Michelangelo e la luce della tomba di Giulio II

Tra le cose da vedere a Roma c’è anche la Chiesa di San Pietro in Vincoli, nel rione Monti. La chiesa custodisce uno dei capolavori del Rinascimento italiano: la tomba di Giulio II realizzata a Michelangelo. Tomba famosa per la presenza della celeberrima statua del Mosè.

Tomba di Giulio II di Michelangelo

La luce di Michelangelo

L’intero complesso da tempo è oggetto di studi, ed è emerso qualcosa di molto particolare e suggestivo. Succeda la sera degli equinozi di primavera. Al tramonto, i raggi del sole entrano dalle finestre, oltrepassano un piccolo spazio tra le navate di San Pietro in Vincoli e vanno a colpire il complesso scultoreo illuminandolo.

È così che si origina un gioco di luce. Minuto dopo minuto, accende teatralmente alcuni elementi fondamentali del gruppo scultoreo e ne rafforza il significato spirituale.

San Pietro in VIncoli

La Pasqua è un po’ la festa di primavera per eccellenza, ma è anche la festa della luce. Ecco perché è proprio in questo periodo che l’Ufficio Stampa del Ministro della Cultura ha diffuso questo suggestivo video in timelapse. Sono solo pochi minuti, ma che consentono di ammirare come la luce si muove sul monumento.

“Immagini spettacolari che mostrano la ricchezza del patrimonio culturale italiano che a distanza di secoli riesce ancora a stupire con nuove interessanti letture. Lo studio del rapporto tra arte e luce – ha sottolineato il Ministro della cultura, Dario Franceschini – si arricchisce e offre nuove interessanti letture sulle opere di Michelangelo”

Si, perché non si tratterebbe di un fenomeno casuale. Michelangelo, infatti, avrebbe studiato con attenzione la luce per dar vita a questo sorprendente fenomeno visivo che supera i moderni effetti speciali.

Michelangelo Giulio II

Ma non è tutto. Ad integrazione del video sul fenomeno della luce è stata pubblicata anche videointervista ad Antonio Forcellino, architetto, storico dell’arte e restauratore che, negli anni passati, ha curato il restauro del Mosé. Forcellno in questi giorni sta portando a compimento un intervento pulitura dell’opera sotto la tutela della Soprintendenza Speciale di Roma, diretta dalla dott.ssa Daniela Porro.

Mosè di Michelangelo

Cosa vedere a San Pietro in Vincoli

Ricordo ancora la prima volta che sono andata a San Pietro in Vincoli. È stato tanti anni fa. Arrivai a San Pietro in Vincoli solo per vedere il monumento funebre di Michelangelo dedicato a Giulio II.

Sicuramente questo rappresenta il principale motivo per visitare questa chiesa, ma le cose da ammirare sono anche altre, come le opere che si trovano nella navata destra. Si tratta di un Sant’Agostino firmato dal Guercino e il ritratto del Cardinal Margotti del Domenichino.

Molto interessante anche il mosaico della navata sinistra che raffigura San Sebastiano, la sua particolarità è quella del santo rappresentato da anziano e con la barba, una rappresentazione unica nel suo genere.

Monumento funebre di Giulio II Michelangelo, visione d'insieme

Ini realtà più che tomba di Giulio II si dovrebbe dire monumento funebre , perché il pontefice non è sepolto a San Pietro in Vincoli, ma in Vaticano. Eppure nel 1505 fu lo stesso Giulio II a commissionare l’opera a Michelangelo, ma quando lo scultore era pronto a iniziare i lavori, il Papa cambiò idea e il progetto fu accantonato.

Fu poi ripreso più volte e ridimensionato, alla fine, nel 1542 Michelangelo inizia a lavorare a quello che è il sesto progetto del monumento, che conclude nel 1545.

Perché si chiama San Pietro in Vincoli

I vincoli del nome sono la catena che era stata utilizzata per tenere prigioniero san Pietro a Gerusalemme e che oggi è conservata sotto l’altare maggiore. Pare che una delle due catene fosse stato il regalo a Papa Leone I dell’imperatrice Eudossia Qualche tempo dopo, seconda una leggenda, fu portata a Roma anche la seconda catena che, per miracolo, si andò ad unire alla prima.

Come arrivare a San Pietro in Vincoli

La chiesa di San Pietro in vincoli non è molto lontana dalla Stazione Termini e dal Colosseo. Da qui può essere raggiunta anche a piedi con una breve camminata, o prendendo uno dei bus che percorrono via Cavour. Il modo più semplice, per chi arriva da più lontano, è quello di utilizzare la Metro B, scendere alla fermata Cavour. La chiesa si raggiunge a piedi in meno di 5 minuti. Basta salire la ripida scalinata che, dopo un passaggio coperto, si apre su piazza San Pietro in vincoli, sulla quale si affaccia l’omonima chiesa cinquecentesca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *