Una giornata a Magliano Sabina

Magliano sabina

L’autostrada collega, ma talvolta divide. La utilizziamo per muoverci rapidamente da un punto all’altro del Paese e conosciamo a memoria i nomi dei caselli, dimenticando spesso che ad ognuno di essi corrisponde una città, un borgo, un luogo che merita di essere visitato.

È il caso di Magliano Sabina, che ho scoperto recentemente in occasione di un tour organizzato da Magliano in Rete,una rete di imprese che conta al momento 42 associati, da ristoranti ad alberghi, da bar a caseifici, fino a parrucchieri, giornalai, falegnami, fotografi, fiorai e così via. Per dirlo con le parole stesse che troviamo sul loro sito, Magliano in Rete è un’aggregazione non solo numerica ma sempre più cosciente e ragionata intorno a un programma comune che fa crescere insieme le aziende allargando i loro orizzonti di azione. Azioni che vanno anche in direzione della promozione del territorio dal punto di vista turistico.

Luoghi, storie e persone

Faccio questa premessa perché la giornata che ho trascorso a Magliano Sabina è stata sì alla scoperta della città, ma anche della gente che qui vive e produce. A proposito, non chiamate Magliano Sabina paese, perché è dal 1495 che ha ottenuto da Alessandro VI il titolo da città.

Cosa fare e vedere a Magliano Sabina

Bar civico 28

Non so voi, ma io inizio sempre le mie visite con una pausa al bar, per fare colazione e una puntatina in bagno, così tanto per partire più leggera. Non potevo quindi fare eccezioni a Magliano Sabina! Il tour è iniziato dal risto-bar Civico 28, sulla centralissima via Roma. Se entrate con l’idea di prendere il classico cappuccino e cornetto, sarete spiazzati dai dolci proposti. Basta un’occhiata per capire che sono fatti in casa, idem per le marmellate con cui vengono farcite le crostate. Questo locale, volendo rappresenta anche una soluzione ottima per una pausa pranzo veloce, a base di prodotti tipici con ingredienti tutti a chilometro zero e quindi strettamente legati alla stagione.

Le macchine sceniche di Luciano Minestrella

Luciano Minestrella

Luciano Minestrella è nato e cresciuto a Magliano Sabina, ha un forte legame con il territorio che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua arte. Minestrella è uno scenografo teatrale che si è specializzato in macchine sceniche.

Luciano Minestrella

Una sorta di archeologia sperimentale della scenografia che si ispira a opere del ‘400, epoca in cui a Firenze nacque l’arte delle macchine sceniche per le sacre rappresentazioni. In alcuni dei suoi suoi lavori troviamo anche elementi antichi che si sposano con altri più moderni. Importante per lui il legame con il territorio. Più volte si è chiesto come sarebbe stata la sua arte se non fosse nato a Magliano Sabina. Per lui essere figlio di questa terra significa fare sua la cultura artigianale contadina che si basava sulla trasformazione della materia. La sua materia è il legno e lui lo trasforma con maestria.

Luciano Minestrella

Un’idea di quello che è il suo lavoro si può avere visitando la mostra, aperta su richiesta (0744919325-3892775583), allestita presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, dove sono esposti alcuni modelli delle sue macchine sceniche.

La mostra nasce come un bisogno di ricerca nella storia del teatro e da qui la ricerca dei precedenti.

In mostra modellini di originali dalle dimensioni notevoli, che superano anche i 10 metri. Macchine grandi che dovevano abbracciare uno spazio pensato per contenere lo spettacolo. Singolare la scelta di esporre le proprie opere, che spesso ruotano attorno ad un soggetto sacro, in una chiesa. Una vera chiesa, ancora consacrata, anche se non viene più utilizzata per le funzioni religiose.

Le macchine sceniche a grandezza naturale escono dal magazzino dove sono conservate in occasioni particolare e vanno ad animare le vie di Magliano Sabina o vanno in trasferta. Peccato che si tratti solo di eventi particolari, sarebbe bello che per alcune di queste macchine sceniche ci fosse un appuntamento fisso. Sarebbe una bella vetrina anche per la città.

Letizia, artista dei fiori

Ancora un incontro d’arte nelle strade di Magliano Sabina, ma di genere diverso, è stato quello con Letizia. La sua materia prima sono i fiori, perché Letizia, titolare del negozio Flos, ha scelto di portare avanti il lavoro della madre, fioraia storica di Magliano Sabina che aveva aperto il suo punto vendita negli anni ‘60. Letizia vende fiori, ma soprattutto crea addobbi e composizioni per eventi e cerimonie, In ogni composizione mette tutta se stessa per realizzare creazioni pensate e personalizzate per il cliente. Una clientela che spesso arriva anche da fuori città, segno di quanto la sua arte sia apprezzata.

La chiesa di San Pietro

Chiesa San Pietro

Quella di San Pietro è una delle chiese più antiche di Magliano Sabina. Risale al XII secolo e ha mantenuto immutate, tanto all’esterno quanto all’interno, le caratteristiche semplici e sobrie dello stile romanico, che a me piace tanto. L’interno è diviso in tre navate, segnate da cinque colonne, che conducono lo sguardo verso l’abside semicircolare

Il Museo Civico Archeologico

museo archeologico magliano sabina

Se volete scoprire la lunga, lunghissima storia di questo territorio non potete perdere una visita al Museo Civico Archeologico di Palazzo Gori. Il museo raccoglie una serie di reperti, alcuni di grande pregio, che narrano una storia che va dalla preistoria all’epoca della romanizzazione e poi fino al Medioevo.

