Trekking “Anello Giganti dell’Acqua”

L’Anello dei Giganti dell’Acqua è un percorso di trekking, lungo circa 7 km, nella zona dei Monti Prenestini, più esattamente nel territorio del comune di San Gregorio da Sassola. Il tutto a pochi chilometri da Roma, per un’escursione che è possibile fare tranquillamente in giornata.

Ponte della Mola - anello giganti dell'acqua

I Giganti dell’Acqua, altro non sono che gli imponenti resti monumentali di alcuni degli acquedotti che anticamente servivano la Roma antica. Quello che offre questo sentiero è un percorso molto suggestivo nella fitta vegetazione nella quale si apre, quasi a sorpresa, i resti degli acquedotti che, direttamente o indirettamente, erano alimentati dalle acque del fiume Aniene.

Gli acquedotti qui lasciano il percorso sotterraneo per uscire allo scoperto e superare le valli su imponenti arcate, impropriamente chiamate ponti.

sentiero cartellonistica giganti acqua

È il caso dell’Anio Vetus, uno degli acquedotti più antichi di Roma, secondo dopo l’acqua Appia, che però non passa in questa zona.

Dell’Anio Vetus vi ho già parlato perché attraversa anche il Parco degli Acquedotti a Roma (un nome che è tutto un programma), c’è non si vede perché il suo percorso è sotterraneo, si può solo intuire perché la ferrovia se ricalca più o meno il percorso, percorrendo invece l’Anello dei Giganti dell’Acqua invece si incontra in tutta la sua magnificenza nel tratto noto come ponte della Mola.

Logo Giganti dell'Acqua

L’acquedotto Anio Vetus fu costruito circa quarant’anni dopo l’Acquedotto Appia per garantire un miglior l’approvvigionamento idrico di Roma, i fondi per la sua realizzazione arrivarono grazie al bottino che i romani ottennero dalla guerra contro Pirro dal censore Manio Curio Dentato tra il 272 e il 269 a.C.

Quello che si incontra durante il trekking dell’Anello dei Giganti dell’Acqua è però un tratto di acquedotto che una una storia diversa, perché si tratta di una variante voluta dall’imperatore Adriano nel II sec d.C.- quindi molto più recente – che ne accorcia il percorso di circa 2 Km.

Oggi lo vediamo diviso i due tratti, ma – come si vede da alcune foto d’epoca – fino ad alcuni decenni fa si conservava ancora ininterrotto, fu solo nel 1965 che la parte centrale ha subito un crollo.

Cartello illustrativo ponte della mola

L’aggettivo vetus fu dato all’acquedotto circa tre secoli dopo la sua costruzione, quando venne realizzato un secondo acquedotto che prendeva anche lui l’acqua direttamente dall’Aniene, anche questo acquedotto fu si chiama l’Anio, ma Novus, cioè nuovo e fu così che al vecchio Anio – per distinguerli – venne aggiunto l’aggettivo Vetus.

Nel percorso di incontra anche l’Anio Novus i cui resti sono visibili in quello che è chiamato Ponte Sant’Antonio che si alza di 31 metri rispetto al fondo della valle.

Anio Vetus

Un trekking contraddistinto da una importate presenza di resti archeologici, ma non solo perché percorrendo l’anello dei Giganti dell’Acqua si incontra anche un bel percorso contrassegnato da corsi d’acqua e da una ricca vegetazione e per finire vi suggerisco di fare una tappa a San Gregorio da Sassola per mangiare un bel gelato nel cortile del Castello Brancaccio.

Selciato romano

Post in collaborazione la DMO Terre di Otium

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