Tunisi, girovagando per il souq

TunisiPer una come me che adora mercati e mercatini, anche senza la necessità di comprare, entrare nel souq di Tunisi e muovermi seguendo il flusso di persone tra stradine strette piene di oggetti di ogni tipo. Il souq di Tunisi è un’esperienza indimenticabile, dove io sono stata due volte.

Trovate veramente di tutto, stoffe, profumi, spezie, frutta secca, peperoncini, rame, argenteria, pellame e tanti altri oggetti di ogni tipo.

Mi piace tutto. i colori, i profumi, i suoni e anche quella buffa sensazione di sentirsi “rapiti” da quei mercanti che cercano (e talvolta ci riescono) a convincervi ad entrare nel loro negozio, anche solo per vedere… ma una volta dentro non vi lascerebbero più uscire.

Fare shopping nel souq richiede tempi distesi

E’ una sorta di gioco e va preso come tale, così come l’arte della contrattazione. Mai pagare quello che chiedono, provare a far scendere il prezzo a limiti impensabili è un’arte e ci vuole anche un po’ di faccia tosta e il giusto tempo necessario. Dimenticate la fretta e state al gioco.Souq tunisi

Alla fine uscirete con il vostro pacchetto in mano, chiedendovi se l’avete pagato il giusto, ma comunque fieri del vostro acquisto.
souq tunisi

Quando si arriva in un souq, soprattutto tra donne, diciamolo, ci sarebbe il desiderio di andare tutte insieme, è un errore comune. In un souq ci si muove per piccoli, piccolissimi gruppi. Due, al massimo in tre, altrimenti tutto diventa complicato, tranne perdersi.

L’unica timore che si deve avere quando ci si addentra in un souq, infatti, è quello di perdere l’orientamento. 

E’ troppo facile girare di qua e di là e poi rendersi conto di aver smarrito la direzione. Quindi cercate sempre di muovervi in uno stesso senso. Meglio se si sceglie una via, magari la principale, e ci si dirige sempre dritti. A volta la deviazione è d’obbligo se l’occhio cade su un banco più laterale.artigianato
Prima di addentravi prendete sempre un punto di riferimento, non fate troppe deviazione e tornare al punto di partenza. Per me è stato facile, ma avevo un trucco: la mia direzione era la moschea di Zitouna ed era orario di preghiera, quindi a guidarmi dalla parte giusta ci pensava il muezzin!

Dalla moschea poi ci siamo spostati al vicino ristorante Dar Bel Hadj, dove ci attendeva il nostro primo pranzo tunisino.

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