Durante la visita scopro che in epoca romana qui le ville erano riccamente decorate, ma convivevano con le costruzioni dei sabini dalle semplici pareti in argilla.

museo archeologico magliano sabina

Tra le teche del museo troviamo anche pezzi molto delicati, come collane in vetro, che denotano una tecnica e un piacere dell’estetica che era già presente tra i sabini. I sabini possedevano anche altre tecniche, come l’uso del telaio o la lavorazione della ceramica, che avevano appreso dai vicini Etruschi del territorio falisco, ovvero l’attuale Civita Castellana.

scrittura sabina

Tra i pezzi più importanti dell’epoca sabina ci sono dei frammenti di ceramica su cui sono riportati rari esempi di scrittura sabina arcaica. Un terzo esemplare fu ceduto, diversi anni fa ,al Museo di Boston. Uno degli esemplari in mostra evidenzia una lettera di chiara origine greca, un carattere che è presente solo nella scrittura greca e in quella sabina, segno di un contatto tra le due culture.

museo archeologico magliano sabina

Dietro le quinte del museo

Una breve visita al dietro le quinte del museo, ci ha poi svelato tutta una serie di oggetti di recente ritrovamento che devono essere ancora studiati, ma che sono la prova di come il territorio abbia ancora molto da raccontare.

… e la storia continua

La storia di Magliano Sabina si può leggere anche fuori dal museo, basta guardarsi intorno per scoprirne i segni, come le targhe che ricordano il passaggio di Garibaldi o di san Giovanni Bosco e ancora le tracce di San Francesco e di Alfonso d’Aragona.

Cripta madonna delle grazie magliano sabina

Queste ultime due sono documentata nella cripta di Santa Maria delle Grazie.

San Francesco è rappresentato con un affresco che lo ritrae in vita, nell’atto di ricevere le stimmate, episodio avvenuto a La Verna. L’affresco potrebbe essere una forma di ringraziamento per un miracolo accaduto proprio qui a Magliano Sabina. Pare infatti che una donna anziana si fosse presa cura di un piccolo orfano, ma non aveva latte. Il bambino affamato piangeva disperato, lei allora invocò San Francesco e fu così che miracolosamente ebbe una montata lattea e riuscì a sfamare il piccolo.

San Francesco si è mosso molto nel reatino, soprattutto nella Valle Santa, anche se di fatto non esiste una prova certa della sua presenza a Magliano Sabina.

Alfonso d’Aragona

Il segno della presenza di Alfonso d’Aragona è invece un graffito con la firma che il Re di Napoli appose su un affresco per documentare il suo passaggio.

Cripta Magliano Sabina

La cripta risale ad un periodo non precisato dopo l’anno mille. Della cripta si era persa la conoscenza, fu ritrovata per caso in seguito ad un crollo avvenuto durante dei lavori nella chiesa.

All’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie pare spuntare un’altra presenza illustre, quella di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, che qualcuno ha riconosciuto tra le figure che si riparano sotto il mantello della Madonna.

A proposito di Madonne, forse vi stupirà scoprire anche l’immagine della Vergine di Guadalupe, questo è un dono dei padri Messicani che abitavano il convento per ringraziare i maglianesi per l’aiuto ricevuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

E per finire una curiosità, i frati messicani introdussero a Magliano Sabina un nuovo sport: il baseball.

Magliano Sabina è green e promuove la mobilità elettrica

Nissan Eletrica

In occasione di questo tour ho fatto la mia prima esperienza con un’auto elettrica, anche se solo come passeggera. L’auto in questione è la Nissan di Magliano in Rete che viene messa a disposizione degli associati. Devo dire che è stata una bella sorpresa, l’auto è molto silenziosa, forse anche troppo, ed ha ottime prestazioni. Ho scoperto anche, scusate l’ignoranza in materia, che guidandola su percorsi misti si autoricarica. Per le ricariche serie, insomma il pieno di energia, servono le classiche colonnine, che ovviamente a Magliano Sabina non mancano. Potete trovare, infatti, diversi punti di ricarica veloci, sia dell’Enel X che di Tesla. Entrambe sono disponibili presso l’hotel ristorante La Pergola, appena fuori città. Un’occasione per mangiare ottimi piatti locali mentre la vostra auto ricarica.

Colonnina tesla

Entrando in città trovate altre colonnine di ricarica rapida, in questo caso sono quelle Enel X.

colonnina enel x

Questo è molto importante, primo perché sull’autostrada non ci sono colonnine, quindi è necessario uscire per ricaricare e poi perché Magliano Sabina è un ottimo punto di partenza per scoprire il territorio circostante. Doppiamente perfetto quindi per chi va al passo con i tempi e viaggia con auto elettrica.

Hotel Ristorante la Pergola

La nostra giornata a Magliano Sabina ha avuto anche un altro intermezzo goloso, il pranzo al ristorante La Pergola. Un locale che ha superato il mezzo secolo di vita e che è orgoglioso di proporre piatti tradizionali e al tempo stesso innovativi, con un menù in grado di soddisfare tutte le esigenze alimentari con attenzione per celiaci, vegani, vegetariani.

Ristorante La Pergola Magliano Sabina

Piatti buoni ma anche belli, volete sapere che cosa ho mangiato? Radicchio di Chioggia in Saor con vellutata di zucca gialla e mandorle tostate. Poi, per rimanere in tema, tortelli con farcia di patate e tartufo alla crema di mandorle.

Hotel La Pergola Magliano Sabina

Dopo pranzo il titolare ci ha mostrato alcune delle camere e si è soffermato nel raccontarci la cura con cui ha seguito personalmente la ristrutturazione, dalla scelta dei colori delle parete agli arredi, il tutto in pieno rispetto della struttura originaria.

Post in collaborazione con Magliano in rete

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