni piccoli gioielli, come la Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio, che è anche una delle chiese più antiche di Roma e più in generale della cristianità.

Santo Stefano Rotondo al Celio

Come fa intuire il nome, si tratta di un edificio a pianta centrale, un bellissimo esempio di chiesa paleocristiana, realizzata anche con materiale di spoglio, è caratterizzata da una pianta che si sviluppa su tre cerchi concentrici – costituito da ventidue colonne (anello va creare due camminamenti circolari attorno all’altare maggiore) – e su una forma a croce greca.

Un’impostazione che ricorda la basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, un edifico che durante il periodo medievale rappresentò un modello architettonico di riferimento, la sua forma circolare è simbolo di perfezione e armonia.  

In origine la chiesa aveva tre cerchi concentrici con uno spazio centrale delimitato da un cerchio di 22 colonne, circondata da due ambulacri più bassi ad anello. Uno più interno che era delimitato da un secondo cerchio di colonne collegate da archi (oggi inserite in un muro continuo) e uno più esterno, oggi scomparso, che era chiuso da un muro basso.

Nell’anello più esterno dei colonnati quattro ambienti iscrivevano una croce greca nella pianta circolare.

Anticamente la chiesa era molto più ricca, a cominciare dalle lastre di marmo che ne rivestivano i pavimenti e – in parte- le pareti. Nei secoli la chiesa ha subito una serie di saccheggi

Santo Stefano Rotondo

La chiesa si trova in via Santo Stefano Rotondo, 7. Una via stretta che costeggia il complesso ospedaliero San Giovanni Addolorata e che collega San Giovanni con via della Navicella.

Fu edificata – sui resti di un edificio precedente – nel V secolo, pare per volere di papa Leone I il quale si era fatto promotore anche di un’altra chiese dedicata allo stesso santo: Santo Stefano sulla via Latina.

Allo stesso periodo risalgono due monete rinvenute sotto il pavimento, ma non è l’unica cosa che questo ha celato per secoli. Una serie di scavi archeologici, iniziati nel 1958 e tutt’ora in corso, hanno permesso di riscoprire un bellissimo esempio di mitreo del III secolo.

Una piccola chiesa, con una grande storia. Qui si è fermato anche papa Gregorio Magno, che tra queste mura ha anche parlato ai fedeli per mezzo delle sue prediche. A Gregorio Magno è attribuito un sedile in marmo di epoca romana, una cattedra, conservata nella chiesa di Santo Stefano Rotondo al Celio che, secondo la tradizione, veniva utilizzato dal pontefice per recitare le sue omelie. 

Le pareti interne sono affrescate con 34 scene di martirio realizzate da artisti come Pomarancio, Antonio Tempesta e Niccolò Circignani. 

Raccolta, luminosa e accogliente è una chiesa anche molto ambita da moltissimi sposi che scelgono questo luogo per suggellare il loro amore.

affreschi della chiesa di Santo Stefano Rotondo

Difficilmente vi ci troverete a passare davanti, anche si trova non lontano da San Giovanni, dal Celio e da Villa Celimontana, tutti luoghi molto frequentati, quindi la prossima volta cogliete l’occasione per visitare questa chiesa.

La prima volta per me è stato tanti anni fa, insieme al mio professore di storia dell’arte e da allora mi è rimasto un ricordo molto bello. Ci torno quando posso e ci porto anche gli amici che vengono da fuori. Devo solo ricordarmi che la chiesa il lunedì rimane chiusa. A proposito, nella altre giornate è aperta tutte le mattine dalle 9,30 alle 12,30, mentre nei pomeriggi estivi è visitabile dalle 15 alle 18, in invernali l’orario di visita è anticipato di un’ora (14-17),

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