Viaggiare in Myanmar

 Kakku La scelta di viaggiare in Myanmar è arrivata subito dopo il viaggio in Thailandia, avevo quasi l’idea di completare un percorso”. Anche se con queste aspettative che ho affrontato il mio primo viaggio in Myanmar (anche se io amo continuare a chiamarla Birmania). Mi sono subito resa conto che nonostante le molte analogie fra Thailandia e Birmania, entrambe ad esempio sono a prevalenza buddisti con i tanti templi che caratterizzano il territorio- i due Paesi sono molto differenti tra loro.

Myanmar, viaggiare in un paese ancora poco turistico

Mentre la Thailandia è da tempo una meta turistica molto affermata, dove il turismo incide per il 6% sul PIL, il Myanmar – da questo punto di vista – è un Paese abbastanza emergente, con un basso apporto economico la cui incidenza sul  prodotto interno lordo non arriva all’ 1% e questo la dice lunga. 

Viaggiare in Myanmar da soli è possibile, basta organizzarsi. Non c’è nulla da temere perché il Myanmar è un Paese sicuro e con una popolazione molto accogliente


Durante il mio viaggio quello che mi ha colpito particolarmente è stata l’attenzione nei nostri confronti come persone e non come turisti… Certo nelle zone più gettonate il turista è comunque spremuto come un limone, con tanto di bambini che provano a vendervi fotocopie spacciandole per loro disegni (tra l’altro fatti da mano adulta che imita il disegno dei bambini). Bambini che ti avvicinano, a me è successo un paio di volte a Bagan, e ti dicono “Io piccolo Picasso”. Si, vabbè, tu piccolo Picasso, ma io non sono Joe Condor!   
Ecco questo succedeva a Bagan, uno dei luoghi più turistici, dove tra l’altro mi hanno venduto una camicia di seta che i bachi non li aveva visti neppure in cartolina :). 

Comunque a parte questo episodio, viaggiare in Myanmar rimane un piacere perché si tratta di un Paese ancora molto genuino. E’ piacevole vedere il modo di fare spontaneo con cui tutti si siano relazionati con noi, insomma gentili e cortesi senza il secondo fine di ricevere la mancia. Anzi la mancia qui non è obbligatoria e molto spesso chi la riceve rimane a un pochino sorpreso (avete già letto come ci si comporta con le mance viaggio).

Scimmie, scale e pagamento pulizia

La mancia no, ma il pagamento di un servizio non richiesto si, come sul Monte Popa, per salire c’è una lunga scalinata popolata di scimmie e di “volontari” che puliscono i gradini dagli escrementi che lasciano. Scale che turisti e fedeli percorrono (obbligatoriamente) a piedi nudi per raggiungere la sommità del luogo sacro. La chiedono, come si dice a Roma “ci provano”, ma non bisogna sentirsi obbligati, anche perché la scala è lunga e ogni rampa ha il suo pulitore!

monte popa

Myanmar cosa fotografare e cosa no

Nessuna richiesta di denaro invece, come avviene in tanti altri Paesi, per una fotografia. Anzi i birmani amano essere fotografati insieme ai visitatori stranieri e spesso non sarete voi a chiedere “posso fare una foto?” ma il contrario.

Quindi fotografate con tranquillità, ovviamente senza dimenticare di chiedere comunque il consenso, l’educazione e il rispetto prima di tutto. 

Attenzione però ad alcuni luoghi. Come in tutti i paesi non è il caso fotografare, anzi che è proprio proibito, tutti quelli legati alla sicurezza nazionale, prime fra tutte le zone militari.

Politica, un argomento scottante da evitare

Durante il mio viaggio in Myanmar ho evitato di parlare di politica, sapevo bene quanto la cosa fosse poco gradita. Certo, non è facile quando ci si trova in una città come Mandaly e bisonga rientrare in albergo presto perché è in vigore il coprifuoco! Però bisogna stare al gioco, anche questo è viaggiare in Myanmar.

Prima parlavo del basso apporto che ha il turismo sul PIL, questo è legato anche ad un fattore politico o meglio al boicottaggio turistico come forma di protesta nei confronti del regime militare.

Una scelta che può essere ammorbidita mettendo in pratica alcuni piccoli accorgimenti, piccoli comportamenti quotidiani per evitare che il turismo vada ad alimentare direttamente le casse dello Stato. Vi ho già parlato di come muoversi in Myanmar, lasciatemi ora aggiungere che contattando un’agenzia locale, per ingaggiare una guida o un autista che vi accompagni durante il vostro tour, avrete la certezza che gran parte dei soldi spesi andranno direttamente alla popolazione. E ancora molto meglio scegliere alberghi privati al posto di quelli statali.

Interessante, se volete approfondire l’argomento, una tabella pubblicata a pagina 24 della guida Lonley Planet Myanmar (ed. 2013) che illustra – in base alla tipologia del vostro viaggio – quale potrebbe essere il ricavato del governo.

Viaggiare in Myamnar è sicuro, ma non si può andare ovunque

Un’altra cosa che il viaggiatore deve affrontare è il fatto che non sempre ci si può muovere esattamente come si vuole dove si vuole. Esistono, infatti, zone che hanno un accesso limitato o che necessitano di particolari permessi per potervi accedere.

A proposito di permessi non dimenticate che per entrare nel Paese occorre un visto d’ingresso che va richiesto all’ambasciata, quindi calcolate bene i tempi necessari per il rilascio. Anche se è da un bel po’ che il Paese ha annunciato che presto sarà possibile avere il visto in entrata, questo provvedimento ancora non è stato attuato.

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