Un batuffolo bianco di nome Knut

Un musino che fa tenerezza solo a gurardarlo… ma non alla sua mamma che dopo averlo messo al mondo lo ha abbandonato insieme al fratellino, poi morto. La storia è quella di un orsetto bianco, nato tre mesi fa allo zoo di Berlino.
 

Una storia che commuove e spacca l’opinione pubblica.
Per evitargli la triste sorte del fratello gemello, il cucciolo è stato “adottato” da un addetto dello zoo della capitale tedesca. Al momento la vita del piccolo Knut è salva, ma c’è chi non vede di buon occhio il rapporto che si è instaurato tra uomo e animale.orso berlino

“Tenere in mano un orso polare non è corretto anzi rappresenta una vera e propria violazione dei diritti degli animali”, ha scritto il quotidiano tedesco Bild citando l’animalista Frank Albrecht” il quale ha aggiunto che “il cucciolo dovrebbe essere lasciato morire” .

Ipotesi che lo zoo tedesco non vuole neppure prendere in considerazione “E’ davvero assurdo”, ha replicato un portavoce della struttura. Ucciderlo non avrebbe senso. Knut sarebbe comunque condannato a vivere in cattività, ma visto che si tratta di una specie a rischio potrebbe un giorno contribuire alla salvaguarda della specie fecondando una femmina.
C’è da dire che Knut nel giro di pochi giorni è diventato la mascotte della capitale tedesca (il cui simbolo non a caso è proprio un orso), ma c’è di più, grazie agli scatti della fotografa Annie Leibovitz Knut è diventato il testimonial di una campagna contro il cambiamento climatico, del quale gli orsi polari stanno già facendo le spese.

Oggi Knut ha fatto il suo debutto in società davanti a 500 fra fotografi e giornalisti giunti da tutto il mondo solo per vederlo. Un debutto positivo, che lo ha visto sgambettare senza difficoltà o timori nello spazio a lui riservato nello zoo di Berlino. Un debutto da grande star che, non si fa fatica a crederlo, lo farà diventare il beniamino dello giardino zoologico della capitale tedesca.

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