Viaggio in Nepal: trekking tra le risaie

bambino nepaleseIl Nepal è la terra del trekking. Noi nel nostro piccolo abbiamo fatto il breve trekking per Changu Narayan e un trekking più lungo da Lubhu a Godawari, attraverso le risaie.

Al trekking non hanno partecipato tutti, qualcuno ha preferito provare l’esperienza del rafting, altri hanno deciso di restare a Patan e girare per negozietti. La partenza per il trekkkng è stata di buon ora, una scelta obbligata per evitare di camminare sotto il sole a picco.

bambini
Siamo partiti dal piccolo viallaggio di Lubhu. Partiti, ma per fermarci subito. La nostra guida conosceva delle persone del luogo e ci siamo fermati a prendere un tè prima di iniziare il cammino. Da qui abbiamo iniziato il nostro cammino.

Il percorso non è faticoso, è quasi tutto falso piano, tranne due salite piuttosto ripide, inoltre il cielo coperto non ci ha fatto soffrire troppo di caldo.

Il sentiero ci ha permesso di camminare prima tra i villaggi rurali e poi tra le risaie.
Il contrasto tra il colore del cielo e il verde intenso delle piante del riso è sorprendente. Durante il cammino abbiamo incontrato tantissimi bambini, tutti ci hanno accolto con un bel sorriso.

Bambini, ma anche piccoli adulti che riescono a coniugare il gioco con la responsabilità nell’accudire i loro fratellini.

E’ a loro che sono affidati, mentre i genitori lavorano nei campi. Una semplice cesta appesa nella veranda custodisce il neonato e con un rapido gesto della mano viene fatta oscillare se il bimbo piange.
bambini Tanti i bambini che abbiamo incontrato, molti impegnati con i loro aquiloni costruiti con materiale di recupero. A vederli ci si chiede come facciano a volare. Mi viene in mente quelli che costruivo io da bambina, nonostante le folli corse sul prato, difficilmente si alzavano in volo.

Durante il sentiero abbiamo raggiunto un originale santuario che aveva un percorso scavato nella roccia, con un passaggio così stretto che avevo forti dubbi sulla possibilità di passarci attraverso. Ma sono passata!

santuario
Il cielo coperto ci ha risparmiato molto caldo, ma le nuovole, soprattutto nella stagione monsonica, sono segnale di pioggia.

E la pioggia ci ha sorpreso mentre attraversavamo le risaie, un violento acquazzone che ci ha spinto al coperto.

L’unico rifugio era una casa rurale.

bimbiCi hanno accolto con ospitalità, offrendoci del te e sgabelli su cui sederci. Abbiamo quindi atteso che spiovesse tra bambini, anziane, papere e capre.

Finita fine la pioggia abbiamo ringraziato per l’ospitalità ed abbiamo ripreso il percorso verso Godawari.

Abbiamo visitato il giardino botanico ed abbiamo assistito alle riprese di un video musicale, con il divo del momento che ha suscitato i nostri mille commenti pettegoli, ma a vederlo era veramente uno spasso. Da notare le scarpe, con la bandiera inglese, abbinate alla giacca.

Il gruppo trekking era formato da persone piuttosto abituate a camminare, abbiamo così potuto percorrere l’intero percorso in 5 ore, meno di quelle previste in fase di organizzazione.

Godawari rappresentava l’ultima tappa del nostro trekking, qui ci attendeva il pulmino per riportarci prima a Patan a raccogliere il resto del gruppo, quindi a Kathmandu dove si sarebbe concluso il nostro viaggio in Nepal.

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