Siena, fino ad ottobre svelato il pavimento del Duomo

Sbandieratori

Suonate i tamburi, sventolate le bandiere e soprattutto nei prossimi due mesi cercate una scusa per andare a Siena, dovefino al 24 ottobre tona visibile il pavimento del Duomo. Un evento che si ripete ogni anno per appena due mesi. 

E’ per questo motivo che durante il mio blogtour in Terre di Siena me lo sono perso. 

Durante il resto dell’anno è celato dietro lastroni di legno che ne preservano l’integrità. Io ho avuto modo di vederlo alcuni anni fa e vi assicuro che si tratta di un vero e proprio capolavoro marmoreo. Se non credete a me sappiate che il Vasari (e lui sì, che se ne intende) lo ha definito

Il più bello, grande e magnifico che mai fusse stato fatto

  Bello quanto delicato, per questo motivo non sopporterebbe il calpestio quotidiano dei visitatori, calcolati introno ad un milione all’anno.

Il piu’ bello, grande e magnifico che mai fusse stato fatto (Vasar)
Il ritorno alla luce del pavimento del Duomo di Siena, realizzato tra il Trecento e l’Ottocento da importanti artisti, è di per sé un motivo per scegliere di fare una capatina a Siena, città bellissima che ha sempre tanto da offrire. A ottobre io sarò alle terme di Chianciano e non è escluso che decida di arricchire il mio soggiorno con una gita a Siena. Il pavimento l’ho visto qualche anno fa, in uno dei miei tanti viaggi a Siena e ne sono rimasta affascinata. La decorazione del pavimento del Duomo va da temi che toccano l’antichità classica (nelle tre navate) con le enigmatiche immagini delle Sibille, fino alla la storia del popolo ebraico, nel transetto e nel coro.
Con il ritorno alla luce del prezioso “tappeto marmoreo” sarà anche possibile ammirare le tarsie nell’esagono sotto la cupola, lo spazio vicino all’altare, i riquadri del transetto per uno spettacolo unico: per i visitatori anche la straordinaria esperienza di una visita guidata lungo un percorso che li condurrà intorno all’abside, con la visione delle tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona e gli affreschi di Domenico Beccafumi.

 

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