Un sorriso stressante

giocondaMeta irrinunicabile di tutti i turisti che visitano Parigi è senza dubbio il Museo del Louvre.Uno scrigno di tesori d’arte da far venire i brividi, ma troppo grande per essere visitato tutto e così è necessaria una selezione. Tra opere che “non si può non vedere” c’è la Gioconda. Tutti fanno ressa davanti alla teca che racchiude il piccolo quadro, tralasciando spesso di dare anche solo un’occhiata ai quadri della stessa sala, eppure si tratta di opere di alcuni dei maggiori maestri del colore italiano. E poi in molti a brontolare che la Gioconda dovrebbe tornare in Italia, perché la Francia l’ha rubata. Sengo di ignoranza, perché la Gioconda ha tutti i diritti a stare in Francia perché a portarla fin qui lo stesso Leonardo da Vinci. Lo sapete vero che Leonardo da Vinci visse in Francia, portato da Francesco I e ancora oggi è sepolto al castello di Amboise?

Ma torniamo ai poveri guardiani che devono anche “regolare il traffico” dei visitatori, ma anche far rispettare la regola del divieto di fare foto. Senza contare che non si sa mai se c’è qualche matto nella folla che potrebbe voler danneggiare il dipinto. Atti di vandalismo e persino un furto avvenuto nel 1911 fanno parte della lunga storia francese della Gioconda.
Il risultato è uno stato di stress che ha spinto i guardiani, prima a chiedere 150 euro di aumento, poi a dar via ad uno sciopero che porterà alla chiusura di alcune sale del museo.

Originale anche il manifestino ideato a sostegno della loro protesta: una Gioconda bendata che avvisa: “I miei guardiani sono in collera”.

A chi pensa che i guardiani del Louvre stiano esagerando ecco qualche numero: ogni anno sono otto milioni i visitatori del museo parigino e solo la domenica, giornata in cui l’accesso è gratuito, ad affollare le sale sono ben 65mila visitatori.

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