Tor Fiscale, dove gli acquedotti si incontravano


Tor Fiscale o Torre del Fiscale è uno dei monumenti del Parco dell’Appia Antica. Una torre alta 30 m che svetta nel paesaggio. Le torri sono una delle caratteristiche della campagna romana, non a caso molte località ancora oggi portano il termione “Tor” o “Torre” nel nome.

Tor Fiscale però è una torre diversa dalle altre, perché ha una caratteristica davvero singolare. Fu infatti costruita nel punto in cui si incrociavano i principali acquedotti romani: l’Acquedotto Marcio e l’Acquedotto Claudio. Acquedotti che poi sulle loro arcate ne portavano altri tre. Complessivamente i cinque tra i più importanti di Roma.

Dall’acquedotto Claudio poi si staccava un altro piccolo acquedotto che, seguendo la riva sinistra del fiume Almone, raggiungeva il Ninfeo di Egeria nella valle della Caffarella.

Un po’ di storia

Quella che vediamo oggi è una torre a pianta quadrata, con una storia molto antica. Fu edificata nel XIII secolo, ma poggia su una base precedente utilizzando antiche costruzioni romane.  Nel medioevo era chiamata anche Torre dell’Arco Travertino, arco che segnava il punto in cui l’Acquedotto Claudio scavalcava la via Latina, che passava proprio accanto alla torre.

Tor Fiscale Roma

L’uso di queste torri si alterna durante la storia. Inizialmente avevano una funzione di segnalazione e controllo delle vie vicine, per poi assumere un vero e proprio carattere difensivo.  Nel caso di Tor Fiscale si intuisce osservandone i particolari. L’entrata era a 6 metri di altezza rispetto alla strada. Per raggiungerla era necessaria una scaletta di legno che poteva poi facilmente essere ritirata in caso di pericolo. Anche  l’aspetto completamente privo di corpi aggettanti è tipico di  una torre di difesa. Una costruzione di questo tipo non consentiva, infatti,  ad eventuali nemici di scalare l’edificio.

Durante il medioevo nella torre si trovava un avere propria corte di giustizia, con tanto di carcere, forche, bargelli e gendarmi. Il loro compito era quello di difendere la campagna circostante dai numerosi malviventi che si aggiravano da queste parti.

Poco lontano Tor fiscale gli acquedotti si incrociano una seconda volta dando vita al cosiddetto Campo Barbarico,  che nel nome ricorda il campo che posero qui nel 539 i Goti di Totila . Ma di questo vi parlerò un’altra volta.

Una torre tanti nomi

Oggi la conosciamo come Tor Fiscale, o Torre del Fiscale.  Nome che deriva da Filippo Foppi, tesoriere pontificio che nel XVII secolo, all’epoca era proprietario dell’edificio,  chiamato   “Monsignor Fiscale”.

Durante la sua storia la torre però ha avuto anche altri nomi.  Uno di questi, Torre Branca (che ritroviamo anche nella toponomastica della zona), deriva dal nome della famiglia che nel 1385 era proprietaria del fondo. 

Nella carta del Catasto Alessandrino (1660-1668) la torre è però indicata ancora con un altro nome, quello di Torre di San Giovanni. Questo perché in quel periodo apparteneva alla basilica lateranense.

Nuova vita per Tor Fiscale

Recentemente la Torre è stata oggetto di importanti lavori di restauro, ma non è visitabile. O può esserlo solo grazie a permessi speciali, quindi l’apertura della torre al pubblico è un fatto del tutto straordinario. Avevo sempre desiderato entrare nella torre. Alla fine, dopo anni l’occasione è arrivata.

La torre aveva tre piani, con ballatoi in legno che non sono arrivati fino a noi. Quindi tutto quello che si può fare è entrare e guardare la torre dal basso verso l’alto. Però vi assicuro che, anche se si tratta di una visita veloce, di pochi minuti, è comunque molto suggestiva. 

Il restauro della torre è solo l’ultimo passo di un lungo percorso di riqualificazione di tutta l’area circostante. 

Quando io ho conosciuto per la  prima volta Tor Fiscale e la zona circostante me ne sono innamorata, anche se la situazione generale era decisamente diversa da oggi. La poco facile accessibiltà nel tempo aveva favorito il degrado. Sino agli anni ’70  qui c’era un borghetto di baracche e costruzioni più o meno fatiscenti addossate alle antiche arcate degli acquedotti. Quando fu eliminato il borghetto, fu bonificata la zona verso il Parco degli Acquedotti, qui invece l’intervento fu molto blando e ancora oggi sono visibile alcune tracce di quel periodo.  Anche dopo lo smantellamento del borghetto avvicinarsi alla torre era un percorso quasi avventuroso, tra baracche, canneti, fungaie abusive e carcasse di auto e motorini rubati.

Oggi per fortuna tutto ciò è solo un lontano (brutto) ricordo. L’intera area è stata da tempo recuperata, trasformata in un vero parco fruibile e vivibile dal quale è possibile godere di una vista molto suggestiva del parco dell’Appia Antica.

Il recupero ha interessato anche due casali, oggi parte integrante della fruibilità del parco. Un primo casale museo ospita uno dei punti informativo del Parco dell’Appia Antica. Qui è possibile avere tutte le informazioni possibili sul parco e sulle attività che vengono organizzate: mostre, visite guidate, laboratori. 

Un secondo casale ospita invece il Ristoro del Fiscale che dal venerdì alla domenica serve prodotti biologici e a chilometro zero.

Per chi lo desidera è possibile noleggiare le biciclette e percorre la rete di itinerari ciclabili che collegano quest’area con altre zone del Parco dell’Appia Antica, dalla Caffarella al Parco degli Acquedotti. Tra gli obiettivi ai quali si sta lavorando c’è anche quello di aprire un collegamento diretto con il Parco delle Tombe Latine

 

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