Non solo “figlia della strada“, San Gimignano per le sue torri è stata soprannominata anche “Manhattan del Medioevo“. Anche se il tempo però ha avuto la meglio su molte delle sue 72 torri ed oggi ne sono rimaste solo 14.

In realtà l’eccezionalità delle torri di San Gimignano è dato dal fatto che ne siano arrivata così tante fino ai nostri giorni. Nel Medioevo praticamente tutte le città avevano delle torri. Ogni casa nobiliare ne aveva almeno una, ma con il tempo sono andate perdute, demolite, crollate o semplicemente inglobate in edifici rinascimentali o barocchi.
Le torri erano simbolo di potere personale
A San Gimignano, come vi ho già detto, le cose però andarono diversamente, dopo la terribile pestilenza del 1348 la città si è come congelata e il suo tessuto urbano non ha subito particolari stravolgenti.
Per i ricchi abitanti di San Gimignano le torri erano simbolo della loro importanza, c’era una sorta di gara per chi possedesse la più alta, mettendo a dura prova la stabilità degli edifici.

A mettere un freno a questo corsa alla torre più alta pensò il comune che nel 1255 elaborò uno specifico regolamento che vietava di edificare torri in grado di superare in altezza la “Torre Rognosa“, la più antica della città, che con i suoi 52 metri all’epoca era la più alta.
La Rognosa fu poi superata in altezza dalla Torre del Podestà (1311), che dall’alto dei suoi 54 metri fu detta “Torre Grossa”. Si affaccia su piazza del Duomo, torre che non solo è la più alta, ma anche he l’unica torre pubblica della città.
Il nome Torre Rognosa deriva dal fatto che fu utilizzata come carcere, quindi di chi aveva rogne
Fatta la legge, trovato l’inganno
La legge quindi vietava di fare torri troppo alte, ma questo non fermò la famiglia Ardinghelli che trovò un modo per aggirare la norma: non potendo avere una torre altissima, optarono per due torri gemelle, che in realtà è come se fosse una unica torre divisa in due parti.

Le torri sono private, ma in casi eccezionali è ammessa la visita.
Due torre più basse anziché una più alta è lo stratagemma utilizzato anche dalla famiglia Salvucci.
Su piazza della Cisterna si affaccia la Torre del Diavolo, così chiamata per una leggenda curiosa: si racconta che un giorno la torre apparve improvvisamente più alta, una trasformazione talmente inspiegabile da far pensare che solo il diavolo potesse averci messo lo zampino
A che servivano le torri
Non erano torri militari, né di avvistamento, erano case-torri, ma come erano organizzate?
La struttura delle torri generalmente era molto simile, il piano terreno ospitava la bottega, il livello superiore era destinato ad uso abitativo. Immediatamente sopra c’erano gli alloggi dei servi e il livello più alto era utilizzato come deposito.
A differenza di altre città che caddero sotto Firenze dopo anni di battaglie e assedi, San Gimignano pone fine alla sua indipendenza nel 1354, con la consegna delle chiavi della città ai fiorentini, per tutelare la tranquillità dell’abitato fu costruita la Rocca di Montestaffoli che controllava più l’interno, per prevenire sommosse popolari, piuttosto che l’esterno.
Visitare le torri di San Gimignano
Le torri storiche di San Gimignano sono per lo più proprietà privata. le uniche due che possono essere visitate sono:
- Torre Grossa: si trova in Piazza del Duomo, affiancata al Palazzo Comunale. L’accesso è incluso nel biglietto del Museo Civico. Salendo i numerosi gradini fino in cima, si può ammirare una vista panoramica a 360 gradi sul borgo e sulle colline del Chianti.
- Torre e Casa Campatelli: situata in Via San Giovanni, offre la possibilità di visitare sia l’interno della torre che l’appartamento signorile arredato al suo interno, gestito dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI).
Le altre torri storiche, come le Torri degli Ardinghelli e le Torri dei Salvucci, sono oggi di proprietà privata o convertite in strutture ricettive, pertanto non sono accessibili liberamente al pubblico come spazi museali, salvo rare eccezioni
Sullo stesso argomento:



