Goteborg

 Goteborg notte
Lasciata Oslo di buon ora, ci avviavamo a lasciare anche la Norvegia. Il nostro viaggio ormai volgeva veramente al termine, ma avevamo ancora tre giorni pieni e una mezza giornata a nostra disposizione, era presto per pensare agli addii e al ritorno a casa.
 
La tappa odierna era Goteborg, in Svezia. Città  piacevole da visitare, anzi ci è piaciuta molto più di Oslo.
La schiena mi fa ancora vedere le stelle, ieri è stato il giorno peggiore e per portare su e giù i bagagli ho bisogno sempre di aiuto, ma con dei cavalieri così non ho nulla da preoccuparmi. 
Io che odio prendere le medicine mi sono dovuta convincere a prendere delle bustine di un nuovo antinfiammatorio, praticamente da quando avevo iniziato a stare male era la terza volta che cambiavo cura.
Abbiamo prenotato in un ostello molto carino, ha due caratteristiche: quella di avere al pian terreno tantissime fotografie di mare, e lungo le scale e al piano superiore – dove sono le camere – poster cinematografici.
L’ostello è in buona posizione, non centralissimo, ma il centro si raggiunge a piedi e questo ci ha consentito di fare una bella passeggiata in città fino a sera
 

La temperatura non era certo estiva, ma qui è normale. Abituata a Roma con i suoi tavolini all’aperto anche in inverno, mi ha colpito l’abitudine che hanno i bar di fornire ai clienti delle coperte per scaldarsi mentre consumano all’aperto. 

Prima di tornare in ostello abbiamo fatto i conti al centesimo per capire quante corone svedesi ci potessero servire e siamo passati all’ufficio cambio per rimpinguare i portafogli vuoti.
Abbiamo cenato in ostello, cercando di disturbare il meno possibile gli altri ospiti, ma un gruppo di 16 italiani a tavola, per quanto educato e discreto, non può non farsi notare.

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